Saramago cambia “casa” – ma non per scelta

Scritto da: il 28.05.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Riporto esattamente l’articolo sull’Unità online nelle pagine dedicate alla Cultura:

Einaudi non pubblica il Nobel Saramago
Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro di Josè Saramago, autore presente con ben 20 titoli nel catalogo della casa torinese. Lo sostiene il settimanale l’Espresso nel prossimo numero, in edicola domani, spiegando la decisione della casa editrice con il fatto che la nuova opera del Nobel portoghese contiene «giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario».

Il settimanale riporta poi alcuni brani del libro di Saramago: «Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare – dice lo scrittore – qualche soldo». Soldi che, secondo lo scrittore, avrà usato «per pagarsi i sigari, supponendo che la corruzione non sia il suo unico vizio». Il sentimento degli italiani per il Cavaliere, continua Saramago nel brano incriminato, «è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale». E ancora: «Nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?». E via così, compreso il paragone finale – rivela ancora il settimanale – tra Berlusconi e «un capo mafioso».

Il libro è uscito a fine aprile in Portogallo, patria dello scrittore, e in Spagna. Si intitola, nelle rispettive lingue, Il quaderno, come il blog che l’ottantasettenne Saramago tiene dall’anno scorso su Internet, ed è composto dai testi pubblicati sul web tra il settembre 2008 e il marzo 2009. L’edizione successiva doveva essere proprio quella italiana. Secondo l’Espresso il libro non pubblicato da Einaudi sarà invece edito da Bollati Boringhieri per fine anno.

La cosa che indigna e stupisce (ma nemmeno poi tanto) è il far passare in secondo piano il valore letterario e culturale di un’opera e di un autore che per decenni ci ha tenuto compagnia con scritti di altissimo spessore, che ha appassionato e avvinto. Il tutto perché “non è gradito” ad un uomo di potere. Da ora in poi ogni volta che avrò in mano un’edizione Einaudi mi chiederò sempre chi ne ha dato l’Imprimatur e che cosa si vuole che io sappia.

Bollati Boringhieri non solo ha fatto una scelta giusta, ma si è appena guadagnata, come casa editrice, una sostenitrice attiva.

  • http://writersdream.org Ayame

    Stupita? No, affatto. Anzi, forse una vaga scia di stupore c’è, ma è molto, molto flebile.

    Massì, diamo spazio a scrittori come la Strazzulla e gente come Saramago rifiutiamola!

    Ma anche no, eh.

  • http://writersdream.org Ayame

    Stupita? No, affatto. Anzi, forse una vaga scia di stupore c’è, ma è molto, molto flebile.

    Massì, diamo spazio a scrittori come la Strazzulla e gente come Saramago rifiutiamola!

    Ma anche no, eh.

  • Erika

    Ma perché non sono sorpresa??? Non credo che Einaudi applichi questa censura a tutto ciò che le passa per le mani; vero è, però, che quando c’è Silvio di mezzo cambia tutto. Lo si deve compiacere, non bisogna farlo inalberare. Il servilismo della casa editrice (ma io direi: di tutti i media!) è grave quanto l’abuso di potere del premier: se lui fa quel che fa, è perché glielo si permette, ogni giorno, ovunque. Spero che nel 2012 caschi davvero il famoso meteorite: in certi casi non c’è che da premere CTRL+ALT+CANC…

  • Erika

    Ma perché non sono sorpresa??? Non credo che Einaudi applichi questa censura a tutto ciò che le passa per le mani; vero è, però, che quando c’è Silvio di mezzo cambia tutto. Lo si deve compiacere, non bisogna farlo inalberare. Il servilismo della casa editrice (ma io direi: di tutti i media!) è grave quanto l’abuso di potere del premier: se lui fa quel che fa, è perché glielo si permette, ogni giorno, ovunque. Spero che nel 2012 caschi davvero il famoso meteorite: in certi casi non c’è che da premere CTRL+ALT+CANC…

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Bah. A me sembra, più in grande, la stessa storia di Las Vegas/me medesimo e Boris. E poi bisognerebbe sentire l’altra campana…

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Bah. A me sembra, più in grande, la stessa storia di Las Vegas/me medesimo e Boris. E poi bisognerebbe sentire l’altra campana…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Spiega meglio. Boris?

