Un ponte per Terabithia, Paterson

Scritto da: il 29.09.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Un ponte per Terabithia - Katherine PatersonEra un sacco di tempo che un libro non riusciva a commuovermi fino alle lacrime; l’autrice del “misfatto” è Katherine Paterson con Un ponte per Terabithia (Edizioni Mondadori), romanzo di formazione – e perciò destinato ai ragazzi – che però, sia per la qualità della scrittura che per il modo in cui gli argomenti vengono trattati, strizza l’occhio ad un pubblico adulto ed è godibile ad ogni età.

Il protagonista è Jesse Aarons, dodici anni e una famiglia numerosa all’interno della quale, spesso, i problemi di denaro schiacciano le dimostrazioni di affetto, di cui il ragazzino si sente ancora bisognoso. Anche a scuola, i bulli lo deridono per via dei suoi abiti dimessi e del suo comportamento schivo, finché nella sua vita non irrompe Leslie Burke.

Leslie si veste come un ragazzo, non possiede una televisione ed ha una fantasia travolgente; figlia di due scrittori, si è trasferita da poco nella casa vicina a quella degli Aarons e in pochi giorni sconvolge la grigia esistenza di Jesse. I due creano insieme il mondo di Terabithia, un reame incantato di cui si eleggono re e regina ed in cui, giorno per giorno, possono affrontare le loro paure e trasformarle in gioco.

Il legame tra Jesse e Leslie, che non è amore solo per via della giovane età, è descritto con struggente delicatezza, senza mai eccedere nei toni, nemmeno quando la tragedia arriverà a cancellarne la spensierata magia.

Fiaba di formazione sul potere della fantasia, ma anche romanzo che parla di sentimenti e si sofferma sulla difficoltà di diventare adulti, “Un ponte per Terabithia” è stato spacciato per fantasy in modo che il film del 2007 potesse cavalcare la scia della Cometa-Potter. In realtà l’elemento fantastico è dato solo dalla potentissima immaginazione di Leslie, che riesce a rendere Jesse parte del suo sogno ad occhi aperti. Questo, però, è dovuto anche alla forza della loro intesa.

I personaggi di contorno, anche quelli minori, sono caratterizzati con accuratezza e contribuiscono a definire e far risaltare la personalità dei due protagonisti. Lo stile è semplice, ma non per questo infantile. Le immagini scorrono via nitide e la rappresentazione di Jesse, costretto ad affrontare un dolore quasi troppo grande per il suo giovane cuore, è davvero toccante. Su tutto ciò aleggia una vaga malinconia per quell’età in cui il mondo è ancora tutto da scoprire e le possibilità sembrano infinite; allo stesso tempo si legge tra le righe un inno alla speranza, in grado di nascere anche dalle situazioni più tristi e portare conforto.

In conclusione, devo ammettere che “Un ponte per Terabithia” è stato una delle letture più piacevoli degli ultimi tempi: è un libro ricco di emozioni, ben scritto e narra una storia di rara intensità; infatti, quando ripenso al finale, quella dannata lacrimuccia si intestardisce a spuntare.

  • http://charlottebook.wordpress.com/ Carlotta

    Ti quoto parola per parola Elfo. BAVA ;)

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