Nessuno, De Crescenzo

Scritto da: il 21.01.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Nessuno - Luciano De CrescenzoMolti hanno interpretato l’Odissea, recitandola o semplicemente leggendola. Tra i più scherzosi nel cercare di ridarle fama, è sicuramente De Crescenzo, che nel suo Nessuno ne offre una buona panoramica condita con il suo consueto umorismo.

Utilizzando come fonti una decina di traduzioni autorevoli, tra cui quelle di Ippolito Pindemonte, Giuseppe Tonna e Maria Grazia Ciani, l’autore elabora una versione moderna, una vulgata del testo, con chiaro intento divulgativo.

La storia è universalmente nota, o saremmo portati a pensarlo. In realtà la maggior parte di noi ne ha un ricordo scolastico che non copre gli innumerevoli eventi ma si appunta sugli episodi più famosi, le Sirene, Calipso, Circe e la realizzazione della vendetta.

De Crescenzo si sofferma su ogni canto dedicandogli un capitolo intitolato in modo sagace, come ad esempio Cani e porci, dove si racconta dell’incontro con Eumeo. In questo capitolo si trova anche un azzardato accostamento tra Omero e la Tamaro, incentrato sulla frase “va’ dove ti porta il cuore”, a quanto pare utilizzata spesso nel corso del poema.

L’appendice al testo è formata da una sezione Contro Ulisse, in cui sono raccolti “pettegolezzi” sulla vita e le imprese, non sempre cristalline, dell’eroe, e da un indice dei nomi, Il chi è dell’Odissea, che raccoglie in un elenco personaggi noti o meno con brevi cenni della loro esistenza. Di tanto in tanto l’autore riporta brani del testo originale, corredati da riflessioni burlesche che lo rendono di più facile lettura.

La scrittura di De Crescenzo è molto semplice, con termini poco ricercati ed una tendenza al ridanciano che fa parte del suo stile abituale. In questo modo riesce a sdrammatizzare anche i contenuti più austeri, avvicinando un poema epico ad un pubblico il più possibile ampio. Al terzo, quarto libro certo è un po’ ripetitivo, ma il suo operato di divulgazione merita un plauso, sia che riguardi la filosofia greca sia sulla mitologia e sull’epica.

Una buona lettura per chi conosce a menadito l’Odissea e per chi non la ricorda più. Ci si diverte comunque.

  • http://dabriatiann.splinder.com/ DabriaTiann

    Vero. questo libro l’ho letto un’estate di qualche anno fa. Mi era piaciuta l’intenzione con cui era stato scritto: far apprezzare una storia che ha segnato la Letteratura.

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    Vero. questo libro l’ho letto un’estate di qualche anno fa. Mi era piaciuta l’intenzione con cui era stato scritto: far apprezzare una storia che ha segnato la Letteratura.

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