Notte buia niente stelle, S.King

Scritto da: il 02.02.11
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Nella postilla di Notte buia niente stelle lo stesso Stephen King avverte: “le storie raccolte in questo libro sono molto dure. Forse in certi momenti, le hai trovate difficili da leggere. Ti assicuro che io stesso, in certi momenti, le ho trovate difficili da scrivere.” Ho aspettato con la solita trepidazione l’uscita del nuovo titolo del mio autore preferito e ho divorato le quattro lunghe novelle qui raccolte in un lampo.

Chiuso il libro ho pensato due cose: la prima è che erano anni che non leggevo dei suoi racconti così belli. La seconda è che la postfazione dell’autore è dannatamente vera. Le storie qui raccontate, con il loro orrore per la maggior parte privo di ogni elemento soprannaturale, fanno davvero paura: lo anno in modo completamente diverso da come terrorizzava un mostro con l’aspetto da clown rintanato nelle fogne di Derry, eppure non sono meno efficaci.

Tutte partono forse da una domanda ovvia come inizio di una storia: “Cosa accadrebbe se…”. La risposta non è però mai scontata e spesso il finale è ingiusto e sleale, come capita anche nel mondo reale. Così abbiamo Wilfred Leland, un contadino nel Nebraska che nel 1922 assassina la moglie per motivi futili e ne nasconde il cadavere in un vecchio pozzo. Complice più o meno consapevole del delitto il figlio, che finirà per pagare lo scotto per entrambi.

Una scrittrice di gialli viene violentata in una stazione di servizio deserta in cui incappa prendendo una strada secondaria di ritorno da un convegno. Tess è una donna di quarant’anni con una vita tranquilla e riservata: lo stupro cambierà tutto quanto mettendo in luce un io inaspettato.

Un mediocre uomo di mezz’età, da sempre invidioso del suo migliore amico a cui la vita ha regalato tutto, fa un patto con un misterioso venditore ambulante dal profetico nome di Elvid: lui farà sparire il cancro che sta rodendo a morte Dave Streeter in cambio di… niente di così banale come un’anima. La signora Anderson incappa in uno scatolone nel suo garage e il mondo le crolla addosso: cosa fare quando ci si accorge dopo decenni di matrimonio e due figli di non conoscere affatto l’uomo che si è sposato?

Uno Stephen King in grande forma dunque, che si presenta nel nostro paese con un nuovo look: la traduzione stavolta non è del solito Tullio Dobner, che tranne brevi parentesi è stata la voce italiana del nostro per anni, ma di Wu Ming I, che ha fatto a mio parere un ottimo lavoro non facendo rimpiangere, almeno alla sottoscritta, chi l’ha preceduto.

  • Elfo

    Mi fa piacere per Wu Ming 1. So che è stato oggetto di pesanti critiche MOLTO PRIMA che la traduzione uscisse. Per non dire che è stato metaforicamente lapidato su aNobii. Sono cose che non capirò mai, ma tant’è. Il signor Dobner secondo me ha sempre reso King in modo ottimo, ma non si può distruggere qualcuno a priori.
    Detto questo…anche le trame dei racconti mi sembrano accattivanti. Segno, per il futuro. Per adesso sono alle prese con The Dome! :D

  • sfranz

    Ben tornati!. King non mi ha mai attratto, forse perché i suoi romanzi son sempre stati parecchio lunghi. Di lui ho letto “Le notti di Salem” e mi è piaciuto abbastanza.Ma difficilmente desidero comprare roba sua: forse un giorno “Shining”: frequento altri autori del genere o similari in genere morti . Mi è piaciuta molto una scrittrice a cui lui dedicò un suio romanzo “L’incendiaria”, mi pare. L’autrice è la statunitense Shirley Jackson della quale ho recensito un libro molto raffinato. Spero ne vediate la recensione già inviata il primo dell’anno, e ancora “pending”. Saluti

  • Elfo

    Guarda Sfranz, sono certa che King ti piacerebbe in molte delle sue produzioni. Il suo esordio “Carrie”, per esempio, che ho già recensito, è davvero speciale. Lo recupererei, fossi in te, tanto più che non è molto lungo. :)

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple