Storia d’Inghilterra, Austen

Scritto da: il 29.09.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Ormai anche i sassi (o almeno quelli che di loro leggono liblog!) sanno che sono una grande fan di Orgoglio e pregiudizio, anche se a dire il vero la mia ammirazione si estende a tutta la produzione austeniana. Ammetto però che ignoravo l’esistenza di questa Storia d’inghilterra, opera scritta quando la celebre scrittrice era appena adolescente e arrivata a noi probabilmente incompiuta. Stavolta non sono incappata a caso nel libro girando in libreria, come mi è capitato ancora: devo dire invece grazie a una cara amica che ha colmato questa mia “grave” lacuna!

Il titolo dell’opera è pomposo, addirittura ridondante, e uno potrebbe aspettarsi chissà cosa: invece quello di cui vi sto parlando é un libretto che nell’edizione  – peraltro molto curata – proposta dalla casa editrice “La vita felice” raggiunge forse le cento pagine, con testo originale a fronte e le foto del manoscritto originale a chiudere l’opera.

Da questo avrete già intuito che la scrittrice non ha potuto (e probabilmente nemmeno voluto) davvero tratteggiarci una Storia d’Inghilterra di tipo enciclopedico, ma piuttosto dirci “la sua” su alcune questioni della suddetta storia che le stavano particolarmente a cuore. Questo lo ha fatto in poche pagine, a volte poche righe, che dedica a ciascuno dei sovrani da Enrico IV a Carlo I, coprendo bene o male un paio di secoli di storia inglese. In particolare, c’è qualcuno di questi re e regine del passato con cui ce l’aveva a morte: anche non vi dico di chi si tratta per non rovinarvi il piacere della lettura, nel caso decidiate di intraprenderla, vi basti sapere che Jane Austen ci racconta il suo punto di vista senza usare molto i classici guanti di velluto.

In generale tutta la lettura è abbastanza sorprendente: lungi da essere uno scritto immaturo, rivela anzi come la celebre scrittrice inglese nascondesse già in tenera età uno spirito pungente e come fosse dotata di una buona dose d’ironia capace, se l’argomento le stava particolarmente a cuore, di diventare feroce sarcasmo. Caratteristiche che non ci suonano nuove, perché le ritroveremo in anni più maturi in alcuni celebri personaggi, come per esempio mr Bennet.

Tutto questo fa di questo una lettura probabilmente adatta solo a chi la suddetta autrice la ama e la idolatra: per gli altri potrebbe essere forse una lettura un po’ spiazzante anche se divertente, di certo inutile dal punto di vista storico.

  • sfranz

    Bella scoperta, BRAVA! Non la conoscevo nemmenoio e mi pare di non aver viosto citato questo libro nella Storia della Letteratura Inglese né del Praz né nel Daiches. Io lessi La Austen per l’esame di secondo anno (2 libri: Orgoglio e Pregiudizio, Northanger Abbey): non mi dispiacquero anche se la Austen non è nelle mie letture preferite.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple