Tobia – Un millimetro e mezzo di coraggio, de Fombelle

Scritto da: il 18.03.09
Articolo scritto da .

Tobia, un millimetro e mezzo di coraggio - Timothée de Fombelle***ATTENZIONE RECENSORE INCAVOLATERRIMO, la recensione potrebbe esulare leggermente dal contenuto del romanzo***

Allora, ti ritrovi davanti questo libro, con la copertina che sembra un’insalata, e già ti spaventi, che sono le edizioni del papa e magari se ti comporti male mentre ce l’hai in casa ti scomunicano. Così leggi il titolo: Tobia. Trattieni il respiro, sperando che non siano pagine e pagine sul cane di Hamtaro, il criceto più famoso della tv.

Sottotitolo: “Un millimetro e mezzo di coraggio”, e qui ti fermi. Andiamo, pensi, io con il mio metro di gamba arrivo a stento al frigorifero, uno con le gambe meno di un millimetro, dove diamine potrà andare?

E poi te lo ritrovi che gira in lungo e in largo per la corteccia di un albero, che rischia la vita ogni trenta secondi e si salva sempre; e allora, pensi, avrà anche un millimetro e mezzo di altezza, questo tipo, ma ha anche un culo grande quanto la Germania!

Apri il libro su una pagina a caso.
“Spelati?”
Grandioso, un libro di cucina con evidenti errori di ortografia.
Dai un’altra possibilità, ad un’altra pagina.
“Spelati?”.
Di nuovo. O la tua sorte è molto monotona, o l’autore ha poca fantasia e un pessimo editor.
Alla fine, convinto che ci debbano essere almeno due o tre parole scelte con criterio, la prendi come una sfida: lo leggi.

E come ogni storia scritta per ragazzi e quindi semplice da assimilare, ti riporta a quando avevi pochi anni e non te ne stacchi più, neanche del più piccolo sottomultiplo di un millimetro, del quale ora mi sfugge il nome. Tra ragni giganti (dal punto di vista adottato), allevamenti di cocciniglie e corse a perdifiato da un ramo all’altro, il mondo dell’albero diventa il tuo, il microscopico diventa il normale e il “tuo” macroscopico non riesci quasi più a ricordarlo.

L’autore, ovviamente, com’è buona norma, mette su un albero tutto lo scibile sulle problematiche odierne: il conflitto scienza buona/scienza cattiva, il progresso che uccide la natura, i buoni perseguitati, i cattivi brutti, i quesiti sull’ultraterreno (ehm…l’ultraalberreno) e bla, bla,bla. Ovviamente, aggiunge tutti quei sani principi che in un libro per ragazzi non possono mancare: l’amicizia, la famiglia, l’avventura e l’amore.

Essendo un’edizione di stampo religioso, ovviamente si dimentica del sesso, ma questa è un’altra storia (nel senso che, in Tobia, non c’è neanche come concetto astratto).
Prosegui con tanti quesiti esistenziali fino alla fine e…DOV’È LA FINE?
Ti rendi improvvisamente conto che Tobia finisce nel secondo volume.
Rimpiangi di non avere l’autore a due millimetri e mezzo, che il coraggio di pestarlo a sangue non ti mancherebbe.

***ATTENZIONE RECENSORE INNAMORATERRIMO, guarda sconfortato gli scaffali [1] della libreria, chiedendosi perché non ha comprato anche il secondo volume.***
[1] Va bene, i libri sono impilati disordinatamente su una mensola; pignoletti, da queste parti, eh?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple