Scoperto Toilet, non ho potuto fare a meno di comprarne una cosiddetta “carrettata” – termine aulico degno di un novello Petrarca – e di metterli nel giusto luogo. Tra questi anche il Toilet n.8, altra collezione di racconti di vario genere.
Il numero 8 contiene una media di racconti più lunghi, almeno un paio da 30 minuti e altri tra i 20 e i 25, e poi i consueti brevi e brevissimi, anche sole due pagine di narrazione. Ho trovato una maggiore disomogeneità non solo nei contenuti ma anche nel livello dei racconti stessi: da una parte la presenza di contenuti lunghi intervallati da inserti microscopici spezza un po’ la pesantezza della lettura, dall’altro la rende non organica, pregio o difetto a seconda del tipo di lettore.
Tra le pagine più affascinanti sono quelle di Brigitte Peugeot, che, pur non essendo un racconto vero e proprio, per l’assenza di motore narrativo, è un frammento di riflessione molto gradevole e canzonatorio, in più d’un senso.
Pappagallini invece ha il pregio di raccontare una buona storia, all’apparenza ordinaria ma venata di una buona dose di quella che potremmo chiamare alienazione moderna, e di accennare lievemente temi forti senza scadere nel patetico.
Anche stavolta c’è un pezzo della saga degli Ombrafiorita, che vorrei leggere tutta, magari in un romanzo completo: mi sto affezionando alle vicende di questa scalcinata famiglia magica, più che una parodia degli Harry Potter e affini, un’interpretazione in chiave farsesca del fantasy moderno.
Gli altri racconti non mi hanno convinta del tutto; non erano sciatti, ma non avevano le caratteristiche di novità e interesse che avevo colto nel numero 11. Onore al merito al n.8, però, il numero del passaggio da carta comune a carta riciclata.
Lo potete ordinare su IBS, insieme a quasi tutti i titoli della serie, per le vostre letture nell’angolo della meditazione.
Anche io non ho saputo resistere e guardando l’indice ho subito cercato gli ombrafiorita e poi ho letto tutti gli altri racconti.
Continuate così