Parola di Pierluca Santoro

Scritto da: il 07.10.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Gli Italiani con più di 14 anni che nel 2009 hanno comprato un libro sono soltanto il 45% di quest’ampia parte della popolazione, quelli che ne hanno letto uno costituiscono il 56%, quelli che affermano che potrebbero fare tranquillamente a meno di leggere libri sono il 34%. Non va meglio per i quotidiani, comprati da poco meno di una persona su dieci e per l’informazione giornalistica online, i cui siti sono frequentati da un italiano su quindici, qualsiasi tipo di diffusione considerata.

In compenso siamo un paese che abbonda di fiere del libro, letture in pubblico e distribuzione di quotidiani nelle scuole, negli alberghi e nei condomini, tutte operazioni promozionali dal bassissimo ritorno in lettori.

Ci sono però ancora irriducibili lettura-dipendenti, che riescono a trovare le più impensabili occasioni e i modi più insoliti per abbandonarsi al vizio di leggere, veri e propri superstiti di un paese che avverte l’obbligo di fare a meno di libri e giornali e guardare solo la televisione, pressappoco come accadeva nel libro e nel film predittivo «Fahrenheit 451». Nell’opera di Ray Bradbury o di François Truffaut, Vittorio Sermonti potrebbe essere il ribelle Granger, che incitava il gruppo dei fuorilegge, scampati nella foresta vicino a Londra, a disobbedire al divieto di conservare e diffondere l’abitudine della lettura.

Pierluca Santoro – Sobillare alla lettura

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Secondo me è colpa della scuola. Io ho sempre odiato italiano a scuola. Tutti quegli scrittori morti, tutti quei racconti-libri barbosi, scritti in un italiano vecchio e di difficile comprensione. Ci viene insegnato fin da piccoli che la letteratura, i libri, sono cose difficili e NON divertenti, roba da studiare con un dizionario in mano, non da leggere. Letteratura che comunque non sarebbe adatta, secondo l’età consigliata, a bambini e ragazzini.
    Se si dovesse educare al piacere del libro, credo che sarebbe più salutare far leggere Twilight piuttosto che Dante o Pirandello.
    Per non parlare dell’aura intellettuale che si continua a voler far aleggiare attorno alla letteratura. Non ci si può lamentare che l’italiano medio legge poco o niente, se poi si bistratta pubblicamente la letteratura di intrattenimento additandola come infantile.

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Secondo me è colpa della scuola. Io ho sempre odiato italiano a scuola. Tutti quegli scrittori morti, tutti quei racconti-libri barbosi, scritti in un italiano vecchio e di difficile comprensione. Ci viene insegnato fin da piccoli che la letteratura, i libri, sono cose difficili e NON divertenti, roba da studiare con un dizionario in mano, non da leggere. Letteratura che comunque non sarebbe adatta, secondo l’età consigliata, a bambini e ragazzini.
    Se si dovesse educare al piacere del libro, credo che sarebbe più salutare far leggere Twilight piuttosto che Dante o Pirandello.
    Per non parlare dell’aura intellettuale che si continua a voler far aleggiare attorno alla letteratura. Non ci si può lamentare che l’italiano medio legge poco o niente, se poi si bistratta pubblicamente la letteratura di intrattenimento additandola come infantile.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Sono d’accordo in gran parte. Aggiungerei infatti la famiglia, spesso assente o impositiva nei confronti della lettura.
    Invece di Twilight comunque si possono far leggere classici della letteratura per ragazzi che siano divertenti e abbiano un valore aggiunto anche storico. Non avendo letto il libro della Meyer non so se ce l’abbia, ma molti dicono di no.
    In genere io uso Tre uomini in barca per istigare alla lettura i ragazzi, e finora ha funzionato. ;)
    Sai, io detesto questa convinzione della letteratura di serie A e B: un libro può essere scritto bene o male, ma al di là di questo non si dovrebbe andare con le discriminazioni.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Sono d’accordo in gran parte. Aggiungerei infatti la famiglia, spesso assente o impositiva nei confronti della lettura.
    Invece di Twilight comunque si possono far leggere classici della letteratura per ragazzi che siano divertenti e abbiano un valore aggiunto anche storico. Non avendo letto il libro della Meyer non so se ce l’abbia, ma molti dicono di no.
    In genere io uso Tre uomini in barca per istigare alla lettura i ragazzi, e finora ha funzionato. ;)
    Sai, io detesto questa convinzione della letteratura di serie A e B: un libro può essere scritto bene o male, ma al di là di questo non si dovrebbe andare con le discriminazioni.

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Neanche io ho letto Twilight. L’ho citato proprio perché è uno dei fenomeni letterari-commerciali più criticati dal punto di vista qualitativo. Anche a costo di far leggere cose stupide, meglio divertire che annoiare. Che poi si ha sempre tempo per tornare a prendere in mano i classici greci o altro vecchiume XD. L’importante è sviluppare l’abitudine alla lettura.
    ***
    Io sono comprensivo verso i genitori. Dopotutto si insegna ai figli ciò che si sa e ciò in cui si crede. Non è così importante quello che si dice, ma quello che si fa. I bambini emulano molto. E se la maggioranza dei genitori non ha tempo né voglia di leggere, non mi sento di fargliene una colpa. Quindi secondo me il problema è sempre il sistema scolastico. Di solito i lettori forti sono persone dall’istruzione superiore. L’Italia non mi pare sia proprio messa bene da questo punto di vista.

  • http://wdsucks.altervista.org Izzy

    Neanche io ho letto Twilight. L’ho citato proprio perché è uno dei fenomeni letterari-commerciali più criticati dal punto di vista qualitativo. Anche a costo di far leggere cose stupide, meglio divertire che annoiare. Che poi si ha sempre tempo per tornare a prendere in mano i classici greci o altro vecchiume XD. L’importante è sviluppare l’abitudine alla lettura.
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    Io sono comprensivo verso i genitori. Dopotutto si insegna ai figli ciò che si sa e ciò in cui si crede. Non è così importante quello che si dice, ma quello che si fa. I bambini emulano molto. E se la maggioranza dei genitori non ha tempo né voglia di leggere, non mi sento di fargliene una colpa. Quindi secondo me il problema è sempre il sistema scolastico. Di solito i lettori forti sono persone dall’istruzione superiore. L’Italia non mi pare sia proprio messa bene da questo punto di vista.

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