The Dome, King

Scritto da Only alle 06:50 del 11 Novembre 2009

the dome – sthephen kingCon la sua solita precisione il libro targato 2009 del Re non si è fatto attendere e da poche settimane The Dome è in pasto anche ai lettori italiani: l’ultima fatica letteraria di Stephen King, con l’usuale copertina molto accattivante, è un libro bello corposo che almeno a quantità di pagine non delude i suoi affezionati lettori. Per chi come la sottoscritta arriva all’appuntamento annuale con una trepidazione che ha il vago sapore di crisi di astinenza, trovarsi davanti un tomo di quasi mille pagine fa scattare automaticamente due pensieri.

Pensiero uno (tra l’invidioso e l’ammirato): non rimane mai a corto di parole neanche quando lo è di idee.
Il che mi porta immediatamente al pensiero due: oddio, speriamo che non sia questo il caso..

Arrivata alla fine ho sospirato di sollievo. Come La storia di Lisey e Duma Key, anche questo dimostra che la fucina del nostro Autore preferito (ok, è soprattutto il mio…ma magari lo sarà anche di qualcuno di voi!) è tornata a funzionare a pieno regime.

L’ambientazione è quella tanto cara ai kinghiani doc: dopo averci trascinato sulle soleggiate ma infide spiagge delle keys, King torna in un certo qual modo a casa.

Chester’s Mill è un piccolo paese a forma di calzino nel cuore di quel Maine immaginario che lo colloca proprio accanto a Castle Rock, nome sicuramente familiare per molti di voi.<
Un giorno, spuntata come dal nulla, sul piccolo centro scende un’enorme e invisibile cupola, che lo isola dal resto del mondo. La geografia dello stato americano nel libro si spacca in due, ma l’occhio dell’autore rimane ben focalizzato su quello che lo interessa.

Fuori dalla cupola infatti il governo americano si stia interrogando su chi e come possa aver originato una simile mostruosità, che non cede sotto nessun attacco militare o chimico.

Le domande sono interessanti ma un po’ scontate, serpeggia l’idea del terrorismo e poi degli alieni..ma a King interessa poco quello che accade nel resto del mondo e si vede: vi dedica poche pagine, viste mai con obiettività ma sempre dall’occhio distorto del “sotto la cupola.” Perché è proprio qua, “Under the dome”, come recita l’ottimo titolo originale del romanzo (perché in Italia l’abbiano tenuto per tranciarne una parte è uno dei misteri dei nostri..) che si sviluppa la trama.

Il geniale scrittore con la sua solita abilità si inventa un’intera cittadinanza, fatta di una miriade di personaggi, ognuno con il suo carattere, le sue debolezze e la sua storia raccontata con dovizia di particolari. E ognuno, ovviamente, reagisce a modo suo alla discesa della cupola.
La popolazione del “paese del calzino” si divide: c’è chi tira fuori il meglio di sé e chi, inevitabilmente, il peggio…

Se è vero che l’idea in sé del gruppo di persone isolato dal mondo non è originalissima (come osserva anche uno dei personaggi a un certo punto del libro, sembra di trovarsi in un episodio de “Ai confini della realtà”) è vero pure che quando parliamo di uno scrittore così talentuoso la creatività narrativa si fa un bel boccone dell’avvio che sa di già sentito. Così noi lettori trascinati nel vortice della storia iniziamo a perdere disinteresse per la Cupola in sé, persi nei mal di testa di Junior Rennie, nelle crisi di astinenza di Andrea, nella caccia al cuore del problema di Joe Spaventapasseri e nelle trame sordide del cattivo Big Jim Rennie.

Concludo la recensione con un solo vero consiglio. Leggetelo. Se poi non siete fan sfegatati di Stephen King, iniziate il libro leggendo la postfazione: lo so, suona strano, ma non vi svelerà nulla della trama, piuttosto vi aiuterà un po’ a capire come si muovono i sistemi nell’Universo del Re. Risultato: vi godrete di più la lettura.

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l'autore di questo articolo è Only. Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta. (Scrivi all'autore).

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5 Commenti to “The Dome, King”

  1. Elfo il 11 Novembre 2009 alle 09:08 ha scritto:

    Me lo presti??? Me lo presti??? *scodinzola

  2. Non ho letto niente di King, ma questo mi ispira. Se non fosse per le 1000 pagine… i tomi in stile Signore degli Anelli mi mettono una certa angoscia.

  3. tomtraubert il 12 Novembre 2009 alle 10:13 ha scritto:

    Doppiata ieri pagina 300…

  4. … Eh (sospiro), Stephen King.

    Ero un grande appassionato, ma a un certo punto, non so, quasi d’improvviso, la voglia di leggere i suoi libri è passata. E la ragione mi fu abbastanza chiara. Ebbi la sensazione che, a causa del gran numero di libri che il nostro RE sforna, avesse perso un po’ di originalità e che (mi riferisco a uno dei tuoi post) il romanzo fosse scritto con lo stampino…

    Dici che vale la pena riprovare con The Dome?

  5. @ ArtNite:
    anche se io non ho mai smesso, devo concordare con te quando dici che secondo me alcuni anni fa ha avuto un periodo di stanchezza creativa uscendo con alcuni libri secondo me molto deludenti. Come ho scritto anche nella recensione, con “la storia di Lisey”, “Duma Key” e lo stesso “THE Dome” è tornato in grande forma creativa..quindi sì, ti consiglio di riprovare!

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