Nessun peccato, Bondì

Scritto da: il 17.03.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Nessun peccato - Maria Luce BondìÈ doveroso per me ammettere che non sono estranea al cento per cento alla casa editrice Tanit: scrivo su questo blog grazie a Livia e con lei ho avuto modo più volte di scambiare opinioni attraverso i forum o la chat. Vorrei però assicurare che la mia amicizia nei suoi confronti non ha influenzato il mio giudizio su Nessun Peccato, opera d’esordio della palermitana Maria Luce Bondì e primo passo di Tanit nel concreto. Spero mi perdonerete se, come unica concessione, vorrei dilungarmi un po’ più del solito.

Quando il libro mi è arrivato a casa ho notato subito la buona qualità dell’edizione, a partire dalla bella illustrazione di Francesca Resta che campeggia in copertina e – contro ogni moda – anche sul retro, al posto delle consuete anticipazioni. Anche l’impaginazione è molto curata, quindi sin dall’inizio l’impressione è stata positiva, specie tenendo conto di avere tra le mani un esordio sia dal punto di vista dell’autrice che da quello della casa editrice. Ho iniziato a leggere animata da una prevedibile curiosità e non sono più riuscita a smettere: il libro è, infatti, meno di centocinquanta pagine che scorrono come un fiume.

La storia è apparentemente semplice: Gianni, trentenne che sbarca il lunario con delle lezioni private e delle traduzioni, si trova depositario del tenero segreto della sua allieva prediletta, Adele, incinta senza aver mai “conosciuto uomo”.

Venuto a sapere del prodigio dal medico della ragazza, il giornalista Andrea Nero ne approfitta invece per montare lo scoop che dovrebbe rilanciare la sua carriera e costringe i due giovani a una fuga precipitosa, per evitare di diventare un fenomeno da baraccone. Intanto, si consuma l’attesa delle famiglie e degli amici, con le storie di tutti che si intrecciano delineate da poche ma efficaci pennellate.

Che cosa dovranno affrontare Gianni ed Adele? E lei dice la verità?
È questo ciò che il lettore è portato a domandarsi per tutta la durata della lettura e la suspence è ben mantenuta fino all’ultima pagina grazie anche all’espediente della frammentazione della storia e dello slittamento del punto di vista tra un personaggio e l’altro.

La Bondì ha uno stile chiaro, ma non semplicistico. In un primo momento mi è sembrato fin troppo sincopato, ma con l’andare avanti ho realizzato che si tratta di un modo di scrivere assai funzionale alla trama che si stava dipanando sotto i miei occhi. Non vi è alcuna ridondanza, anzi: a volte si ha l’impressione che l’autrice lasci appositamente spazio all’immaginazione e ad un tocco poetico. Ciò che ho amato di più di questo libro è, infatti, l’ottima capacità di Maria Luce di tratteggiare i personaggi con poche linee e riuscire ugualmente a costruire attorno ad ognuno il proprio universo.

Ciò a cui ho pensato molto è stato un particolare della trama che, in un primo momento, mi è sembrato indebolisse l’impianto narrativo: mi sono chiesta infatti se, nella Sicilia dei nostri giorni, una gravidanza così straordinaria farebbe ancora notizia o non verrebbe piuttosto scambiata per mitomania. Davvero un giornalista si giocherebbe la credibilità per la soffiata di un ginecologo che ha eseguito un solo controllo sulla paziente? Se devo trovare un difetto a Nessun Peccato si tratta di un puntiglio di questo tipo, ma è anche vero che ognuna di queste domande costituisce uno spunto di riflessione.

Le tematiche si moltiplicano, dunque, al di là della storia principale, e toccano sia la coscienza religiosa e sociale di ognuno di noi, che la forza dell’amore e la ferocia con cui l’ambizione ci spinge, se necessario, a calpestare gli altri. Questi sentimenti, e altri ancora, emergono nei caratteri dei vari personaggi rendendoli vicini e tridimensionali e regalando alla narrazione la sua credibilità.

In conclusione, avrete capito che il libro mi è piaciuto. Trovo difficile scriverlo senza apparire condiscendente, ma trovo che sia un esordio più che buono, per Maria Luce a cui auguro di continuare su questa strada, e per Tanit di cui aspetto con ansia le prossime pubblicazioni.

  • Noe

    Neanche io sono estranea a Tanit, pranzo spesso a casa di Livia, sono zia dei suoi due cani e tante altre belle cose amichevoli.

    Embè?
    Mica se uno è amico si deve mangiare il cervello per forza e scendere nell’adulazione diabetica e lacrimogena!
    Magari il giudizio può essere un po’ migliore, un po’ più “comprensivo”, un po’ condizionato dall’affetto, però un buon giudizio è sempre un buon giudizio.
    Gli amici sono quelli che ti mandano a fanculo quando te lo meriti. :-p
    Se Tanit pubblicasse una vaccata (a mio parere, ovviamente), io glielo direi.
    Gentilmente, è ovvio, magari arrampicandomi su 100 specchi come una scimmia o portando del cioccolato fondente di consolazione, ma glielo direi.
    Poi non vedo perché un blog che sostiene tutto quello che considera “buono e bello” letterariamente, non debba recensire un libro solo perché pubblicato da chi se ne occupa.
    Presumo che Livia e la Tanit in genere l’abbiano trovato buono e bello, quanto meno. :-)
    Avrei trovato “conflittevole d’interesse” mettere loghi pubblicitari, messaggi subliminali e la scritta “Nessun peccato” dappertutto. Ma una recensione, sobria e critica (perché Elfo non fa un lungo sermone di complimenti, giustifica quel che dice) non mi sembra il male, suvvia.
    Semplicemente quel che Liblog farebbe per qualunque altro romanzo gradito, che vuole sostenere.
    Mi sembra implicito, ripeto, che Liblog sostenga e apprezzi quanto prodotto dalla Tanit.

    Aggiungo la mia mini e molto disimpegnata recensione su anobii, così aggiungiamo un altro parere. Favorevole, amichevole e sdolcinato.
    “Una duplice scommessa, “Nessun peccato”, per la casa editrice, di cui costituisce la prima pubblicazione, e per l’autrice, che con esso vede bello e stampato il suo primo romanzo.
    La grafica, il formato e la carta dell’edizione sono certo un pollice su, rivolto verso l’editore: ben selezionate le immagini in copertina (eccezionale quella nel retrocopertina), di squisita consistenza la carta, ben curato e rilegato il volume.
    Punti di forza dell’autrice, l’inserimento di una metafora molto forte che fa da sfondo all’intera vicenda, uno stile scorrevole ed elegante, la molteplicità di punti di vista che ci presentano la vicenda in tutte le sue sfumature, come se fosse riflessa da un prisma.
    Anticipare qualunque elemento della trama, sarebbe un attentato al piacere del lettore; tranquillizzo chi trema solo all’idea sul fatto che, nonostante quello che voci poco attente potrebbero far supporre, non è una storia d’amore.
    E neanche di sesso, in fondo.

    Buona lettura!
    E a chi è senza Nessun Peccato, sia scagliata la prima pietra!”

  • Noe

    Neanche io sono estranea a Tanit, pranzo spesso a casa di Livia, sono zia dei suoi due cani e tante altre belle cose amichevoli.

    Embè?
    Mica se uno è amico si deve mangiare il cervello per forza e scendere nell’adulazione diabetica e lacrimogena!
    Magari il giudizio può essere un po’ migliore, un po’ più “comprensivo”, un po’ condizionato dall’affetto, però un buon giudizio è sempre un buon giudizio.
    Gli amici sono quelli che ti mandano a fanculo quando te lo meriti. :-p
    Se Tanit pubblicasse una vaccata (a mio parere, ovviamente), io glielo direi.
    Gentilmente, è ovvio, magari arrampicandomi su 100 specchi come una scimmia o portando del cioccolato fondente di consolazione, ma glielo direi.
    Poi non vedo perché un blog che sostiene tutto quello che considera “buono e bello” letterariamente, non debba recensire un libro solo perché pubblicato da chi se ne occupa.
    Presumo che Livia e la Tanit in genere l’abbiano trovato buono e bello, quanto meno. :-)
    Avrei trovato “conflittevole d’interesse” mettere loghi pubblicitari, messaggi subliminali e la scritta “Nessun peccato” dappertutto. Ma una recensione, sobria e critica (perché Elfo non fa un lungo sermone di complimenti, giustifica quel che dice) non mi sembra il male, suvvia.
    Semplicemente quel che Liblog farebbe per qualunque altro romanzo gradito, che vuole sostenere.
    Mi sembra implicito, ripeto, che Liblog sostenga e apprezzi quanto prodotto dalla Tanit.

    Aggiungo la mia mini e molto disimpegnata recensione su anobii, così aggiungiamo un altro parere. Favorevole, amichevole e sdolcinato.
    “Una duplice scommessa, “Nessun peccato”, per la casa editrice, di cui costituisce la prima pubblicazione, e per l’autrice, che con esso vede bello e stampato il suo primo romanzo.
    La grafica, il formato e la carta dell’edizione sono certo un pollice su, rivolto verso l’editore: ben selezionate le immagini in copertina (eccezionale quella nel retrocopertina), di squisita consistenza la carta, ben curato e rilegato il volume.
    Punti di forza dell’autrice, l’inserimento di una metafora molto forte che fa da sfondo all’intera vicenda, uno stile scorrevole ed elegante, la molteplicità di punti di vista che ci presentano la vicenda in tutte le sue sfumature, come se fosse riflessa da un prisma.
    Anticipare qualunque elemento della trama, sarebbe un attentato al piacere del lettore; tranquillizzo chi trema solo all’idea sul fatto che, nonostante quello che voci poco attente potrebbero far supporre, non è una storia d’amore.
    E neanche di sesso, in fondo.

    Buona lettura!
    E a chi è senza Nessun Peccato, sia scagliata la prima pietra!”

  • Memy

    Grazie da parte mia a Elfo per la recensione ufficiale e a Noe per quella ufficiosa :D

  • Memy

    Grazie da parte mia a Elfo per la recensione ufficiale e a Noe per quella ufficiosa :D

  • Elfo

    E’ stato un vero piacere, Memy. :)

  • Elfo

    E’ stato un vero piacere, Memy. :)

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