A Livia: quando un poeta lo è davvero – Per conoscere Ungaretti, a cura di Piccioni

Scritto da: il 28.10.08
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

per conoscere ungaretti, leone piccioniQuando la vita di un uomo rispecchia quella dell’umanità, questi è un artista, in molti casi un poeta.

Accade poche volte e lo sbaglio di molti è credere che raccontare i fatti propri, in prosa e/o in poesia, sia di per sé cosa degna e soprattutto rappresentativa dei sentimenti dei più; è sovente una illusione più o meno pia, e, spesso, malgrado la buona fede dell’Autore, un pregiato elenco di luoghi comuni e di banalità.

E quello che NON è accaduto a Giuseppe Ungaretti (1888-1970) di cui ho ripreso quest’ampia e ottima antologia, Per conoscere Ungaretti, di scritti non solo poetici curata dal suo maggiore studioso: Leone Piccioni.

Al di là delle poesie “scolastiche”, Veglia del ’15, Sono una creatura del dell’agosto del ’16, Natale del dicembre del ’16 o Soldati del luglio di due anni dopo, ce ne sono altre posteriori (fine anni ’30 e poi, ’40) in cui i temi del dolore della condizione umana, della tensione esistenziale frutto di un bramoso soliloquio col Divino danno voce non solo al personale caso del poeta Ungaretti ma anche (e soprattutto) a tutti coloro che a quei temi son sensibili ma non han mai avuto “le parole per dirlo” .

Quell’immenso dolore, per esempio, (la morte di un figlio ancor bambino) divenuto universale l’han provato purtroppo molti; e basta leggere Gridasti: Soffoco e poi altre composizioni intorno agli anni 1939/40 e le parole son quelle, brevi, scarne, uniche; così dense e pregnanti che non sembra ce ne possano esser altre. Definitive.

E l’altro tema cui si è già accennato, a cui pochi san dare parole proprie: la condizione di creatura, umana, finita che però sente di far parte di un inumano disegno divino: più di una poesia è intitolata Dannazione a cominciare da quella datata 29 giugno 1916 per arrivare alla sconvolgente La Pietà del 1928 dove il grido dell’uomo e il silenzio di Dio si fronteggiano in una potenza poetica e un’eloquenza inaudite; dove anche gli spazi bianchi hanno un senso: cosa non rara in Ungaretti.

Sempre presente infine il tema della Morte intesa come distacco, o come fine ineludibile; dalle poesia di guerra fino a quelle scritte in età più avanzata dove il termine della vita sembra esser preferibile all’”odiosa” vecchiaia .

Ungaretti è considerato un “ermetico” per la presunta “oscurità dei suoi versi. A me non lo sembra poi tanto; altre poesie, di altri poeti mi son sembrate più “oscure”. Rimane comunque un esempio non difficile da capire di come vicende personali divengano talmente generali e universali da diventare patrimonio di tutti.

E questo accade soltanto poche volte; accade soltanto quando un poeta sa dare “Tra un fiore colto e l’altro donato” parole all’”inesprimibile nulla”. Tanto da diventare Eterno. In questo caso, allora – e solo in questo – un poeta lo è davvero.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    E senza saperlo hai scelto il mio poeta preferito, perché “l’uomo non è che un punto tra due infiniti oblii”.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    E senza saperlo hai scelto il mio poeta preferito, perché “l’uomo non è che un punto tra due infiniti oblii”.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Non è la prima volta che c’incontriamo tra le pagine dello stesso libro. Chi sta scrivendo di noi così borgesianamente?

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Non è la prima volta che c’incontriamo tra le pagine dello stesso libro. Chi sta scrivendo di noi così borgesianamente?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple