Da Ce ne siamo liberati

Scritto da Livia alle 18:30 del 25 Novembre 2009

la poesia, che fu un tempo la letteratura per eccellenza, è tragicamente diventata nel dopoguerra una subculture non diversa da quella dei rappers o dei collezionisti di piatti del buon ricordo. incapace ormai di dipingere cosmogonie, di fare alcunchè che non sia guardarsi l’ombelico e organizzare senili, vuote, tristi premiazioni reciproche.
è probabile che il problema della poesia siano i poeti. il termine poeta -che giustamente crea brividi e imbarazzo ai più- andrebbe abolito. andrebbe legislato che tutte le poesie debbano essere depositate in forma rigorosamente anonima, pubblicate in sillogi casuali stampate su carta grigia, distribuite gratuitamente su autobus e treni, con minimo 10 anni di ritardo dal deposito. solo allora riacquisterebbe un senso, una preziosità.

Brullonulla via Phonkmeister

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l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

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1 Commento to “Da Ce ne siamo liberati”

  1. Mi sembra una proposta intelligente. Sono stufo della gente presuntuosa che pubblica a pagamento libri di poesia, per farsi bella coi genitori o con gli amici, o peggio ancora per mero narcisismo. Questa gente che poi rompe l’anima ai librai, soprattutto ai piccoli librai, che già non sanno come tirare avanti, forzandoli a prendersi 3-5-10 copie dei loro libercoli orridi e invendibili.

    Hanno distrutto la poesia, sono l’antidoto alla poesia, questi poeti a pagamento(a pagamento nel senso che si pagano i libri da soli, mica ci lucrano!).

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