Settimo Anno, Lloyd e Rees

Scritto da: il 19.01.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

settimo annoNon c’è due senza tre.
Ma, soprattutto, la stragrande maggioranza dei lettori di Chissà se stai dormendo e Chissà se sono svegli chiedeva a gran voce un seguito alle avventure dei loro beniamini Amy e Jack. Così Josie Lloyd ed Emlyn Rees non hanno esitato a riprendere in punta di penna i personaggi che hanno dato loro la possibilità di affermarsi come scrittori e ci hanno regalato la terza puntata della love story più simpatica d’Inghilterra.

Peccato che il sottotitolo sia Chissà se stanno ancora insieme e si riferisca alla tipica crisi del Settimo Anno, di cui appunto stiamo per parlare.

Eccoli, dunque, i nostri Amy e Jack: alla boa dei sette anni di matrimonio sono arrivati peggio di quanto le premesse ci avessero fatto credere. Hanno un magnifico bambino, Ben, ma per il resto la loro vita non ha percorso esattamente il binario dei sogni. Il talento di Jack come pittore non è bastato a farlo sfondare perciò lui sbarca il lunario lavorando per una ditta di fertilizzanti.

Ad Amy non è andata meglio: la sua occupazione nel campo della moda è sfumata quando la sua ditta è stata venduta e adesso che ha un figlio è molto difficile tornare nel campo, perciò si limita a fare la mamma, benché la situazione le vada stretta. Quel che è peggio è che anche la vita a due ha subito dei danni da queste singole insoddisfazioni e della coppia spumeggiante che abbiamo imparato a conoscere ed amare nel primo libro non è rimasta che l’ombra.

Se detta così vi sembra una catastrofe, non temete: il fatto che Amy e Jack siano piombati dalle stelle alla dura realtà non è affatto un demerito per gli autori che, anzi, ci offrono uno spaccato di vita meno glam, ma molto più simile al vero e quindi insaporiscono questo seguito in maniera inaspettata. Riusciranno i nostri eroi a ricomporre il loro equilibrio e nello stesso tempo a trovare nel loro amore la forza per andare avanti in una società cinica, in cui il tradimento sembra essere sempre dietro l’angolo? O, peggio, i nostri eroi si amano ancora?

Scritto con il consueto stile diretto, umoristico ma anche con un tocco di intensità in più, stavolta, Settimo Anno è forse un boccone amaro per tanti sognatori, ma allo stesso tempo è una prova di come questi due scrittori siano cresciuti nel tempo, e si siano resi capaci di portare avanti i loro personaggi senza ripetersi fino in fondo. Certo, la formula della famigliola felice ed invidiata avrebbe potuto funzionare, ma avrebbe reso il sequel del tutto inutile.

Così invece entriamo in contatto con due “nuovi” protagonisti: li ritroviamo diversi da come li avevamo lasciati, ma ugualmente simpatici e capaci di suscitare il nostro senso di identificazione. Grazie a loro e ai personaggi che li circondano (ritornano H e Matt, i migliori amici, più sfrontati che mai, ma ci sono anche una serie di “new entries”) ci facciamo domande sui rapporti uomo-donna, un argomento che non smetterà mai di interessare perché su di esso si può scrivere tutto ed il contrario di tutto.

Lloyd & Rees cercano di narrarci una storia semplice e allo stesso tempo di infonderci fiducia in quel sentimento di cui tutti parlano e che oggi sembra essere passato di moda, in favore di piaceri usa e getta molto più abbordabili: l’amore, sostenuto dalla fedeltà.

Come avrete intuito, vi consiglio caldamente l’intera trilogia: si tratta di una lettura divertente e leggera, che esce dai canoni della chick-lit e ci regala una storia appassionante con personaggi che sembrano davvero vivere e respirare e che, dopo pochissimo, sembrano diventare nostri amici.

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