Ho scoperto questo autore quasi per caso, vagando per la libreria alla ricerca di Io sono leggenda dopo aver visto il film con Will Smith uscito l’anno scorso. È un impulso che provo spesso, quello di andare alla ricerca del libro dopo aver visto un film che mi è piaciuto. Da una parte si rivela deleterio (la conclusione è sempre che il film finisce per non piacermi più o non mi piace il libro) ma dall’altra mi porta a scoprire autori che in precedenza non avevo nemmeno preso in considerazione, come è successo con Richard Matheson.
Il piacere che ho provato leggendo Io sono leggenda (e qui avete già capito che la mia bella opinione del film è andata a finire alle ortiche) mi ha spinto a cercare altri suoi libri ed è cosi’ che sono approdata all’angosciante Tre millimetri al giorno.
Ciò che cambia per sempre la vita di Scott Corey è l’esposizione a una nube radioattiva durante una gita in barca con il fratello. Corey inizia a rimpicciolire, anche se in maniera impercettibile. Per la precisione, di tre millimetri al giorno.
Il processo scuote il mondo medico: Scott Corey diventa una cavia da laboratorio, si cercano cure per arrestare il fenomeno e, quando questo non si rivela possibile, per catalogarlo in qualche modo, finché Scott Corey non si ribella a questa manipolazione della sua terribile condizione.
Matheson suddivide la storia in capitoli, e ognuno di essi si apre con l’altezza a cui precipita il protagonista: la prosa asciutta ma incalzante con cui ci racconta il declino di Scott non ci lascia scampo, il racconto è troppo minuzioso per non cadere nella rete di tensione che l’autore ci tende con grande sapienza.
Scendendo uno alla volta gli scalini del proprio inferno personale, Scott perderà inevitabilmente la sua famiglia e tutta la sua vita quando diventerà troppo piccolo per il mondo umano. A quel punto sprofonderà in quello animale, da predatore diventerà preda di insetti che l’uomo a occhi nudo vede con fatica.
Non vi racconto cosa può finire un libro del genere, per non rovinarvi il piacere della lettura se ve ne capiterà l’occasione. Mi limito a dirvi che ne vale la pena, perché la fervida immaginazione di Matheson disdegna i finali banali.
In tema di Matheson, mi sento di buttar lì un Duel, da cui è stato tratto il film nel 1971 (debutto nel lungometraggio per Spielberg).
Un viaggio in autostrada in cui le provocazioni fra i due guidatori danno vita a un gioco pericoloso e spietato. Fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Avevo anch’io intenzione di proporre qualcosa di Matheson, magari proprio quel “Io sono leggenda” (aka “I vampiri”) che lo ha riproposto finalmente all’attenzione di molti. Un altro autore che ha prodotto tantissimo ma che in Italia è arrivato poco, e che ha scritto episodi storici di serie come Twilight Zone e persino Star Trek.
Bellissimo libro. Come si dice nel post, la scrittura è asciutta, ma estremamente efficace. E il finale… “Spaventoso”.