Rupes recta, Farris

Scritto da Axel Raven alle 05:55 del 19 Giugno 2009

Rupes recta – Clelia FarrisVi siete mai chiesti come sarebbe vivere sulla Luna? Gli abitanti della Luna si chiamerebbero lunestri o lunatici? Che cultura si svilupperebbe dopo secoli di colonizzazione? E se uomini spaventati dal malocchio sostituissero le macchine? Clelia Farris in Rupes Recta si è fatta queste domande e ha dato delle risposte piuttosto originali.

Rupes Recta, come avrete intuito, è ambientato sulla Luna, un luogo dove fissare la gente in faccia è reato, i bambini giocano a “rubasesso” e la manipolazione genetica è la norma. Su questo sfondo variegato e a tratti grottesco il protagonista, Mikhail Stefanovic Beltrami è coinvolto in una misteriosa serie di omicidi e sarà costretto ad usare tutte le sue abilità per scoprire l’identità dell’assassino. Perché lui è un Ricordante, un umano in grado di ricordare TUTTO meglio di un computer e addirittura capace di “camminare” indietro nel tempo!

A differenza di ciò che avviene in molti racconti di fantascienza, dove la trama (poco curata) è solo la scusa per prospettare incredibili visioni di quello che potrebbe essere il futuro dell’umanità, l’opera della Farris abbina ad una ambientazione raffinata una trama ben congegnata ed a tratti coinvolgente.

L’una e l’altra abbondano di idee originali, tra queste è da menzionare il capovolgimento di un cliché del genere fantascientifico: non sono le macchine che sostituiscono gli uomini ma è il contrario! Questo perché “l’uomo è la macchina più economica”!
Solo il finale mi è sembrato un po’ troppo “a sorpresa” per un giallo ma perfettamente adatto ad un romanzo di fantascienza.

Lo stile della scrittrice è incisivo, ma gradevole, spesso sopra le righe nell’approfondimento psicologico dei personaggi e nella descrizione di situazioni scabrose: matrimoni tra gay, ostentazione della diversità genetiche, sesso libero… scabrose per noi ma non per gli abitanti del futuro. Tutte queste qualità hanno fatto vincere a questo libro il premio “Fantascienza.com” del 2004.

Mi è molto piaciuto questo Rupes Recta e mi sento di consigliarlo ad un pubblico sia di neofiti che di appassionati ma, a causa di alcune situazioni un po’ forti, rigorosamente maturo! Può anche essere una buona lettura mentre siete sdraiati a prendere la tintarella… di Luna.

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2 Commenti to “Rupes recta, Farris”

  1. Mi pare che in “Neanche gli Dei” di Asimov gli abitanti della Luna venissero chiamati lunariti. Per Robes Recta, lo stile a volte mi sembrava troppo articolato, e in alcune parti sembra troppo propaganda a favore dell’amore omosessuale. Lasciando da parte i propri indirizzi sessuali, quelle parti sono chiaramente indirizzate al lettore, quindi possono apparire fuori dal contesto narrativo. A parte questo e la fine un po’ macchinosa, mi è piaciuto.

  2. L’ho letto in ventiquattrore, incluso il tempo di dormire, mangiare, andar dal parrucchiere e farmi il bagno. L’ho divorato, nonostante io odi la fantascienza.

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