Tecniche di basso livello, Bortolotti

Scritto da Livia alle 06:50 del 23 Novembre 2009

Tecniche di basso livello – Gherardo BortolottiCome sapete se capitate anche solo saltuariamente su Liblog, non amo molto la scrittura sperimentale e ben di rado apro qualche libro di quel genere. Stavolta, però, spinta dalla fiducia nell’editore, i nostri amici Lavieri, e dalla copertina, ho deciso di provare un libro per me inconsueto, Tecniche di basso livello di Gherardo  Bortolotti.

Ora, se voleste leggere una recensione arzigogolata sui motivi della sperimentazione in letteratura e i suoi temi, ho quella giusta per voi; chiaramente non è la mia: preferisco dirvi, tutto sommato, “di che parla”.

È un libro per sua natura indefinibile: non appartiene alla categoria del romanzo, pur ricordandolo, per la sua frammentarietà, né si può collocare tra i racconti; è formato infatti da una serie di quadri narrativi che, di primo acchito, sembrano slegati.

L’incoerenza però è solo apparente, poiché Bortolotti rifiuta l’andamento lineare ed estrae pezzi saltuari, confondendo per il lettore la sequenza temporale dei fatti o delle riflessioni.  Nonostante questa piccola difficoltà, compensata da una esatta numerazione degli spezzoni (per gli amanti dell’enigmistica), riesce ad affrescare con esattezza una certa fascia di ragazzi della nostra epoca.

Quelli che vivono la doppia vita, reale e virtuale, in parte arresi e pieni di un sentimento di inutilità, senza entusiasmi di sorta; attraversati dal quotidiano, immersi nel flusso e nella consuetudine a vivere, comprare, parlare, protestare formalmente ma superficialmente. Così bgmole, eve e le altre comparse che vengono evocate nei vari frammenti, investendo argomenti politici, culturali, economici.

“Nella certezza di essere dalla parte del torto, ci limitavamo a sollevare questioni di procedura, di buone maniere, nei confronti dello stato delle cose”: indubbiamente è così che io stessa (ammesso di averne la capacità) descriverei molti dei miei coetanei, e forse anche me.

Se sperimentale è il contenuto e la sua disposizione, non lo è lo stile, comprensibile e piacevolmente scorrevole; sarà forse per questo che ha superato la mia avversione naturale di cui dicevo all’inizio.

Ed è anche per questo che consiglio questo romanzo-non-romanzo a chi abbia voglia di leggere un testo inconsueto e i(pe)rreale.

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l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

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