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Questo: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/17839591/VITA+DA+EDITORE+-+SECONDO+EPIS
    Per la serie: perché voler pubblicare con un editore che non stimi e che anzi ritieni l’incarnazione del male?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Spiega meglio. Boris?

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Questo: http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/17839591/VITA+DA+EDITORE+-+SECONDO+EPIS
    Per la serie: perché voler pubblicare con un editore che non stimi e che anzi ritieni l’incarnazione del male?

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Il problema è che sarebbe stato un segno di grande correttezza pubblicare un libro così. Forse ci avrebbe dato l’illusione di vivere in un paese davvero libero. Beh vediamo chi altri lo pubblicherà…

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Il problema è che sarebbe stato un segno di grande correttezza pubblicare un libro così. Forse ci avrebbe dato l’illusione di vivere in un paese davvero libero. Beh vediamo chi altri lo pubblicherà…

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Andrea, non mi pare affatto lo stesso caso, perdona. Qui si parla di una casa editrice che finora ha più che guadagnato da un autore e che quando l’autore si è permesso di scrivere qualcosa che vada contro una figura pubblica opinabile si è visto rifiutare. Dopo decenni di collaborazione.
    Non c’è attinenza.
    (e comunque lo pubblicherà Bollati Boringhieri)

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Bisogna vedere le reali motivazioni. È troppo facile arrivare a conclusioni semplicistiche.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Andrea, non mi pare affatto lo stesso caso, perdona. Qui si parla di una casa editrice che finora ha più che guadagnato da un autore e che quando l’autore si è permesso di scrivere qualcosa che vada contro una figura pubblica opinabile si è visto rifiutare. Dopo decenni di collaborazione.
    Non c’è attinenza.
    (e comunque lo pubblicherà Bollati Boringhieri)

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Bisogna vedere le reali motivazioni. È troppo facile arrivare a conclusioni semplicistiche.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Quale altro motivo potresti ravvisare? Saramago non si vende più improvvisamente? Il libro fa schifo?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Quale altro motivo potresti ravvisare? Saramago non si vende più improvvisamente? Il libro fa schifo?

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Non lo so. Però, per correttezza, andrebbe sentita la controparte. Einaudi è sempre stata una casa editrice di sinistra, anche dopo l’acquisizione da parte di Berlusconi. Non credo che le cose siano cambiate improvvisamente. Immagino ci siano motivazioni più profonde che non conosciamo.
    Saremmo un paese non libero se TUTTI gli editori si rifiutassero di pubblicare Saramago. Ma non è così, fortunatamente.
    E comunque, se ritenessi il mio editore un capo mafioso, sarei io a non voler pubblicare per lui…

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Non lo so. Però, per correttezza, andrebbe sentita la controparte. Einaudi è sempre stata una casa editrice di sinistra, anche dopo l’acquisizione da parte di Berlusconi. Non credo che le cose siano cambiate improvvisamente. Immagino ci siano motivazioni più profonde che non conosciamo.
    Saremmo un paese non libero se TUTTI gli editori si rifiutassero di pubblicare Saramago. Ma non è così, fortunatamente.
    E comunque, se ritenessi il mio editore un capo mafioso, sarei io a non voler pubblicare per lui…

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    «L’Einaudi — spiega per parte sua un comunicato della casa editrice che ha pubblicato quasi tutti i ro­manzi del premio Nobel — ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe».
    Mi chiedo: se le accuse fossero state rivolte ad un altro politico si sarebbero rifiutati comunque di pubblicarlo?

