Nostalgia ma non troppo – La banda del grano, Bianchini

Scritto da Livia alle 06:13 del 25 Settembre 2008

Copertina @CicorivoltaDegli anni ‘70 non so molto, ad essere onesti. Conosco per imperfette trasposizioni l’atmosfera quieta dei paesi sonnecchianti, che accompagnò anche la mia infanzia un decennio dopo, l’uscita in piazza con gli amici, la curiosità e l’ingenuità dell’adolescenza.

La banda del grano è un viaggio proprio in quegli anni, in cui “bestiale” sostituiva “figo” e i giovanissimi Pooh scalavano le classifiche lasciando stuoli di ammiratrici innamorate al loro passaggio.

Nel libro ci si scontra con un’Italia un po’ rurale ma non così lontana, con un padre padrone e un ragazzo che tiene fin troppo alla sua parte di incompreso, i caratteri tipici del tirchio e della moglie virago, Il povero ed il ricco.

Senza scordare il bullo, che sembra un’invenzione moderna ma è sempre stato così; se nel passato i bulli avessero avuto le stesse risorse tecnologiche delle baby-gang di oggi gli esiti sarebbero stati uguali, o forse peggiori. Qui il bullo è quasi caricaturale, cattivo figlio di cattiva, senza possibilità di redenzione.

Il romanzo è racconto di una estate e di un gruppo di ragazzi che si trovano ad esperire, nella loro adolescenza appena iniziata, tutto quel cosmo di sensazioni che caratterizzeranno poi la vita adulta.

La prima cotta, le ribellioni, il riscatto, la ricerca dell’identità e dell’amicizia sono i temi e le tensioni che attraversano le vite dei protagonisti, la banda del grano. Il tutto reso più complesso dalla morte di uno di loro, motore del cambiamento.

La scrittura è semplice e diretta, qualche volta un po’ ripetitiva; saltuariamente c’è qualche imprecisione nell’editing, che tuttavia non inficia lo scorrere della trama, lieve e gradevole.

Credo che i nostalgici troveranno molti elementi anche dei propri ricordi, e i giovani lettori possano scoprire che, in fin dei conti, non troppo è cambiato.

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l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

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2 Commenti to “Nostalgia ma non troppo – La banda del grano, Bianchini”

  1. [...] tempo fa avevo letto La banda del grano, di Bianchini, un giallo italiano intriso della nostra cultura comune degli anni ‘70. Così [...]

  2. [...] Nostalgia ma non troppo – La banda del grano, Bianchini (1) [...]

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