Saramago cambia “casa” – ma non per scelta

Scritto da: il 28.05.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Riporto esattamente l’articolo sull’Unità online nelle pagine dedicate alla Cultura:

Einaudi non pubblica il Nobel Saramago
Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro di Josè Saramago, autore presente con ben 20 titoli nel catalogo della casa torinese. Lo sostiene il settimanale l’Espresso nel prossimo numero, in edicola domani, spiegando la decisione della casa editrice con il fatto che la nuova opera del Nobel portoghese contiene «giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario».

Il settimanale riporta poi alcuni brani del libro di Saramago: «Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare – dice lo scrittore – qualche soldo». Soldi che, secondo lo scrittore, avrà usato «per pagarsi i sigari, supponendo che la corruzione non sia il suo unico vizio». Il sentimento degli italiani per il Cavaliere, continua Saramago nel brano incriminato, «è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale». E ancora: «Nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?». E via così, compreso il paragone finale – rivela ancora il settimanale – tra Berlusconi e «un capo mafioso».

Il libro è uscito a fine aprile in Portogallo, patria dello scrittore, e in Spagna. Si intitola, nelle rispettive lingue, Il quaderno, come il blog che l’ottantasettenne Saramago tiene dall’anno scorso su Internet, ed è composto dai testi pubblicati sul web tra il settembre 2008 e il marzo 2009. L’edizione successiva doveva essere proprio quella italiana. Secondo l’Espresso il libro non pubblicato da Einaudi sarà invece edito da Bollati Boringhieri per fine anno.

La cosa che indigna e stupisce (ma nemmeno poi tanto) è il far passare in secondo piano il valore letterario e culturale di un’opera e di un autore che per decenni ci ha tenuto compagnia con scritti di altissimo spessore, che ha appassionato e avvinto. Il tutto perché “non è gradito” ad un uomo di potere. Da ora in poi ogni volta che avrò in mano un’edizione Einaudi mi chiederò sempre chi ne ha dato l’Imprimatur e che cosa si vuole che io sappia.

Bollati Boringhieri non solo ha fatto una scelta giusta, ma si è appena guadagnata, come casa editrice, una sostenitrice attiva.

  • http://quadernodisaramago.wordpress.com Massimo Lafronza

    Ciao Livia,
    occhio che nel banner pubblicitario di google subito prima dell’articolo c’è un annuncio di Einaudi (libri con 10% di sconto) :) lo so che non puoi farci niente, ci da l’amara e ironica misura di quanto poco si possa fare tutti…
    saluti
    m.

  • http://quadernodisaramago.wordpress.com Massimo Lafronza

    Ciao Livia,
    occhio che nel banner pubblicitario di google subito prima dell’articolo c’è un annuncio di Einaudi (libri con 10% di sconto) :) lo so che non puoi farci niente, ci da l’amara e ironica misura di quanto poco si possa fare tutti…
    saluti
    m.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Massimo, intanto ti ringrazio per il tuo lavoro di traduzione del Quaderno di Saramago, che permette anche a chi non ne conosce la lingua di poterlo leggere.
    Per il banner invece, io vedo una promozione bur, ma forse cambia di persona in persona… non saprei!

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Massimo, intanto ti ringrazio per il tuo lavoro di traduzione del Quaderno di Saramago, che permette anche a chi non ne conosce la lingua di poterlo leggere.
    Per il banner invece, io vedo una promozione bur, ma forse cambia di persona in persona… non saprei!

  • http://quadernodisaramago.wordpress.com Massimo Lafronza

    @ Livia:
    si si, cambia in maniera random in base alle parole chiave, almeno credo… comunque grazie, e complimenti per il tuo blog.
    a presto
    m.

  • http://quadernodisaramago.wordpress.com Massimo Lafronza

    @ Livia:
    si si, cambia in maniera random in base alle parole chiave, almeno credo… comunque grazie, e complimenti per il tuo blog.
    a presto
    m.

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    @ Andrea:
    Gli inglesi in quanto a pregiudizi ne hanno da insegnare – e nel dirlo vorrei precisare che mia mamma è di origine polacca ma di fatto cittadina britannica. Gli inglesi insomma non li conosco da italiana. Sono tanto bravi a giudicare gli altri e poi si ritrovano col marito della ministra che mette in nota spese la pay per view vietata ai minori di 18 anni…
    Andrea, hai detto benissimo: per giudicare un paese bisogna viverci, e dal Portogallo forse Saramago farebbe bene a ricordarsi le parole di Colui del quale scrisse: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
    Stiamo tanto a dire che abbiamo il peggior Premier del mondo, ma ditemi voi, quale altro primo ministro/presidente vorreste, tra quelli che hanno gli altri paesi? E non dite Obama perché sta alla presidenza degli Stati Uniti da troppo poco tempo per poter giudicare bene il suo operato.