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    «L’Einaudi — spiega per parte sua un comunicato della casa editrice che ha pubblicato quasi tutti i ro­manzi del premio Nobel — ha deciso di non pubblicare O caderno di Saramago per­ché fra molte altre cose si dice che Berlusconi è un ‘delinquente’. Si tratti di lui o di qualsiasi altro espo­nente politico, di qualsiasi parte o partito, l’Einaudi si ritiene libera nella critica ma rifiuta di far sua un’ac­cusa che qualsiasi giudizio condannerebbe».
    Mi chiedo: se le accuse fossero state rivolte ad un altro politico si sarebbero rifiutati comunque di pubblicarlo?

  • http://www.intermezzieditore.it/ Manuele

    Capirei il punto di vista di Andrea se Saramago fosse un autore italiano. Immagino che non sia stato lui a scegliere Einaudi, ma la sua casa editrice portoghese che ha venduto i diritti semplicemente al miglior offerente. Dipende poi dal contratto che lega Saramago alla sua casa editrice portoghese, ma normalmente la casa editrice tiene per sé i diritti esclusivi di trattativa per le traduzioni.

  • http://www.intermezzieditore.it/ Manuele

    Capirei il punto di vista di Andrea se Saramago fosse un autore italiano. Immagino che non sia stato lui a scegliere Einaudi, ma la sua casa editrice portoghese che ha venduto i diritti semplicemente al miglior offerente. Dipende poi dal contratto che lega Saramago alla sua casa editrice portoghese, ma normalmente la casa editrice tiene per sé i diritti esclusivi di trattativa per le traduzioni.

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Sì, Manuele, su questo sono d’accordo.
    ––––
    L’articolo su La Stampa mi sembra più equilibrato. Come sempre, bisogna anche tenere presenti le fonti…

    PS: se Einaudi vuole pubblicare me al posto di Saramago, vado di corsa ;-)

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    Sì, Manuele, su questo sono d’accordo.
    ––––
    L’articolo su La Stampa mi sembra più equilibrato. Come sempre, bisogna anche tenere presenti le fonti…

    PS: se Einaudi vuole pubblicare me al posto di Saramago, vado di corsa ;-)

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Venduto -_-; Sì comunque anche a me sembra più equilibrato quello della Stampa. Non so che dire. certo non è bello vedere che brutta opinione hanno di noi all’estero.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    A me più che equilibrato sembra imbellettato e politically correct; e poi il titolo che accusa Saramago di “diffamare” Berlusconi… dovremmo chiederci perché in Italia dire certe cose equivale a diffamare.

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Venduto -_-; Sì comunque anche a me sembra più equilibrato quello della Stampa. Non so che dire. certo non è bello vedere che brutta opinione hanno di noi all’estero.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    A me più che equilibrato sembra imbellettato e politically correct; e poi il titolo che accusa Saramago di “diffamare” Berlusconi… dovremmo chiederci perché in Italia dire certe cose equivale a diffamare.

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    x Carlotta:
    Guarda, ci avrei scommesso non ti dico cosa che mi avresti dato del “venduto” ;-)
    La Stampa spiega la cosa con una motivazione sensata (Einaudi rischierebbe di perdere una causa per diffamazione), il resto sono chiacchiere da bar. Certo, la politica non dovrebbe mai interferire con le scelte editoriali, ma purtroppo … Visualizza altroè una cosa che è sempre successa (basterebbe citare l’ostracismo della stessa Einaudi nei confronti di un genio assoluto come Fenoglio).
    Per quanto riguarda l’opinione che hanno di noi all’estero, beh, non ho mai apprezzato questo voler mettere il naso nelle questioni altrui (soprattutto mettendosi sul piedestallo). Ognuno dovrebbe guardare in casa propria.
    x Livia:
    si chiama presunzione di innocenza. La si concede pure ai presunti assassini…
    Sia chiaro che non sto difendendo Berlusconi, mi dà solo fastidio l’atteggiamento comune di dire sempre “è colpa sua”. Troppo facile.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Andrea, oggi non sono affatto d’accordo con te…
    Quale diffamazione? Dire delinquente di una persona condannata in diversi processi è diffamazione? Sembra invece la giustificazione del giorno dopo.
    E poi se ognuno guardasse solo in casa propria non avremmo voci di dissenso, non avremmo idea di cosa succede nel mondo. Non avremmo le battaglie italiane contro la pena di morte in America, tanto per rovesciare il discorso.

