Al Salone di Torino ho fatto incetta di tutti i numeri di Toilet che mi mancavano, e così ora mi ritrovo questa nuova edizione, il Toilet n.15, esteticamente diversa da quelle che ho imparato ad amare. Non è cambiata solo la qualità della copertina, ma anche il formato, più compatto e decisamente più maneggevole, e tascabile insieme.
All’interno purtroppo manca la catenella a segnare i nuovi racconti, un elemento che avevo molto apprezzato, e il prezzo di copertina è salito di pochissimo (è passato dai canonici – e storici – 5 euro ai 6). Ma è un piccolo “prezzo” da pagare per un’edizione decisamente migliorata.
Quello che è rimasto totalmente invariato è il livello dei racconti, sempre interessanti, ben scritti, ben selezionati. Dato che, come al solito, non è una selezione organica o tematica, dirò semplicemente quali sono i miei preferiti.
Invidia, ad esempio, che ripropone una riflessione a me cara sulla psicologia freudiana e su quello che può scatenare essere etichettati da una figura di autorità come, appunto, uno psicologo; quel sottile passaggio, appena un velo, tra la sanità mentale e la razionalità e il dubbio di non stare bene affatto.
E poi, per me non poteva essere diversamente, Il peggiore amico dell’uomo incontra il migliore amico dell’uomo, un racconto quasi surreale sulla vivisezione e sugli esperimenti di laboratorio effettuati su cavie animali; e l’immaginazione dell’autore compie e svolge quell’idea che prima o poi tutti i sostenitori dell’assurdità scientifica di questi esperimenti hanno pensato.
Infine, Ipnotica è la neve, che partendo da un evento assurdo parla, in fin dei conti, di quello che gli occidentali hanno sempre fatto e tuttora fanno, spesso subdolamente, alle popolazioni che ritengono “in via di sviluppo”, eufemismo diffuso per indicare che vengono ritenute inferiori e vanno adeguate al nostro stile di vita.
Come al solito, un ottimo osservatorio per scovare autori promettenti e rilassarsi – più o meno per 107 minuti, segnala la quarta.
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