Un siciliano in laguna, Sulle lagune, Verga

Scritto da: il 22.01.10
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

sulle laguneDei grandi della Letteratura a scuola si riesce – il più delle volte – a dare un’introduzione non dico raffazzonata ma spesso, diciamo, “sintetica”, vale a dire, si fanno “le cose più importanti”; qualche pagina antologica, qualche racconto o novella, se va bene, un romanzo da leggere per intero magari come lettura per l’estate. Di Giovanni Verga (1840-1922), di solito, vengono presentati i romanzi maggiori, le novelle, se ne legge magari qualcuna tra le più note. Figuriamoci le pagine meno conosciute come questo romanzo giovanile del ventitreenne Verga, apparso a puntate sulla rivista fiorentina La nuova Europa tra il 13 gennaio e il 15 marzo del 1863.

Sulle lagune è la storia dell’amore travagliato tra Stefano de Keller – “uffiziale” ungherese al servizio dell’Austria che, benché l’Italia fosse ormai unita, aveva sotto il proprio dominio Venezia (e Trieste) – e la giovane veneziana Giulia che abita equivocamente in un palazzo con il Conte Giuseppe di Kruenn.

In parte, il fatto che sia stato scritto a puntate su di una rivista, dà a questo romanzo le caratteristiche del feuilleton e anche la trama non le smentisce. In venti capitoli si mescolano e s’intrecciano amore a prima vista, vicende personali, famigliari e congiure di stato, mascheramenti e riconoscimenti, il tutto sullo sfondo di una Venezia ora romanticissima, ora tenebrosa e piena di misteri.

Come personaggi, ci sono i buoni dalla parte del giusto (anche se qualche volta possono prendere delle iniziali cantonate, dovute per lo più a giudizi formatisi su di una frettolosa emotività) fortemente contrastati dai cattivi che hanno il potere; e ci sono anche i personaggi apparentemente buoni ma in realtà pericolosamente ambigui e, non di rado, alquanto ammantati di mistero. Vi è anche un tema caro al romanzo gotico: quello della fanciulla perseguitata.

Sotto il profilo linguistico, vanno registrate delle curiosità e degli arcaismi altrettanto curiosi come l’uso di “larva” invece di “maschera” (a parte che quelle che si vedono nelle foto del carnevale sono, in genere, le “bautte”), un uso un pò inusitato di “fecimo” per “facemmo” e “vidimo” per ”vedemmo”. Del resto, è l’Italiano a cui non siamo più abituati come lo è stato quando leggemmo i Racconti fantastici del Tarchetti (pubblicati pochi anni dopo questo romanzo del Verga, nel 1869).

È un Verga insolito e piacevolmente inaspettato quello che ci offre questo Sulle lagune; un Verga giovane che certo la scuola non pensa né può permettersi di presentarci (si fanno le cose “più importanti”). È per questo che l’abbiamo voluto leggere e, al termine, non ne siamo affatto pentiti.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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