  • http://www.lasvegasedizioni.com Andrea

    x Carlotta:
    Guarda, ci avrei scommesso non ti dico cosa che mi avresti dato del “venduto” ;-)
    La Stampa spiega la cosa con una motivazione sensata (Einaudi rischierebbe di perdere una causa per diffamazione), il resto sono chiacchiere da bar. Certo, la politica non dovrebbe mai interferire con le scelte editoriali, ma purtroppo … Visualizza altroè una cosa che è sempre successa (basterebbe citare l’ostracismo della stessa Einaudi nei confronti di un genio assoluto come Fenoglio).
    Per quanto riguarda l’opinione che hanno di noi all’estero, beh, non ho mai apprezzato questo voler mettere il naso nelle questioni altrui (soprattutto mettendosi sul piedestallo). Ognuno dovrebbe guardare in casa propria.
    x Livia:
    si chiama presunzione di innocenza. La si concede pure ai presunti assassini…
    Sia chiaro che non sto difendendo Berlusconi, mi dà solo fastidio l’atteggiamento comune di dire sempre “è colpa sua”. Troppo facile.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Andrea, oggi non sono affatto d’accordo con te…
    Quale diffamazione? Dire delinquente di una persona condannata in diversi processi è diffamazione? Sembra invece la giustificazione del giorno dopo.
    E poi se ognuno guardasse solo in casa propria non avremmo voci di dissenso, non avremmo idea di cosa succede nel mondo. Non avremmo le battaglie italiane contro la pena di morte in America, tanto per rovesciare il discorso.

  • Akribia

    Livia ha scritto:

    Andrea, oggi non sono affatto d’accordo con te…
    Quale diffamazione? Dire delinquente di una persona condannata in diversi processi è diffamazione? Sembra invece la giustificazione del giorno dopo.
    E poi se ognuno guardasse solo in casa propria non avremmo voci di dissenso, non avremmo idea di cosa succede nel mondo. Non avremmo le battaglie italiane contro la pena di morte in America, tanto per rovesciare il discorso.

    Non solo: leggere la stampa estera è l’unico modo ormai per vedere le cose in modo distaccato e “obiettivo”. Lui dà dei comunisti all’Economist quando lo critica, ci rendiamo conto?

  • Akribia

    Livia ha scritto:

    Andrea, oggi non sono affatto d’accordo con te…
    Quale diffamazione? Dire delinquente di una persona condannata in diversi processi è diffamazione? Sembra invece la giustificazione del giorno dopo.
    E poi se ognuno guardasse solo in casa propria non avremmo voci di dissenso, non avremmo idea di cosa succede nel mondo. Non avremmo le battaglie italiane contro la pena di morte in America, tanto per rovesciare il discorso.

    Non solo: leggere la stampa estera è l’unico modo ormai per vedere le cose in modo distaccato e “obiettivo”. Lui dà dei comunisti all’Economist quando lo critica, ci rendiamo conto?

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Livia diffamare significa poi solo “offende l’altrui reputazione”. quindi non è che la scelta di parole sia poi tanto sbagliata. Il problema non è questo: qui si parla di censura. Se ci fosse stata censura avrebbero accettato di pubblicarlo tagliando determinate cose, altrimenti niente.
    Si sono rifiutati per vari motivi: probabilmente non volevano prendersi la responsabilità di pubblicare qualcosa che andasse contro un nostro politico a prescindere dal partito (Io spero che sia così).
    Però mi viene da dire: ma chissene frega! Se lo pubblica Bollati Boringhieri andrò a comprarlo da loro ma il messaggio all’interno non cambia. Poi che l’einaudi faccia quello che le pare. Il fatto che l’autore abbia trovato subito un altro editore significa che non siamo in dittatura no?

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Livia diffamare significa poi solo “offende l’altrui reputazione”. quindi non è che la scelta di parole sia poi tanto sbagliata. Il problema non è questo: qui si parla di censura. Se ci fosse stata censura avrebbero accettato di pubblicarlo tagliando determinate cose, altrimenti niente.
    Si sono rifiutati per vari motivi: probabilmente non volevano prendersi la responsabilità di pubblicare qualcosa che andasse contro un nostro politico a prescindere dal partito (Io spero che sia così).
    Però mi viene da dire: ma chissene frega! Se lo pubblica Bollati Boringhieri andrò a comprarlo da loro ma il messaggio all’interno non cambia. Poi che l’einaudi faccia quello che le pare. Il fatto che l’autore abbia trovato subito un altro editore significa che non siamo in dittatura no?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    DabriaTiann ha scritto:

    Livia diffamare significa poi solo “offende l’altrui reputazione”. quindi non è che la scelta di parole sia poi tanto sbagliata

    È offesa dire il vero? Quindi ogni volta che un giornale scrive “il boss mafioso Totò Riina”, allora lo diffama? La parola, torno a dire, è sbagliata, perché presuppone l’innocenza di chi ne è colpito: si diffama un innocente, non un colpevole.
    DabriaTiann ha scritto:

    Il fatto che l’autore abbia trovato subito un altro editore significa che non siamo in dittatura no?

    Ringraziando iddio, ancora non lo siamo, ma resta comunque un fatto allarmante.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    DabriaTiann ha scritto:

    Livia diffamare significa poi solo “offende l’altrui reputazione”. quindi non è che la scelta di parole sia poi tanto sbagliata

    È offesa dire il vero? Quindi ogni volta che un giornale scrive “il boss mafioso Totò Riina”, allora lo diffama? La parola, torno a dire, è sbagliata, perché presuppone l’innocenza di chi ne è colpito: si diffama un innocente, non un colpevole.
    DabriaTiann ha scritto:

    Il fatto che l’autore abbia trovato subito un altro editore significa che non siamo in dittatura no?

    Ringraziando iddio, ancora non lo siamo, ma resta comunque un fatto allarmante.

  • http://pianosequenza.blogdo.net Alessandro Puglisi

    Leggendo gli interventi di Saramago sul suo blog (diversi dei quali apparsi tradotti in italiano su Internazionale), ho avuto modo di capire quanto sia non solo uno scrittore per molti versi geniale, ma anche uno dei (pochi, direi) uomini lucidi rimasti in ambito culturale sul nostro pianeta. Non mi stupisce per niente che Einaudi non voglia pubblicare la sua nuova opera, anche perché si tratta di riflessioni che potrebbero un tantino incrinare la figura del nostro bravo, bello e “onesto” Premier.

  • http://pianosequenza.blogdo.net Alessandro Puglisi

    Leggendo gli interventi di Saramago sul suo blog (diversi dei quali apparsi tradotti in italiano su Internazionale), ho avuto modo di capire quanto sia non solo uno scrittore per molti versi geniale, ma anche uno dei (pochi, direi) uomini lucidi rimasti in ambito culturale sul nostro pianeta. Non mi stupisce per niente che Einaudi non voglia pubblicare la sua nuova opera, anche perché si tratta di riflessioni che potrebbero un tantino incrinare la figura del nostro bravo, bello e “onesto” Premier.

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    Sono d’accordo con Andrea. Sarei curiosa di sentire l’altra campana.

    Livia, tu riporti nel tuo articolo che il libro contiene i post di Saramago dal suo blog. Beh, io ne ho letto diversi di questi post, tradotti in italiano (versione ufficiale e approvata da Saramago stesso) fra l’altro da un altro anobiiano e ti dirò che più volte mi sono sentita offesa come italiana. Non riesco a stimare un autore che dice: se non la pensi come me sei disonesto e ignorante. Non lo trovo un ragionamento da intellettuale, scusate tanto.
    Io non la penso come lui ma finora non mi ero mai sentita né disonesta né particolarmente ignorante (rispetto alla media ;) )

    Insomma, che si venga a dire che oltre mezza Italia è fatta di disonesti e ignoranti io lo trovo offensivo non tanto verso Berlusconi, ma verso gli italiani! inclusi quelli che magari stimano Saramago come narratore, ma un po’ meno come opinionista. Come me.

    http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/02/18/cosa-fare-con-gli-italiani/

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    Sono d’accordo con Andrea. Sarei curiosa di sentire l’altra campana.

    Livia, tu riporti nel tuo articolo che il libro contiene i post di Saramago dal suo blog. Beh, io ne ho letto diversi di questi post, tradotti in italiano (versione ufficiale e approvata da Saramago stesso) fra l’altro da un altro anobiiano e ti dirò che più volte mi sono sentita offesa come italiana. Non riesco a stimare un autore che dice: se non la pensi come me sei disonesto e ignorante. Non lo trovo un ragionamento da intellettuale, scusate tanto.
    Io non la penso come lui ma finora non mi ero mai sentita né disonesta né particolarmente ignorante (rispetto alla media ;) )

    Insomma, che si venga a dire che oltre mezza Italia è fatta di disonesti e ignoranti io lo trovo offensivo non tanto verso Berlusconi, ma verso gli italiani! inclusi quelli che magari stimano Saramago come narratore, ma un po’ meno come opinionista. Come me.

    http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/02/18/cosa-fare-con-gli-italiani/

  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    Sì, Slawka, siamo sulla stessa linea. E’ molto facile dire che in Italia va tutto male e fa tutto schifo, però mi aspetto che lo dicano quelli che ci vivono, in Italia. Da fuori si ha un’idea distorta e vedo che soprattutto la stampa inglese ci tratta spesso come un popolo di ignoranti che si fanno abbindolare dal primo venditore di pentole. Questo mi dà fastidio, molto. Anche perché sono le stesse persone che quando vengono in Italia si rendono conto che molte delle loro idee sono semplici pregiudizi.
    Quanto al discorso della casa editrice, appunto, Carlotta, è quello che dicevo io. Magari sovrastimo l’intelligenza di Berlusconi, ma credo che non vieterebbe mai all’Einaudi di pubblicare un testo contro di lui, perché tanto lo pubblicherebbe qualcun altro e lui ne avrebbe un ritorno d’immagine ben peggiore. Per questo che la polemica mi sembra fuori luogo. Avrebbe senso se Berlusconi avesse fatto una legge che vieta agli editori di pubblicare testi contro di lui. Ma siamo in libero mercato e ogni imprenditore è libero di scegliere su cosa investire. Per fortuna.

  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    Sì, Slawka, siamo sulla stessa linea. E’ molto facile dire che in Italia va tutto male e fa tutto schifo, però mi aspetto che lo dicano quelli che ci vivono, in Italia. Da fuori si ha un’idea distorta e vedo che soprattutto la stampa inglese ci tratta spesso come un popolo di ignoranti che si fanno abbindolare dal primo venditore di pentole. Questo mi dà fastidio, molto. Anche perché sono le stesse persone che quando vengono in Italia si rendono conto che molte delle loro idee sono semplici pregiudizi.
    Quanto al discorso della casa editrice, appunto, Carlotta, è quello che dicevo io. Magari sovrastimo l’intelligenza di Berlusconi, ma credo che non vieterebbe mai all’Einaudi di pubblicare un testo contro di lui, perché tanto lo pubblicherebbe qualcun altro e lui ne avrebbe un ritorno d’immagine ben peggiore. Per questo che la polemica mi sembra fuori luogo. Avrebbe senso se Berlusconi avesse fatto una legge che vieta agli editori di pubblicare testi contro di lui. Ma siamo in libero mercato e ogni imprenditore è libero di scegliere su cosa investire. Per fortuna.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Slawka ha scritto:

