Parola di Marco Mamone Capria

Scritto da: il 18.03.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Il libro di Ruesch racconta una storia che tutti dovrebbero conoscere su quello che chiama «il Kombinat Chi-Me-Vi» (cioè il complesso chimico-medico-vivisezionista). [...] Ruesch descrive ed esemplifica con grande chiarezza il fondamentale conflitto di interessi di un’industria che, da un lato, si presenta come ansiosa di curare la popolazione mondiale e migliorarne la qualità della vita, ma che d’altro lato deve la sua prosperità economica precisamente al perdurare e moltiplicarsi delle malattie. L’ideologia propagandata a tutti i livelli per rendere i cittadini sottomessi a questa logica di profitto ha molti aspetti e livelli:

  • il corpo umano viene rappresentato come radicalmente difettoso e bisognoso del soccorso medico fin dalla più tenera infanzia (nella forma delle vaccinazioni obbligatorie) o addirittura fin dal parto;
  • si offre la farmaceutica come la chiave di volta della salute umana, e la “ricerca medica” come sinonimo di progresso in campo sanitario, esaltandone i risultati in maniera irrealistica e ingannevole;
  • la consapevolezza delle cause modificabili di molte tra le malattie più diffuse viene rimossa, inducendo i cittadini a pensare, falsamente, che non si possa far molto per evitare che si ammalino (per esempio di cancro), e che in sostanza si può solo tentare di curarli una volta ammalati;
  • la nozione di prevenzione è quindi snaturata trasformandola in quella, ben diversa, di diagnosi precoce, sostenuta mediante campane di esami (radiografici, per esempio) per intere popolazioni; tali esami, di cui nei casi più pubblicizzati (seno, prostata) non è mai stato dimostrato un vantaggio netto per la collettività, creano un perenne e di per sé debilitante stato di incertezza sulla propria salute, e producono spesso esiti ambigui o distorti, con la conseguente progressione a esami più invasivi e rischiosi;
  • solo in pochi dei casi in cui le cause delle malattie sono collegabili allo stile di vita individuale (fumo, sedentarietà, alcol, droghe) capita di sentire pubbliche esortazioni al cambiamento, peraltro raramente associate a provvedimenti legislativi che lo facilitino;
  • le cause di malattia collegate a difetti strutturali dell’organizzazione sociale o del sistema industriale vengono accuratamente sottaciute o, finché possibile, negate; in particolare si sottovalutano o ignorano le malattie causate dagli stessi farmaci, dalle terapie e dalle procedure diagnostiche (le malattie iatrogene) e quelle derivanti dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua, dalle radiazioni, dall’esposizione ad agenti tossici connessi con la produzione industriale (di tutti i tipi, compresa l’agricoltura) e dall’adulterazione – legale o illegale – dei cibi;
  • infine si scomunicano e si perseguitano con ogni mezzo, legale e no, tutte le scuole e tradizioni mediche che utilizzano rimedi “dolci”, come ad esempio indicazioni dietetiche e integratori alimentari, accusandole di non essere scientifiche e di distogliere il paziente dal rivolgersi ai medici ortodossi che  questi sì  potrebbero veramente curarli.

Marco Mamone Capria, Critica della ricerca biomedica e dell’industria farmaceutica
in Hans Ruesch, La figlia dell’imperatrice

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Premesso che non ho mai avuto un buon rapporto con la medicina e le terapie di cura, circa due anni fa ho completamente sospeso i miei rapporti con qualsivoglia tipologia di accertamento medico di routine o specialistico nonchè con la somministrazione di farmaci.
    Ho cambiato stile alimentare, seleziono attentamente tutto ciò che mangio, leggo le etichette dei prodotti, scelgo la qualità e da allora (gli scongiuri sono d’obbligo) non ho avuto nemmeno il raffreddore o l’influenza.

    @ TUTTI
    Non pensate che ne valga la pena?

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    Premesso che non ho mai avuto un buon rapporto con la medicina e le terapie di cura, circa due anni fa ho completamente sospeso i miei rapporti con qualsivoglia tipologia di accertamento medico di routine o specialistico nonchè con la somministrazione di farmaci.
    Ho cambiato stile alimentare, seleziono attentamente tutto ciò che mangio, leggo le etichette dei prodotti, scelgo la qualità e da allora (gli scongiuri sono d’obbligo) non ho avuto nemmeno il raffreddore o l’influenza.

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