Un Clouseau nostrano: L’ispettore Coliandro, Lucarelli

Scritto da: il 15.04.10
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

L'ispettore ColiandroMi son preso una vacanza da libri più seri. L’ho voluto fare dopo aver visto le serie televisive dedicate a una delle creature del noto giornalista e giallista parmense Carlo Lucarelli: il giovane e maldestro ispettore Marco Coliandro. (Me) lo aspettavo, il libro e quando l’ho visto l’ho acquistato immediatamente. Nell’Ispettore Coliandro ci sono un racconto lungo e due romanzi: Nikita, Falange armata e Il giorno del lupo.

Nel primo facciamo la conoscenza di questo poliziotto dalle dubbie capacità professionali tanto da renderlo agli occhi dei suoi superiori inaffidabile alla quotidiana routine di una Squadra Mobile al punto da destinarlo ad uffici più… tranquilli: ufficio passaporti, spaccio e mensa, ma anche lì di involontari casini ne combina. La sua indole, i suoi valori, i suoi miti (incarnati da Clint Eastwood e il suo ispettore Callaghan, Schwarzenegger con Terminator e simili) fan sì che quegli incarichi gli stiano più che stretti.

E, così, in tutti e tre i testi, in una casuale accoppiata con Nikita – una studentessa ventenne che sembra conoscere molto meglio di lui certi ambienti della cultura e sottocultura giovanile in cui si possono incontrare individui che vivono al limite della legalità. – egli si troverà coinvolto in vicende quanto mai torbide e noir che si svolgeranno in sequenze di azioni e colpi di scena così frenetici da non aver assolutamente nulla da invidiare alle famose gesta degli “antenati” dell’Hard Boiled School quali Sam Spade di Dashiell Hammet (1894-1961) e il Philip Marlowe di Raymond Chandler (1888-1959).

Una coppia che investiga non è proprio una novità nel panorama del romanzo di questo genere: proprio Hammet nel 1933 con The Thin Man – tradotto col titolo L’Uomo ombra – aveva proposto al pubblico i coniugi Nick e Nora Charles che, loro malgrado, vengono invischiati in un delitto. Ovviamente, quest’”innovazione” nelle coppie poliziesche ebbe seguiti e imitazioni varie. A memoria, la serie televisiva Heart to Heart in onda negli Stati Uniti dal 1979 all’’84, da noi trasmessa a partire dall’’81 col titolo di Cuore e batticuore che vedeva Robert Wagner e Stefanie Powers (coadiuvati dal loro maggiordomo impersonato da Lionel Stander) trastullarsi in vicende poliziesche o peggio.

Ma la coppia Coliandro-Nikita ha dell’inedito: non sono alla pari – come fa notare l’autore nell’introduzione – lei, paradossalmente, pur essendo co-protagonista, è più intelligente, riflessiva, intuitiva; Coliandro tendenzialmente è più irruento, emotivo, pieno di pregiudizi; esibendo suo tesserino sbatterebbe dentro chiunque gli dia la minima impressione di non essere a posto e, tutto ciò, lo porta a combinare quei casini di cui sopra che non rendono certamente merito alla sua dote più evidente: l’ostinazione e la testardaggine.

La sua sbadataggine e il suo grande senso dell’inopportunità, oltre che renderlo inviso in maniera imbarazzante ai suoi superiori, creano quelle situazioni comiche che di lui mi han fatto pensare a un moderno ispettore Clouseau all’italiana. Alla bolognese, per essere più precisi. Coliandro non è il primo – mi viene in mente il Frank Drebin di Una pallottola spuntata, di Zucker del 1988, interpretato da Leslie Nielsen – né, probabilmente sarà l’ultimo di questa genia di poliziotti.

Come tutti questi famosi antieroi, ciò che suscita nello spettatore e nel lettore è, alla fin fine, non certo ammirazione, ma un sentimento di bonaria tenerezza e gratitudine per aver messo tutto se stesso – a modo suo, certo – nella difesa dell’ordine, della legalità e dei cittadini. E, per questo, gli dobbiamo un sentito grazie! A Lucarelli, invece, una preghiera: di raccontarci altri storie di Coliandro: è il suo personaggio, com’è stato Maigret per Simenon. Quest’ultimo di Maigret ne ha scritti settantacinque o settantasei, per Coliandro rimaniamo quindi in trepidante e fiduciosa attesa.

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    E posso dire che il protagonista del telefilm – Giampaolo Morelli – secondo me è un gran <s)figo bel ragazzo? :D Sono curiosa di leggere il libro! :)

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    E posso dire che il protagonista del telefilm – Giampaolo Morelli – secondo me è un gran <s)figo bel ragazzo? :D Sono curiosa di leggere il libro! :)

  • Sfranz

    Elfo ha scritto:

    E posso dire che il rpotagonista del telefilm – Giampaolo MOrelli – secondo me è un gran <s)figo bel ragazzo? Sono curiosa di leggere il libro!

    Sì sa rendere bene il personaggio. Rischia di essere un di quegli attori a cui il personaggio resta attaccato a vita. Non ricordo di avere visto altre sue interpretazioni. Comunque, ch’io sappia, per la serie televisiva di Coliandro c’è su facebook e altrove in Rete una protesta/petizione perché continuino la serie interrotta dalla RAI col pretesto di una produzione troppo costosa. Er a l’unica cosa rilasante e a suo modo intelligente che trasmetteva . Anche i gialli del venerdì (stasera ce n’è uno scritto da Lucarelli) non mi paiono granché visto i primo…

  • Sfranz

    Elfo ha scritto:

    E posso dire che il rpotagonista del telefilm – Giampaolo MOrelli – secondo me è un gran <s)figo bel ragazzo? Sono curiosa di leggere il libro!

    Sì sa rendere bene il personaggio. Rischia di essere un di quegli attori a cui il personaggio resta attaccato a vita. Non ricordo di avere visto altre sue interpretazioni. Comunque, ch’io sappia, per la serie televisiva di Coliandro c’è su facebook e altrove in Rete una protesta/petizione perché continuino la serie interrotta dalla RAI col pretesto di una produzione troppo costosa. Er a l’unica cosa rilasante e a suo modo intelligente che trasmetteva . Anche i gialli del venerdì (stasera ce n’è uno scritto da Lucarelli) non mi paiono granché visto i primo…

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