    Insomma, che si venga a dire che oltre mezza Italia è fatta di disonesti e ignoranti io lo trovo offensivo non tanto verso Berlusconi, ma verso gli italiani! inclusi quelli che magari stimano Saramago come narratore, ma un po’ meno come opinionista. Come me.

    http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/02/18/cosa-fare-con-gli-italiani/

    A me giusto questa opinione che hai citato pare condivisibile… magari non tutte lo saranno, com’è giusto, e non è detto che io debba essere d’accordo con lui, ma fosse anche il mio peggior nemico non mi troverei comunque d’accordo col comportamento di Einaudi.
    —————
    Andrea ha scritto:

    Avrebbe senso se Berlusconi avesse fatto una legge che vieta agli editori di pubblicare testi contro di lui. Ma siamo in libero mercato e ogni imprenditore è libero di scegliere su cosa investire. Per fortuna.

    Si tratta invece di influenza, non di imposizione; la casa editrice non ha ritenuto di pubblicare un testo di dissenso, si è autocensurata. Einaudi non ha rifiutato tutta la produzione di Saramago per questioni ideologiche, ma un solo libro, uno soltanto.
    Io qui non ho detto “Berlusconi ha rifiutato Saramago”, non è sicuramente lui ad averlo deciso.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Slawka ha scritto:

    Insomma, che si venga a dire che oltre mezza Italia è fatta di disonesti e ignoranti io lo trovo offensivo non tanto verso Berlusconi, ma verso gli italiani! inclusi quelli che magari stimano Saramago come narratore, ma un po’ meno come opinionista. Come me.

    http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/02/18/cosa-fare-con-gli-italiani/

    A me giusto questa opinione che hai citato pare condivisibile… magari non tutte lo saranno, com’è giusto, e non è detto che io debba essere d’accordo con lui, ma fosse anche il mio peggior nemico non mi troverei comunque d’accordo col comportamento di Einaudi.
    —————
    Andrea ha scritto:

    Avrebbe senso se Berlusconi avesse fatto una legge che vieta agli editori di pubblicare testi contro di lui. Ma siamo in libero mercato e ogni imprenditore è libero di scegliere su cosa investire. Per fortuna.

    Si tratta invece di influenza, non di imposizione; la casa editrice non ha ritenuto di pubblicare un testo di dissenso, si è autocensurata. Einaudi non ha rifiutato tutta la produzione di Saramago per questioni ideologiche, ma un solo libro, uno soltanto.
    Io qui non ho detto “Berlusconi ha rifiutato Saramago”, non è sicuramente lui ad averlo deciso.

  • http://falsepercezioni.wordpress.com Luigi

    Se la storia verrà confermata, allora sì ci sarà da preoccuparsi, perchè vorrebbe dire che davvero si è instaurato un regime, perfino nel mondo letterario.

    Però rimango un po’ perplesso, dal momento che Mondadori – editore di diretta proprietà berlusconiana – continua tranquillamente a pubblicare i libri di D’Alema e Walter Veltroni…

    E se invece la scelta di Einaudi, certo inelegante, si basasse su considerazioni più “terra terra”, di natura commerciale?
    Insomma, sarebbe il caso di approfondire la querelle.

    … Brava comunque Livia, sempre attenta alle dinamiche – spesso perverse – del mondo editoriale.

  • http://falsepercezioni.wordpress.com Luigi

    Se la storia verrà confermata, allora sì ci sarà da preoccuparsi, perchè vorrebbe dire che davvero si è instaurato un regime, perfino nel mondo letterario.

    Però rimango un po’ perplesso, dal momento che Mondadori – editore di diretta proprietà berlusconiana – continua tranquillamente a pubblicare i libri di D’Alema e Walter Veltroni…

    E se invece la scelta di Einaudi, certo inelegante, si basasse su considerazioni più “terra terra”, di natura commerciale?
    Insomma, sarebbe il caso di approfondire la querelle.

    … Brava comunque Livia, sempre attenta alle dinamiche – spesso perverse – del mondo editoriale.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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