  • http://www.nanopausa.com Slawka

    @ Andrea:
    Gli inglesi in quanto a pregiudizi ne hanno da insegnare – e nel dirlo vorrei precisare che mia mamma è di origine polacca ma di fatto cittadina britannica. Gli inglesi insomma non li conosco da italiana. Sono tanto bravi a giudicare gli altri e poi si ritrovano col marito della ministra che mette in nota spese la pay per view vietata ai minori di 18 anni…
    Andrea, hai detto benissimo: per giudicare un paese bisogna viverci, e dal Portogallo forse Saramago farebbe bene a ricordarsi le parole di Colui del quale scrisse: “chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.
    Stiamo tanto a dire che abbiamo il peggior Premier del mondo, ma ditemi voi, quale altro primo ministro/presidente vorreste, tra quelli che hanno gli altri paesi? E non dite Obama perché sta alla presidenza degli Stati Uniti da troppo poco tempo per poter giudicare bene il suo operato.

  • http://webgarden.bloglist.it Mushin

    non mi stupisce più di tanto: è proprio l’emblema della decadenza in cui viviamo dove valutazioni personali vengono impunemente mischiate a cose che dovrebbero inerire a giudizi strettamente funzionali.

    Siamo di nuovo nel medioevo: la personalizzazione e patrimonializzazione delle cose a prescindere dalla loro funzione sociale.

  • http://webgarden.bloglist.it Mushin

    non mi stupisce più di tanto: è proprio l’emblema della decadenza in cui viviamo dove valutazioni personali vengono impunemente mischiate a cose che dovrebbero inerire a giudizi strettamente funzionali.

    Siamo di nuovo nel medioevo: la personalizzazione e patrimonializzazione delle cose a prescindere dalla loro funzione sociale.

  • Chiaralice

    Mi prudono sempre più le mani.
    Mai avuta un’allergia che fa venire voglia di picchiare la gente?
    Non che io mi sia meravigliata più di tanto, ma che schifo.
    La libertà della cultura per me è il valore più grande in assoluto, dà fastidio vederlo buttato così in pasto a degli ignoranti opportunisti idioti, imbecilli, etc. etc.

  • Chiaralice

    Mi prudono sempre più le mani.
    Mai avuta un’allergia che fa venire voglia di picchiare la gente?
    Non che io mi sia meravigliata più di tanto, ma che schifo.
    La libertà della cultura per me è il valore più grande in assoluto, dà fastidio vederlo buttato così in pasto a degli ignoranti opportunisti idioti, imbecilli, etc. etc.

  • lucertola

    Ciao andrea, ciao Slawka,
    io non capisco. Non capisco che ci sia da offendersi se un uomo di levatura altissima come Saramago si indigna per noi, se parla di noi, se si dispera, se fa quello che noi, qui e ora, non siamo più in grado di fare. Sì, sono convinta che non ne siamo più capaci, ma non è colpa nostra: troppi anni in cui si è fatto l’impossibile per cambiare la nostra testa, le nostre aspettative; attraverso la tv, la stampa, ormai persino una letteratura scadente ma piacevolmente leggibile. Fino a ieri mattina (io lavoro per la tv nazionale) ho assistito alla scena di un giornalista che è stato costretto a cambiare il testo del suo pezzo sulla crisi dell’immondizia a Palermo, perché la sua descrizione vagamente catastrofica della situazione entrava in contrasto con quanto detto dal premier, che in pochi giorni la cosa sarebbe stata risolta: e di questo, la gente a casa non saprà nulla, vedrà un servizio misurato (Andrea, tu diresti “equilibrato”) e non saprà che cosa prova profondamente un palermitano che in questi giorni cammina per strada e si sente inondare i polmoni di puzza.
    “Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, ancora, nella mia ostinata speranza che l’incubo possa aver fine e che l’Italia possa riappropriarsi dell’esaltante spirito verdiano che, per un periodo, ha rappresentato la sua migliore definizione. E non mi si accusi di stare gratuitamente mischiando musica e politica, qualsiasi italiano colto e onesto sa che ho ragione e il perché.” dice Saramago, e non è che stia accusando chi non concorda con lui di essere ignorante o disonesto: sta solo facendo riferimento alla figura di Verdi, e ricordando che in Italia quel nome non è legato solo alla musica, ma a un periodo storico in cui era usato come acronimo politico. E, comunque, qualsiasi cosa Saramago, o chi per lui, stia dicendo, il fatto è che ha diritto di dirla. E la dirà, per un editore diverso da quello che ha pubblicato i suoi libri sino ad ora, perciò tranquilli… ma fino a quando? Diventa sempre più scontato che certe cose succedano, che qualcuno pieghi la testa e si senta, giustamente, ridicolo a entrare in conflitto col proprio capo, a essere da lui querelato. Ma se quel ‘capo’ comincia a possedere un po’ troppo, se fagocita tutti mezzi di informazione prima e di diffusione della cultura poi? Se, e questo mi preoccupa, la gente dà ormai per scontata l’autocensura, dicendosi che comunque qualcun altro pubblicherà o darà ascolto a quelle parole?
    Ogni paese c’ha le sue, anche se in molte realtà diverse da quella italiana restare coinvolto in uno scandalo equivale quanto meno a dimettersi. Ma non ci dimentichiamo che, storicamente, il passo tra quello che noi stiamo vivendo e il conclamato stato di dittatura e davvero breve, e che ciò avviene facilmente in nazioni che hanno nel dna una facilità estrema a smettere di indignarsi e disperarsi. Perciò, che ognuno si guardi la sua gobba è difficile: più raccomandabile è che ci guardiamo (letteralmente) la schiena a vicenda: quando ci verrà impedito di conoscere anche la stampa estera e l’opinione dei Nobel, la nostra caduta sarà divenuta inarrestabile.

