Prima del Diavolo – “Battlin” Jack Murdock, Welles e Di Giandomenico

Scritto da: il 23.12.08
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Battlin' Jack Murdok, Devil - Di Giandomenico e WellesTra i personaggi Marvel più amati in assoluto, DareDevil (in italiano traducibile con scavezzacollo o temerario) è certamente uno dei supereroi per cui la massima di Stan Lee, “supereroi con superproblemi”, può essere applicata senza alcuna remora di sorta.

Matt Murdock, questo il vero nome dell’eroe, rimane, giovanissimo, vittima di un incidente che lo rende cieco, ma gli dona anche la capacità di “vedere” il mondo circostante grazie a una sorta di radar interno, frutto dello sviluppo degli altri sensi, sviluppo causato dal contatto con delle scorie radioattive.

Nonostante questo, dovuto, preambolo sull’Uomo senza paura (dal titolo di una delle storie più famose di Devil), il fumetto di cui ci occupiamo oggi non ha per protagonista il buon Matt, bensì di “Battlin” Jack Murdock, padre dell’eroe. Jack è un pugile alcolizzato giunto ormai a fine carriera, che vive con il figlio a Hell’s Kitchen, quartiere malfamato di New York. Per mantenere il figlio, Murdock senior accetta di lavorare come picchiatore per un piccolo boss locale, fino a quando non decide di ribellarsi e tornare a boxare.

In questo bel fumetto Zeb Welles e Carmine Di Giandomenico rileggono la storia di Jack, già narrata in poche vignette dal duo composto da Stan Lee e Bill Everett, creatori del personaggio (correva l’anno 1964). Certamente la trama fin qui narrata riporta alla mente quella di tanti altri pugili protagonisti di film e di fatti realmente accaduti, ma è difficile resistere al fascino di una storia che racconta una caduta agli inferi con (parziale direi) risalita.

A fare da comprimari di lusso della storia sono il giovane Matt e il suo amico Foggy Nelson (anni dopo i due daranno vita a uno studio legale), il boss Fixer, Crusher Creel (il futuro Uomo Assorbente) e Maggie, la madre di DareDevil, personaggio su cui è il caso di soffermarsi, perché si rivelerà essenziale nelle vicende dell’”Uomo senza paura”. In “Battlin Jack Murdock” vediamo Maggie, in preda al senso di colpa per la relazione peccaminosa avuta con Jack, abbandonare il figlio e chiudersi in convento dopo aver preso i voti.

I temi della colpa e del peccato di matrice cattolica, la fede, i conflitti morali, sono tutti ingredienti che fanno normalmente parte del mondo di DareDevil e che Welles riutilizza in questo fumetto con estrema sapienza, tanto da far tornare alla mente saghe come “Il Diavolo Custode”, in cui Maggie e la religiosità rivestono un ruolo molto importante.

Un particolare nota di merito va a Carmine Di Giandomenico, disegnatore e sceneggiatore italiano che, insieme ad altri grandi nomi come Gabriele Dell’Otto e Stefano Caselli, dimostra anche in USA la bontà della scuola fumettistica italiana.

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