Milingo contro tutti, Anniballi

Scritto da: il 14.09.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Milingo contro tutti - AnniballiCon un titolo così, e una copertina “evidente”, non potevo non farmi attirare da questo romanzo fuori dagli schemi, Milingo contro tutti. È stato un modo per conoscere una nuova casa editrice e cambiare orizzonte di lettura, ma soprattutto è stata una sorpresa: è uno dei migliori incipit che abbia letto quest’anno, frizzante, intrigante, ben scritto.

Filippo Anniballi scrive da molto, ma è al suo primo romanzo (edito da Ad est dell’equatore) e si cimenta con la vita disordinata e improbabile di Filippo Sanzini in una Roma più onirica che reale, un misto tra l’allucinazione da droghe e un’immaginazione un po’ paranoica.

La narrazione è fatta di flussi continui raccolti in macrocapitoli, ognuno con una funzione precisa e con titoli che fanno già capire il tono generale: “Heidi tra incesto ed eroinomania” è il primo, quello che introduce il protagonista e la sua sregolata attività mentale, iniziando a descrivere una routine quotidiana con comparse che si fatica a collocare tra immaginario e reale.

Il personaggio principale è a tutti gli effetti un narratore inaffidabile, uno da cui non si sa mai se si ottiene la verità o un parto di una mente contorta e obnubilata da sostanze psicotrope di ogni tipo; di più, un cinico, uno che ironizza – talvolta un po’ acido – su tutto e su tutti.

Subito dopo la presentazione del nostro uomo inizia il romanzo vero e proprio, con un incarico da thriller classico: ritrovare la ragazza smarrita all’estero e ricondurla sana e salva dai suoi genitori in attesa. Ma nulla in questa storia è normale o tipico, a partire dalla ragazza che, invece di essere la solita bellezza perfetta è, a sentire Filippo, “un cesso”. La ricerca di Priscilla Maruscini è il motore di una nuova azione, spostata stavolta a Londra, e di nuove follie.

Quasi dimenticavo il Milingo del titolo: beh, sappiate che il famoso Monsignore esorcista, ovviamente rivisitato dalla fantasia allucinata di Sanzini, ricopre un ruolo tutt’altro che marginale e sarà fondamentale specialmente nella frenetica azione conclusiva. Di più sulla trama non posso e non voglio dirvi, per non rovinarvi i piccoli colpi di scena disseminati lungo il testo.

Il romanzo è una continua iperbole, psichedelico come già preannunciato dal colore della copertina e dal tono dell’immagine. La scrittura ricorre spessissimo a metafore, ben congegnate e inusuali, deliranti quanto il protagonista, metafore funzionali a far entrare il lettore nella sua mente. Lo stile è scoppiettante, con pagine che passano da un argomento all’altro senza tuttavia dare l’impressione di incoerenza.

Un ottimo avvio, per Anniballi, e una lettura piacevole per conoscere Ad est dell’equatore.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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