Case editrici: 80144edizioni, ossia Toilet

Scritto da: il 02.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Come dicevo tempo addietro a proposito di un numero di Toilet, ci vuole coraggio per scrivere apertamente la finalità dei propri libri (racconti brevi e lunghi a seconda del bisogno). Come un tabù inesplicabile, non si parla quasi mai del fatto che si legge in luoghi tipici, sul divano, a letto e, soprattutto, in bagno.

E ancor meno si dice palesemente che ci sono dei libri da bagno e dei libri non indicati: mai mi sognerei di portarmi un Eco, né un testo troppo complesso, il cui lavorio mentale sarebbe eccessivo. I racconti invece sono perfetti allo scopo, o meglio “al bisogno”.

80144 edizioni questo coraggio lo possiede. Anzi, ne fa il suo punto forte, col bimestrale Toilet, appunto, che richiama dalle immagini fino al layout interno la sua funzione. Sì, perché è proprio una catenella, quella catenella ormai sostituita da più moderni pulsanti, a delimitare il margine esterno delle pagine coi titoli.

Vi riporto cosa dicono di questa iniziativa:

toilet è una raccolta di racconti, frutto di alcune delle migliori energie della nuova narrativa italiana.
Una “maneggevole” pubblicazione, pensata per essere letta nella comodità del bagno.
Per ciascun racconto, è indicato il tempo previsto di lettura, così da armonizzare esigenze fisiologiche e curiosità intellettuali.

Ha sicuramente moltissimi pregi, tra cui il migliore è portare alla ribalta giovani talenti italiani, dandogli una buona visibilità in maniera chiara e trasparente (e senza contributi o pagamenti degli autori, che non è cosa da poco, visto il panorama italiano). Certo, non viene retribuito nessun diritto d’autore sul racconto, ma non si tratta di pubblicazione a carattere esclusivo, quindi è possibile utilizzare lo stesso scritto altrove.

Inoltre è un’idea interessante quella del tempo di lettura, come fece Subway per le fermate, da cui ci si può orientare per scegliere l’ordine o la priorità dei vari racconti. Finora la durata massima per singolo pezzo, tra quelli che ho letto, è di 15 minuti, ma ce n’è anche da soli 2, e per tutte le durate intermedie.

Se avete qualche racconto che considerate “stimolante”, sul sito trovate le istruzioni dettagliate per l’invio, insieme alla scheda per la liberatoria che mettono a disposizione, mentre su IBS trovate i loro libri.

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