Senza Maigret! – La pazza d’Itteville, Simenon

Scritto da: il 20.06.08
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

copertina @AdelphiAssociando da sempre Simenon (1903-1989) al celebre commissario, si prova un senso d’estraneità, allorché si legge un romanzo dello stesso Autore in cui non c’è Maigret, sua moglie, il Quai des Orfèvres, Lucas, Torrence e Janvier e Parigi con i suoi reconditi drammi metropolitani.

Comunque sia, il primo libro con Maigret e La folle d’Itteville furono pubblicati ambedue nel ’31. È un poliziesco tradizionale, un giallo “a enigma” raccontato in prima persona da un cronista di nera che, conoscendo il poliziotto di turno (ma di cui non conosceremo il nome), ne può seguire le inchieste essendone anche partecipe in qualche misura.

È una delle tante accoppiate narratore-investigatore (da Watson-Holmes a Goodwin-Wolfe) che per Simenon deve esser stato facile inventarsi, essendo stato lui stesso cronista di nera.
Il poliziotto di questo breve romanzo (o racconto lungo: meno di una settantina di pagine) è un trentenne, gerntile, elegante e timido ispettore anch’egli senza nome né cognome, che viene identificato soltanto con G 7, perché, avendo i capelli rossi, questi “fanno pensare al colore dei taxi della Compagnia G 7″.

Anche gli altri personaggi sono appena abbozzati: una ragazza bionda sui vent’anni (quella che dà il titolo al libro) che oggidì non verrebbe definita pazza ma soltanto ritardata mentale (una bambina di cinque anni in un corpo di donna: senza nome, ovviamente: l’avrà quando tutto verrà spiegato); un rinomato chirurgo (con clinica privata e, almeno lui con un cognome) che la “cura” anche se, alla fine, afferma di non esere uno psicologo; due cadaveri: uno apparente e un altro reale destinati a fare una fugace iniziale comparsa per poi sparire fino allo scioglimento dell’intrigo, che è in fondo uno schema che ritroveremo anche in note inchieste del commissario Maigret.

Come l’ambientazione, del resto: la provincia intorno alla capitale: Itteville è “a cinquanta chilometri da Parigi e a quindici da Arpajon”: Simenon è sempre stato ferrato in geografia.
Ma si diceva dello schema; una vicenda che verrà messa in moto, turbando col misfatto delittuoso il quotidiano status quo, dall’intervento – spesso casuale e inaspettato – di una personaggio più o meno esterno alla vicenda stessa, personaggio che, non di rado, viene dal passato di uno o più personaggi coinvolti: ricorda “Picpus” (“Maigret e la chiromante”) e, se non c’inganna la memnoria, anche “Maigret e il porto delle nebbie”.

Il resto, poi, lo provocano i sentimenti umani: buoni, sinceri, gretti o malvagi che siano. Come sempre con Simenon.

  • Mushin

    Bella recensione. Non ho letto il libro, ma mi fai venire voglia (senza avermi sputtanato la trama) :D

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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