Tra dovere e desiderio, Aidan

Scritto da: il 24.03.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Tra dovere e desiderioTra dovere e desiderio, il secondo volume della trilogia di Pamela Aidan “romanzo di Fizwilliam Darcy, un gentiluomo”, inizia là dove il primo volume, da me recensito la scorsa settimana qua su liblog, ha avuto termine.

Darcy ha salvato l’amico Bingley da un’unione, quella con Jane Bennet, che sarebbe certo stata disastrosa e a sua volta si trova a dover fare i conti con la sua forte infatuazione per la sorella di lei. Se n’è andato bruscamente da Meriton, insieme a tutti i Bingley, ma la lontananza non sembra attenuare i suoi sentimenti: la sua ragione non gli impone comunque altra scelta che quella di dimenticarla ed è quello che cercherà di fare in ogni modo in questo proseguo delle sue vicende.

Così prima trascorre del tempo a Londra e poi, certo che la ricerca di una moglie adatta al suo rango sia quello che gli ci voglia per guarire dalla sua febbre amorosa, decide di accettare un invito a Oxford da parte di un vecchio compagno universitario.

Qua finisce in un ambiente popolato da veri squali sociali, dove sia gli uomini che le donne sembrano non avere altra mira che entrare nelle sue grazie e soprattutto… in quelle del suo ingente patrimonio.

In questa casa di campagna dai valori un po’ degradati, dove la nobiltà del lignaggio delle persone presenti stride con i comportamenti indegni a cui si prestano, sarà il fido valletto Fletcher e il ricordo di Elizabeth a impedire a Darcy di perdersi del tutto.

Discostandosi completamente, stavolta, dalle vicende narrate nel romanzo della Austen, Pamela Aidan si inventa un seguito che risponde a una domanda che forse alcuni lettori si erano fatti e che avevo sollevato nella mia recensione di settimana scorsa: cosa ha combinato Darcy dal momento in cui lascia Meriton con Bingley e incontra poi Lizzie in casa di Lady Catherine de Bourgh?

Totalmente senza Elizabeth (ve lo dico subito, così che non dobbiate incappare in profonde delusioni) e quasi senza nessuno dei personaggi originali del libro, questo seguito della Aidan racconta una vicenda completamente inedita ma dalla lettura molto piacevole, che mischia mistery e romanticismo strizzando l’occhio al gotico di Walpole e della Radcliffe.

Nelle vicende narrate con grande classe nessuno di noi, Darcy per primo, perde di vista il vero obiettivo: la crescita della consapevolezza del gentiluomo alla reale portata dei suoi sentimenti.

Un libro che come l’altro si legge tutto d’un fiato e che la dice lunga sull’abilità narrativa della scrittrice, che ha saputo trasformare delle fan fictions in un caso letterario americano.

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