Nomen omen – Pura anarchia, Allen

Scritto da: il 16.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

copertina @bompianiA tutti i detrattori di Woody Allen: è bene che non leggiate questo post. Perché a me Woody Allen piace, mi fa ridere, mi fa passare momenti piacevoli. Va da sé quindi che questa recensione sarà in suo favore. C’è da dire che non scrivo mai recensioni negative, sono una lettrice compulsiva, come dice Julie* leggo “scatole dei cereali, libracci, riviste, classici e quant’altro; vanno bene le critiche, ma non gli sberleffi”.

Pura anarchia è una di quelle raccolte di racconti che fa satira con sagacia; un po’ per il colore della copertina, un po’ per la vis comica mi ricorda i Simpson del periodo d’oro. I personaggi, com’è ovvio attendersi, spaziano dal surreale al grottesco, con l’umorismo tipico di Allen.

Sono tutti brevi, e prendono spunto dalle notizie strampalate ma vere che compaiono sui giornali (e su ogni altro media) non solo in America. Per poi dipanare l’argomento nel regno dell’assurdo, un po’ come nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie. In ognuna si può riconoscere un tratto dell’autore, e chi è appassionato non faticherà a visualizzare i racconti.

Per me è stata una lettura esilarante. La consiglio solo agli estimatori, e a chi volesse assaggiare una scrittura frizzante e un po’ matta.

Inserirò tre esilaranti citazioni:

Al processo Stubbs decise di essere l’avvocato di se stesso, ma un dissidio sull’onorario sfociò in una situazione di reciproca ostilità.

Rimane controversa la capacità della pena di morte di agire da deterrente, nonostante alcuni studi dimostrino come la probabilità che i criminali tornino a delinquere si riduca di quasi metà dopo l’esecuzione.

Se la vita è priva di significato, come la mettiamo con la pastina a forma di lettere dell’alfabeto?

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