Signori bambini, Pennac

Scritto da: il 15.09.09
Articolo scritto da . Marzia, vent'anni, studentessa di Letterature europee moderne. Ha acquisito il senso dell'orientamento contemporaneamente a quello critico grazie all'Università La Sapienza. Londinese in una presunta vita precedente. Lettrice, scribacchina e blogger. Se credesse nel Paradiso, lo vorrebbe come quello dei sogni di Virginia Wolf.

Signori bambini - Daniel PennacUn’amica mi ha detto “Fatto 30, fai 31!”. Io vorrei adottare questo metodo per gli esami all’università, per ora mi devo però accontentare di farlo con Pennac. Mi ha prestato Signori bambini, che è un libricino che si mangia in un boccone.

Il titolo parla di protagonisti in carne e ossa anche se, come sempre, a farla da padrone nelle storie di Pennac è qualcosa di impalpabile: come l’immaginazione. Ma non si può raccontare l’immaginazione, bisogna sfruttarla. Quindi eccovi la storia.

Tanto per cominciare, non mi è difficile raccontervela, perché nel testo viene raccontata già da qualcuno che osserva. Osserva succedere strane cose ai corpi – e alle menti – di tre ragazzini tanto diversi tra loro, ma amici e compagni di scherzi.

Igor Laforgue, Nourdine Kader e Joseph Pritsky non vengono colti con le mani sporche di marmellata, ma peggio ancora con un foglietto in cui dicono male (e augurano il peggio) al temibile professor Crastaing. E va bene che la punizione per contrappasso è un po’ inflazionata, soprattutto da quando è uscito il libruncolo di un certo Dante, ma piace proprio perché ce la si aspetta.

E così il professore, infuriato, dà loro un tema da svolgere per il giorno seguente: “Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini.
Racconta il seguito”

Il loro tema diventa realtà e questo momento di trasformazione sfiora il comico, con loro inadeguati per quei corpi così enormi. E i loro genitori? Lattanti, o poco più, piangenti. Soluzione? Nessuna. O forse una. Crastaig. Bambino, anche lui. Maledizione.

Pennac mette a nudo uno spaccato della società francese relativamente attuale (il libro è uscito nel non-poi-così-lontano 1997). Nella cittadina di Belleville, i tre bambini nel corpo di adulti scoprono molte, moltissime cose di un mondo che non è ancora loro e acquisiscono un nuovo metro di giudizio con cui valutare la rabbia del loro professore, le loro famiglie.

A raccontare e osservare questi fatti surreali e un uomo cinico da morto quanto in vita, il papà di Igor. Ma cos’è più irreale, un bambino che si trasformi in adulto o un uomo che lascia la sua famiglia per colpa di una trasfusione infetta?

E Pierre, seduto sul suo sepolcro, con la sua morte s’è portato via una larga fetta di gioia della famiglia che aveva; chissà che non abbia trovato il modo di rimediare alla sua assenza?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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