Stirpe di lupo, Munn

Scritto da: il 30.10.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Stirpe di lupo, Harold Warner MunnC’erano una volta i libri a mille lire, ve li ricordate? Si trovavano nelle bancarelle, nelle edicole, praticamente dappertutto. Ed avevano dei vantaggi indiscussi: erano alla portata delle tasche degli studenti.

Al tempo la Newton non era ancora così affermata e pubblicava in edizioni più che economiche scrittori del passato di cui ormai erano decaduti i diritti commerciali. Certo, la carta era quello che era, benché si trattasse di carta con Nordic Environment Label, idem la veste editoriale vera e propria.

Ma poco importava: importava poter massimizzare la lettura e con cifre relativamente basse leggere dall’Ozio e la serenità di Seneca fino al libro di oggi, Stirpe di Lupo di Warner Munn.

Lo ricordo ancora esattamente, a distanza di anni, e non ho quasi necessità di riaprirlo (anche perché temo si sfaldi) per ricordarne i passaggi; forse perché non avevo mai letto un horror nella mia vita, forse perché ha una trama piuttosto semplice, anche se espressa in forma involuta, questo romanzo mi è rimasto impresso per anni.

C’è tutto ciò che dovrebbe esserci: la maledizione della stirpe, la licantropia, il male come persecuzione e fascinazione, la rilettura di alcuni episodi storici reali, la lotta del bene contro il male. Insomma quegli elementi che compongono il canone del genere.

L’abilità dell’autore consiste nel saper utilizzare tutti questi elementi senza forzare colpi di scena o effetti suspense che avrebbero reso la narrazione grottesca; preferisce invece procedere per affiancamenti di tempi, luoghi e personaggi diversi, in un caleidoscopio di situazioni che non confondono ma arricchiscono la trama di fondo.

Per tutto il romanzo sembrerebbe protagonista la stirpe richiamata dal titolo, salvo poi scoprire che è l’antagonista il vero cardine del racconto: un antagonista ben delineato, duro, forte, con una sua storia, magari improbabile, e delle motivazioni.

Si può anche riportare la trama a quella delle tragedie greche, imperniate sulla maledizione del genos, originata da un atto di ubris. Per quanto possa sembrare azzardato, alla fine cambiando il nome delle divinità dei miti greci con quello dell’espressione del Male in questo libro, la narrazione presenta interessanti somiglianze con quelle della classicità.

La scrittura, come si addice all’horror, è piana anche se tensiva, scevra da ridondanze o ricercatezze, lo stile, come anticipato, è un po’ involuto, ma la lettura è nel complesso piacevole, posto che si ami il genere e si accettino alcuni passaggi sin troppo immaginifici.

Consigliato agli amanti del genere, che potranno anche capire l’origine del mio nick.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple