INAT

Scritto da: il 16.11.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

INAT può salvarvi. [...]

Applicate INAT alla Notizia appena la riconoscete.
Riconoscere La Notizia è facile, a questo punto non potete sbagliarvi. L’applicazione di INAT richiede impegno e una sola regola:
Ignorate La Notizia con tutte le vostre forze.

Non è impossibile. Cambiate sistematicamente canale. Spegnete la radio. Anche se dovete alzarvi in piedi, è un piccolo sforzo ma ne vale la pena. Se in treno ne sentite parlare cambiate scompartimento. Se qualcuno ne parla in compagnia cambiate argomento (può non essere facile, lo so. La mia tecnica è dire qualcosa di spaventosamente cinico prima, in modo che risulti imbarazzante ritirare fuori l’argomento. “Sì. Ha ucciso i genitori ma almeno non era milanista” oppure “è certamente colpevole, ha preso Taormina come avvocato”). Se vedete Vespa cambiate canale, se vedete Fede cambiate canale. Se vedete Biscardi cambiate canale. Se chi non sopportate parla su tutti i canali (e in questi giorni non è impossibile) spegnete la tele e aprite un libro. Non vi morderà. Nei giornali non leggete nemmeno i titoli sulla Notizia. Aprite i giornali dal fondo (tanto lo so che lo fate lo stesso).

Non è impossibile. Io l’ho fatto. Non avete idea della soddisfazione di saltare da un canale all’altro per evitare la Notizia. Del togliere solo l’audio se il programma comunque vi interessa. Del non sapere chi ha vinto Sanremo (se uomo), o il campionato del mondo (se donna).
È terapia occupazionale. Non potrete evitare che almeno un po’ vi rompano gli zebedei, ma li state combattendo. Li state INAT-tuando.

Massimo Morelli’s Weblog, via Kawakumi

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