Willow, Drew

Scritto da Elfo alle 05:55 del 12 Maggio 2009

Willow – Wayland DrewA cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, uscì nei cinema un film di discreto successo che tentava di rinverdire i fasti di cult come Labirinth e La Storia Infinita nell’ambito del fantasy: Willow. Forte del successo ottenuto, la Sperling & Kupfer decise di pubblicare anche in Italia il romanzo originale di Wayland Drew, che – come quasi sempre accade – è almeno una spanna al di sopra del valore della pellicola.

Willow è un fantasy classico, ambientato in un mondo diviso in quattro territori, a seconda dei punti cardinali. Nord, Est e Ovest, i regni degli Esseri Umani (Daikini), sono caduti sotto il dominio della crudele strega Bavmorda di Nockmaar, il cui esercito sta lottando per piegare gli ultimi baluardi della resistenza nel Sud, dove vivono le fate, gli gnomi ed i Nelwyn (o mezz’uomini). Ed è proprio lì che sorge la speranza, grazie ad un’antica profezia che narra della nascita di una bambina molto speciale, la legittima principessa di tutti i regni, che condurrà la malvagia regina alla distruzione.

Il protagonista Willow è un Nelwyn che vive in pace con la sua famiglia, coltivando la terra…e il sogno impossibile di diventare un grande stregone. La sua tranquillità viene stravolta il giorno in cui i suoi figli trovano, sulla sponda di un fiume, una barchetta di fortuna in cui è stata adagiata una splendida neonata di razza Daikini. Questa bambina è Elora Daanan, la principessa tanto attesa, e il timido e insicuro mezz’uomo riceverà dalle fate il compito di portarla in salvo fino all’ultimo regno libero, Tir Asleen, dove finalmente la profezia si avvererà. In compagnia di due folletti, un cavaliere rinnegato e una potente strega buona, Willow intraprende così il viaggio per la salvezza del suo mondo, che lo catapulterà tra pericoli e meraviglie inimmaginabili e lo costringerà a prendere il suo posto in una lotta senza quartiere dove la posta in palio è la vita stessa.

Al di là della trama un po’ convenzionale, Willow è un libro che si legge tutto d’un fiato.
Benché sia nato come racconto per ragazzi, ha tutti i numeri per appassionare anche gli adulti che amano questo genere, soprattutto per gli accenni alle leggende irlandesi sparsi un po’ ovunque nel testo (Elora Daanan , per esempio, deriva dal popolo Thuatha de’ Daanan, il popolo della dea Danu, ovvero gli stregoni).

I personaggi ricordano vagamente alcune caratterizzazioni tolkeniane, tuttavia conservano sempre la propria coerenza e profondità, perciò non escono dall’inevitabile paragone con le ossa rotte. Abbiamo infatti una serie di caratteri sempre diversi e ben descritti, tra cui spiccano il guerriero rinnegato Madmartigan che si innamora di Sorsha, figlia della regina cattiva, la maga buona Fin Raziel, pronta a tutto per proteggere la bambina, e il cavaliere idealista Airk, che dona la vita per la causa.

Il tono della narrazione non è affatto infantile: il linguaggio è diretto, ma non essenziale e le descrizioni articolate al punto giusto, specie per quanto riguarda i ricordi di alcuni personaggi, che servono a spiegare le dinamiche degli avvenimenti presenti.

Trattandosi di una fiaba, le ultime pagine sono forse un po’ scontate, ma diciamocì la verità: ogni tanto le storie a lieto fine fanno bene al cuore. Se avete voglia di trascorrere qualche ora in un regno dove tutto è possibile, quindi, in compagnia di folletti capricciosi e cavalieri coraggiosi, Willow è decisamente un libro che fa per voi.

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l'autore di questo articolo è Elfo. Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;) (Scrivi all'autore).

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2 Commenti to “Willow, Drew”

  1. Ricordo bene questo libro. All’epoca l’avevo letto con piacere. Chissà se avendo letto prima Tolkien mi avrebbe fatto un effetto diverso. Mi piacerebbe recuperarlo.

  2. Noe il 12 Maggio 2009 alle 11:23 ha scritto:

    Wow!
    Ci sono cresciuta, con questo film.
    (e che nessuno faccia commenti sui risultati!).

    Non sapevo che esistesse anche il libro.
    Ora che lo so…
    Corro a metterlo in lista desideri su anobii.

    :-)
    Grazie per la dritta!

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