  • lucertola

    Ciao andrea, ciao Slawka,
    io non capisco. Non capisco che ci sia da offendersi se un uomo di levatura altissima come Saramago si indigna per noi, se parla di noi, se si dispera, se fa quello che noi, qui e ora, non siamo più in grado di fare. Sì, sono convinta che non ne siamo più capaci, ma non è colpa nostra: troppi anni in cui si è fatto l’impossibile per cambiare la nostra testa, le nostre aspettative; attraverso la tv, la stampa, ormai persino una letteratura scadente ma piacevolmente leggibile. Fino a ieri mattina (io lavoro per la tv nazionale) ho assistito alla scena di un giornalista che è stato costretto a cambiare il testo del suo pezzo sulla crisi dell’immondizia a Palermo, perché la sua descrizione vagamente catastrofica della situazione entrava in contrasto con quanto detto dal premier, che in pochi giorni la cosa sarebbe stata risolta: e di questo, la gente a casa non saprà nulla, vedrà un servizio misurato (Andrea, tu diresti “equilibrato”) e non saprà che cosa prova profondamente un palermitano che in questi giorni cammina per strada e si sente inondare i polmoni di puzza.
    “Offeso nel mio amore per l’Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, ancora, nella mia ostinata speranza che l’incubo possa aver fine e che l’Italia possa riappropriarsi dell’esaltante spirito verdiano che, per un periodo, ha rappresentato la sua migliore definizione. E non mi si accusi di stare gratuitamente mischiando musica e politica, qualsiasi italiano colto e onesto sa che ho ragione e il perché.” dice Saramago, e non è che stia accusando chi non concorda con lui di essere ignorante o disonesto: sta solo facendo riferimento alla figura di Verdi, e ricordando che in Italia quel nome non è legato solo alla musica, ma a un periodo storico in cui era usato come acronimo politico. E, comunque, qualsiasi cosa Saramago, o chi per lui, stia dicendo, il fatto è che ha diritto di dirla. E la dirà, per un editore diverso da quello che ha pubblicato i suoi libri sino ad ora, perciò tranquilli… ma fino a quando? Diventa sempre più scontato che certe cose succedano, che qualcuno pieghi la testa e si senta, giustamente, ridicolo a entrare in conflitto col proprio capo, a essere da lui querelato. Ma se quel ‘capo’ comincia a possedere un po’ troppo, se fagocita tutti mezzi di informazione prima e di diffusione della cultura poi? Se, e questo mi preoccupa, la gente dà ormai per scontata l’autocensura, dicendosi che comunque qualcun altro pubblicherà o darà ascolto a quelle parole?
    Ogni paese c’ha le sue, anche se in molte realtà diverse da quella italiana restare coinvolto in uno scandalo equivale quanto meno a dimettersi. Ma non ci dimentichiamo che, storicamente, il passo tra quello che noi stiamo vivendo e il conclamato stato di dittatura e davvero breve, e che ciò avviene facilmente in nazioni che hanno nel dna una facilità estrema a smettere di indignarsi e disperarsi. Perciò, che ognuno si guardi la sua gobba è difficile: più raccomandabile è che ci guardiamo (letteralmente) la schiena a vicenda: quando ci verrà impedito di conoscere anche la stampa estera e l’opinione dei Nobel, la nostra caduta sarà divenuta inarrestabile.

  • http://twitter.com/StefanoRK stefano rubuano

    Un’altro sostenitore attivo guadagnato da Bollati Boringhieri.

  • http://twitter.com/StefanoRK stefano rubuano

    Un’altro sostenitore attivo, guadagnato da Bollati Boringhieri.

    stefanoR.

  • http://www.sentenze-cassazione.com/ Sentenze Cassazione

    Ma basta con il Cavaliere… In Italia siamo 60 milioni ma si parla solo di Berlusconi… Bastaaaa… ;)

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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