Sento i pollici che prudono, Christie

Scritto da: il 22.09.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Sento i pollici che prudono - Agatha ChristieParlando di Agatha Christie si finisce sempre, io per prima, per citare solo le sue creazioni più celebri: Hercule Poirot, il geniale investigatore dalla testa a uovo e Miss Marple, l’anziana zitella che risolve macabri quiz grazie alla sua profonda conoscenza della natura umana (e alla sua totale sfiducia nella bontà di fondo della stessa, verrebbe da dire).

Ora mi rendo conto di non averveli mai nominati prima, ma nel mazzo dei miei romanzi preferiti della celebre autrice ci sono le avventure dei simpatici Tommy e Tuppence, inedita coppia che compare già in Avversario segreto, il secondo romanzo pubblicato dalla nostra.

La giovane autrice al tempo fece sicuramente storcere il naso al suo editore, visto che dopo Poirot e il suo omicidio a Styles Court gli presentò qualcosa in cui non c’era traccia dell’investigatore e che non era neanche un giallo.

Nella produzione della Christie quasi tutte le storie (troppo poche, lo dico con vero rammarico) dedicate ai coniugi Beresford sono delle spy-stories, che sconfinano nel romanzo d’avventura. Avete presente 007? Ecco, non cito a caso il famoso James Bond visto che Ian Fleming si ispirò proprio a quanto scritto dalla sua connazionale per le avventure del suo affascinante agente segreto.

Ora, dopo quanto da me detto, forse alcuni di voi saranno andati a spiarsi la trama di questo Sento i pollici che prudono su internet e saranno rimasti un po’ spiazzati: Tommy e Tuppence, invecchiati ma ancora in gamba (sono passati quarant’anni e passa da “Avversario segreto”) si trovano a indagare sulla misteriosa sparizione di un’anziana signora da una casa di riposo. Forse nell’istituto sono avvenute alcune morti misteriose, magari il tutto è legato al macabro racconto che l’ospite scomparsa ha fatto a Tuppence sulla morte di una bambina…

Interessante. Forse, se vi piace il genere, o forse no. Ma dov’è la trama alla James Bond?

In verità nell’introdurvi la coppia Tommy-Tuppence vi ho depistato, perché questa è l’unica avventura a loro dedicata dove Agatha Christie abbandona ogni intrigo internazionale e li manda a indagare su un brutto episodio di sangue avvenuto nella campagna inglese: un tipico giallo alla sua maniera insomma, dove noi suoi lettori affezionati respiriamo aria di casa.

Lo stesso non si può purtroppo dire per gli intrepidi Beresford, che sembrano un po’ a disagio in questa architettura letteraria a loro inusuale: Tommy addirittura sparisce per buona parte del romanzo, risucchiato da qualche non ben definito impegno legato al suo lavoro passato e quindi sarà l’ostinata Tuppence a seguire con tenacia la sua labile intuizione che si rivelerà, ovviamente, esatta.

Arrivati alla conclusione del romanzo si avrà forse la sensazione di non aver letto la trama più riuscita della Christie, eppure al di là della presenza dell’insolita coppia investigativa ve l’ho voluta segnalare perché sin dalle prime pagine tira una “gran brutta aria”, abbastanza singolare nella produzione tutto sommato signorile della gran Dama dell’(ex)Impero britannico.

La Christie, per quanto orchestri delitti cruenti, si sforza sempre di tenere impegnato il cervello del lettore con complicati rompicapi più che di opprimerlo con pensieri cupi. Invece qua non si può non essere colpiti dall’aria malevola e mostruosa che si respira sin dai primi capitoli e che lascia una traccia di disagio e di malumore anche dopo aver chiuso il libro. A me di fatto questo romanzo ha sempre fatto pensare poco alla Christie e molto al cinema italiano di genere mistery, che toccò punte eccellenti negli anni settanta con due pellicole come Profondo Rosso di Dario Argento e La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati.

Ed è proprio ai fan di questi due film, che magari stanno leggendo increduli queste parole, che mando l’invito a cercare questo libro e a leggerlo, così poi magari ne riparliamo in questa sede.

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