Molto forte, incredibilmente vicino, Foer

Scritto da: il 25.02.09
Articolo scritto da .

Molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran FoerCi sono libri che, più degli altri, sono un piacere sia da leggere sia semplicemente da osservare, e Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer è tra questi. È un romanzo non facile, specialmente dal punto di vista emotivo, che affronta da una angolazione particolare il disastro delle Twin Towers. Ma accanto alla storia vera e propria ruota un corollario di “oggetti testuali”.

L’autore gioca davvero con tutto: immagini e collocazioni delle stesse in relazione al testo, ripetizioni delle immagini, talora solamente una somiglianza. Ma anche variazioni nella dimensione del testo, disposizione delle parole nella pagina, parole o frasi evidenziate, con cui crea un bellissimo gioco visivo.

L’ho divorato in breve tempo, ma prima o poi dovrò rileggerlo per cogliere tutti quegli indizi/dettagli che solo chi ha già letto un libro ben strutturato può davvero apprezzare. Vorrei poter analizzare ogni personaggio, ogni angolatura della trama e dello svolgimento dei fatti, ma non rovinerei mai a qualcuno la possibilità di questa lettura così affascinante e piena di percorsi.

Dico solo che tutta la prima metà, e anche di più, del libro è una continua sorpresa, un continuo avvicinarsi alla verità da diverse prospettive, un continuo capire, fare connessioni, dare un nome e un ruolo a personaggi che avevano solo una trama abbozzata e sconnessa dal resto. Ti spiazza di continuo, ti costringe a tornare indietro: alla frase prima, alla pagine prima, ad un’illustrazione precedente, a un capitolo già letto, a un nome dimenticato, a una data prima ignorata ed ora indispensabile.

Si legge in pochissimo tempo, lo stile è scorrevole, la trama interessante, a tratti divertente e a tratti commovente: in certe parti la tristezza prende davvero allo stomaco e capita, per qualche secondo, che sia necessario interrompere. Gradevole da sfogliare, per soffermarsi sulle illustrazioni (alcune fotografie sono davvero notevoli) o apprezzare meglio singole parti.

Ha un’unica pecca, ma questo dal mio punto di vista: più o meno alla fine, forse (anche se nell’ultimo capitolo in realtà l’autore è capace di recuperare la dimensione “speranzosa”) è un po’ dispersivo e leggermente ripetitivo, facendo perdere la tensione e il valore di certi elementi che potevano essere sottolineati meglio, o viceversa lasciati più alla discrezione del lettore.

Ne esistono un paio di edizioni, ambedue Guanda; quella in mio possesso è davvero bella: ve le consiglio entrambe. Un bella lettura, ma anche un bel libro.

  • http://www.lagiostra20.com/ Lisa

    dello stesso autore lessi “ogni cosa è illuminata”
    è troppo chiedere una recensione anche su quel titolo?

  • http://www.lagiostra20.com/ Lisa

    dello stesso autore lessi “ogni cosa è illuminata”
    è troppo chiedere una recensione anche su quel titolo?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Dipende da noemi, io glielo chiedo…

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    Dipende da noemi, io glielo chiedo…

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