Zia Mame, Dennis

Scritto da: il 23.09.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

zia mameProbabilmente dovrei iniziare questa recensione scusandomi per alcuni eccessi, perché Zia Mame di Patrick Dennis ha suscitato in me un innamoramento talmente cieco che ho scritto una recensione densa di lodi sperticate. Questo avvertimento è rivolto soprattutto a coloro che, magari convinti dalla sottoscritta, compreranno il libro.

Se dedicherete qualche minuto a una blanda ricerca in Internet, vedrete che alterna recensioni entusiastiche ad altre di deluso tepore. Ebbene, questa che vi apprestate a leggere appartiene al genere entusiastico. Né poteva essere altrimenti, visto che cinque minuti dopo aver finito il libro l’ho subito ricominciato, rileggendolo da cima a fondo una seconda volta. Potere di alcune storie. Per me Zia Mame è stata una di queste.

La chiave di volta dell’intera vicenda si cela proprio in quella protagonista che le dà il titolo, spacciata per reale da un autore con un grande senso dell’umorismo e probabilmente un grosso fiuto per gli affari. È lei il personaggio incredibile che accoglierà ancora bambino il narratore/fittizio autore, un decenne il cui testamento di un padre austero e assente affida all’unica sorella: “Norah[...] mi aveva portato da papà, che con voce rotta ci aveva dato lettura del testamento. Quindi aveva aggiunto che essere affidato a una donna molto, molto particolare come zia Mame era un destino che non avrebbe augurato neanche a un cane, ma per disgrazia non avevo altri parenti e se uno era un derelitto come me non poteva fare tanto lo schizzinoso.”

All’apparenza, la storia – peraltro non straordinaria – che ci viene raccontata tratta degli Stati Uniti dai dorati e spensierati anni venti fino al secondo, difficile, dopoguerra. In apparenza. Nella realtà il sig. Dennis usa la storia per irretire l’ingenuo lettore e farlo innamorare-perdutamente- della sua geniale protagonista, e del modo nient’ affatto ordinario stavolta in cui conduce sé stessa e il nipote attraverso vent’anni e più di storia americana.

Mame Dennis è personaggio talmente peculiare, specie nei suoi eccessi, che può essere solo fittizio, frutto di un parto letterario o di una perspicace idealizzazione (se la vera zia dello scrittore ha in qualche modo ispirato la nostra come si racconta…). Donna dotata di vasta cultura ma dalle attitudini eccentriche, zia Mame affascina chiunque le capiti a tiro; l’autore, lasciandosi prendere la mano dal suo personaggio, esaspera certe pose al punto da rischiare talvolta la caricatura, eppure salvandosi in extremis riesce a non cadere mai nel dozzinale. Zia Mame ci guida attraverso le vicissitudini della sua vita con la leggerezza e lo humour di un personaggio dal carisma così indiscusso che sappiamo che saranno sempre gli eventi a piegarsi a lei, piuttosto che il viceversa.

Intorno alla protagonista si muove un nugolo di personaggi che è, forse per scelta, puramente di contorno. Lo stesso nipote Patrick, molto devoto e quasi passivo, non lascia trasparire un carattere ben definito, e anche se è l’unico comprimario di un certo spessore non convince davvero come perfetto contraltare della nostra eroina, che brilla sempre di luce indiscussa.

Patrick Dennis si guadagna con questo libro, per fortuna riscoperto da Adelphi a cinquant’anni dal suo grande successo d’oltreoceano, un posto nella libreria di chiunque ama i classici della letteratura americana, accanto a nomi forse più grandi ma magari non toccati davvero da quello stato di grazia che a volte conduce uno scrittore a inventare i Personaggi con la p maiuscola, che diventano leggendari oltre la storia che raccontano.

  • Elfo

    L’ho visto l’altro giorno in libreria e stavo per allungare la mano, ma proprio in quel momento mia madre mi ha dato una sprangata in testa ricordandomi la Torre di Pisa non ancora letta sul comodino.
    Quando avrò appianato quella…vedremo! :)

  • Elfo

    L’ho visto l’altro giorno in libreria e stavo per allungare la mano, ma proprio in quel momento mia madre mi ha dato una sprangata in testa ricordandomi la Torre di Pisa non ancora letta sul comodino.
    Quando avrò appianato quella…vedremo! :)

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