Sul ringraziare – Grazie, Pennac

Scritto da: il 10.09.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @Feltrinelli editoreCome moltissime persone, anche io appartengo alla categoria “orfani della famiglia”, ovviamente con nessun legame ai miei genitori, ma alla mancanza che la chiusura della saga Malausséne ha causato nei suoi lettori più accaniti.

Da allora ho acquistato quasi tutti i testi di Pennac, con alterne fortune, devo dire. Perché non è sempre facile restare all’altezza dei propri personaggi più famosi;e in questo Pennac ha grandi predecessori, da Sir Arthur Conan Doyle ad Agatha Christie.

Non che sia deludente Grazie, libello di appena settanta pagine, proprio sull’abusata parola,  incubo di ogni infante ribelle. Solo ha uno stile molto diverso dal solito Pennac, non facilmente riconducibile alla sua scrittura, benché ne mantenga il brio.

Il libro non è altro che un panegirico sul genere del ringraziamento, come categoria letteraria a sé, coi suoi canoni e le variazioni. L’autore alterna memorie personali ad analisi tecniche del gesto e del significato recondito del complesso cerimoniale che lo contorna.

Un testo in qualche modo teatrale, che sfrutta una “messa in scena”, con tanto di palcoscenico e pubblico, il cui fulcro, al centro, è un mattatore sbadato, fintamente distratto, che sospende i periodi per focalizzare l’attenzione sul non detto.

Il monologo tenta di includere il pubblico immaginario cui si rivolge, come a ringraziare, davvero, i lettori di Pennac, virtualmente presenti nella sala. Anche se, personalmente, non mi sono sentita coinvolta.

Alla fine un libro ben scritto, scorrevole, curioso, ma nulla a che vedere con le fantasmagorie con cui Pennac ci aveva viziati.

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Appartengo anche io alla categoria! :)

    Mi accontenterei però anche se Pennac ci ragalasse un nuovo romanzo anche non necessariamente sulla famiglia (Signori Bambini mi era piaciuto molto)

    ciao
    Angelo

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Appartengo anche io alla categoria! :)

    Mi accontenterei però anche se Pennac ci ragalasse un nuovo romanzo anche non necessariamente sulla famiglia (Signori Bambini mi era piaciuto molto)

    ciao
    Angelo

  • etnagigante

    Gli orfani della famiglia siamo in tanti.
    Devo dire che oltre al bellissimo “Signori bambini”, che però è quasi uno spin-off bellevilliano ho apprezzato “Ecco la storia”. In ogni caso la saga dei Malaussène andava chiusa, visto che con “La passione secondo Therese” si mette un punto fermo alla storia. Aspetteremo altri lavori di Pennac. Sono fiducioso (oltre che accanito lettore, come si può vedere sul mio scaffale anobiano).
    Ciao e buone letture

  • etnagigante

    Gli orfani della famiglia siamo in tanti.
    Devo dire che oltre al bellissimo “Signori bambini”, che però è quasi uno spin-off bellevilliano ho apprezzato “Ecco la storia”. In ogni caso la saga dei Malaussène andava chiusa, visto che con “La passione secondo Therese” si mette un punto fermo alla storia. Aspetteremo altri lavori di Pennac. Sono fiducioso (oltre che accanito lettore, come si può vedere sul mio scaffale anobiano).
    Ciao e buone letture

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Fra qualche mese mi concederò la lettura della Prosivendola: è sul comodino già da un bel po’!

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    Fra qualche mese mi concederò la lettura della Prosivendola: è sul comodino già da un bel po’!

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Hai già letto Il paradiso degli orchi e La fata carabina?

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    Hai già letto Il paradiso degli orchi e La fata carabina?

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