Ritorno a casa, Pilcher

Scritto da: il 12.01.11
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Non è ben chiaro neanche a me come sia incappata in questa autrice, visto che il genere romantico non rientra tra le mie preferenze di lettura e i libri del genere tra i miei scaffali si possono contare sulle dita di una mano. Eppure capita a tutti i lettori onnivori di essere spinti dalla semplice curiosità a deragliare dai binari consueti prima o poi e a volte si fanno scoperte interessanti.

E quindi eccomi qua a parlarvi… anzi no, ad elogiarvi Ritorno a casa: un libro bellissimo, che per me è stato un acquisto casuale molto fortunato. Per molti dei fans di Rosamunde Pilcher, autrice anglosassone famosa per le sue storie romantiche dal sapore delicato e un po’ antico, ambientate tra le magiche atmosfere della Cornovaglia e della Scozia, è il libro migliore che ha scritto.

Di sicuro è un libro troppo complesso per essere etichettato come semplice storia romantica. Anche se l’avvio lascia presagire nient’altro che quello, anche al semplice lettore casuale come la sottoscritta. Negli anni trenta del secolo scorso l’adolescente Judith Dunbar viene affidata dalla madre, in procinto di raggiungere il marito in una delle colonie dell’Impero, alla zia Louise.

Judith, secondo le disposizioni lasciate dai genitori, frequenta il collegio di St Ursula ed è qui che stringe un’amicizia che le cambierà la vita, quella con l’eccentrica Loveday.

La ragazzina la introduce nel mondo dorato della sua ricca famiglia, che vive in una bella casa della Cornovaglia dove all’apparenza nulla turba l’atmosfera ovattata delle loro esistenze perfette. I Carey-Lewis sembrano, al lettore avvezzo a leggere un po’ di tutto, stereotipati nelle sue caratterizzazioni: c’è la moglie bella e gentile, idolatrata dal marito e dai figli. C’è Loveday, amata e coccolata. Edward,suo fratello, bello e un po’ scapestrato, ma in fondo gentile. Tutto il nucleo familiare adotta affettivamente Judith che, lontana dai genitori, comincia a sentirsi più a casa qui che altrove.

Ma stavamo parlando di stereotipi, quindi è facile prevedere cosa accade alla giovane quando comincia a frequentare la casa della sua migliore amica e soprattutto il fratello, che risponde ai cliché di ogni storia romantica. Judith si innamora ovviamente di Edward, con tutto il trasporto del primo amore adolescenziale.

Ma gli anni trenta sono al capolinea. E quando essi hanno bruscamente fine, con la seconda guerra mondiale crolla il dorato mondo dei Carey-Lewis e il romanzo prende pieghe inaspettate. La trama perde ogni sviluppo certo, non ci sono più cliché: rimane la storia e i suoi protagonisti che sono, loro malgrado, costretti a crescere. Il conflitto porta dolore, sradica le radici di molti: Judith, Loveday e Edward sono costretti a fare delle scelte, difficili e dolorose. A volte sbagliate.

Dopo un avvio incerto, Ritorno a casa diventa appassionante e trascinante, come ogni storia ben scritta. La corposità non diventa mai tedio anzi, è spesso puro diletto, e la bellezza di certi personaggi rimane nella testa molto dopo che il libro è stato chiuso. Primo tra tutti Loveday, che con la sua originalità è probabilmente il personaggio migliore di tutto il libro.

Da leggere se vi piace il romanticismo senza romanticume.

  • http://camphortree.altervista.org/ Carlotta

    Piace molto a mia sorella e non c’avrei dato una lira bucata. Io ero arrivata tipo a pagina 10. Seguo il tuo consiglio e lo leggo.

  • Elena A.

    Pure io prenderò il tuo consiglio  e me nevado ad acquistare  il libro.Grazie della informazione.Elena A. deguida
    prestiti

  • http://www.facebook.com/antonella.fanelli2A Antonella Fanelli

    lessi questo libro tantissimi anni fa e me lo divorai in pochissimo tempo nonostante le innumerevoli pagine… non ricordo più quante ne erano… dalle 6 alle 800 se non erro! 

  • sylvia andrewy

    Questo libro è splendido, ho letto -cercatori di conchiglie – settembre – solstizio
    d’inverno – e anche molti libri più piccoli -
    grazie signora pilcher
    sylvia

  • sylvia andrewy

    se tu lo avessi letto, te le ricorderesti.

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