Prugni, Pumhösel

Scritto da: il 22.07.09
Articolo scritto da . Marzia, vent'anni, studentessa di Letterature europee moderne. Ha acquisito il senso dell'orientamento contemporaneamente a quello critico grazie all'Università La Sapienza. Londinese in una presunta vita precedente. Lettrice, scribacchina e blogger. Se credesse nel Paradiso, lo vorrebbe come quello dei sogni di Virginia Wolf.

prugniBarbara Pumhösel nasce in Austria, vive in Europa, risiede oggi in Italia. Ha il dono di saper giocare con le parole, riscoprirle. Conduce laboratori di poesia per bambini, insegna loro a riscoprirsi poeti. È calibrata nell’uso delle lingue e delle poetiche che influenzano la sua scrittura, propone sempre un insieme di suoni giusti, senza eccessi o sbrodolature.

Ho avuto il piacere di incontrarla durante la presentazione del suo libro, Prugni, in sede universitaria: una donna composta, sorridente, interessante. Quando leggeva le sue stesse parole sembrava farlo per la prima volta o da cent’anni, teneva gli occhi di tutti incollati su di sé. Ho temuto che non avrei potuto ricevere la stessa cosa da una lettura sottovoce, intima, a casa mia.

Mi sbagliavo. L’intera raccolta attraversa trasversalmente il quotidiano che ognuno di noi affronta ogni giorno, sbattendoci con profondità e in maniera cruenta quel dettaglio che non ci aveva dapprima sbalorditi, al mondo dell’onirico, catapultando il lettore in un’esperienza surreale e invadente. Prugni non ci dà solo un suono, ma anche un colore, un odore e un sapore. L’autrice non lascia sempre qualcosa di sé nelle sue poesie, al contempo non si nasconde.

Da subito, dal titolo, dichiara il suo amore per la parola: con cura e dedizione, come una vecchina che cuce abiti da sempre, sceglie il termine e gli ricava lo spazio necessario per farsi grande, caricarsi di significato. Il tutto senza appesantire la lettura. Prugni è un’invocazione, un’evocazione e un tributo, e ritengo sarà facile a chiunque ritrovare queste mie definizioni in ogni pagina.

Questa silloge bilingue, edita Cosmo Iannone, raccoglie dieci anni di lavori che si montano su basi solide, senza mai perdere eleganza, o equilibrio.

Senza vergogna, Barbara Pumhösel, spesso si spoglia delle maiuscole e arricchisce invece il suo vocabolario con parole straniere che si rivelano necessarie a esprimere quel movimento continuo che è la sua poetica, quel viaggio interno e fisico nel quale ci conduce senza fretta. In questo viaggio conosciamo suo padre, forziamo cancelli arrugginiti che non si aprono, ritroviamo un cuore (muscolo superstar, cit.) e seminiamo noccioli per non dimenticare.

E con la raccomandazione di ricordare dove li abbiamo lasciati, dove siamo stati. Proprio come la poetessa non dimentica le sue radici, anzi le mescola e le offre assieme a ogni altra esperienza di mondo che possiede.

  • Ta

    Lo comprerò per questa estate.
    Fra sette libri di Cinema, quattro di Storia e due di Letteratura Italiana, non mi lascerò sfuggire questo splendido consiglio.

    Grazie Mar.

    ta.

  • Ta

    Lo comprerò per questa estate.
    Fra sette libri di Cinema, quattro di Storia e due di Letteratura Italiana, non mi lascerò sfuggire questo splendido consiglio.

    Grazie Mar.

    ta.

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