Ormai lo saprete, non sono esattamente una fan dei thriller. Ma quando ho bisogno di staccare, di alleggerire la mia giornata, mi dedico a letture profondamente di genere, come, in questo caso, Melodia di Daniele Bonfanti.
Gli elementi del thriller ci sono tutti, il mistero sulle origini, il pericolo mortale, l’azione concitata che spezza la linearità della vita del protagonista; a questi si va ad aggiungere l’elemento esoterico, la ricerca della Verità celata.
L’intreccio, fedele al suo nome, è molto intricato, formato da un canto ed un controcanto distinti che compongono un unico quadro: da un lato una storia di angeli, demoni e profezie, dall’altro la Storia della terra e il suo senso.
La narrazione procede affrontando i grandi misteri irrisolti della storia umana, dall’Ordine dei Templari alle dettagliate conoscenze astronomiche delle antiche civiltà, ripercorrendo per gran parte anche la storia del cristianesimo.
Presenza importante, come nella vita dell’autore (che si è ritagliato un cammeo nel libro), i felini, che sono non solo comprimari ma personaggi fondamentali nello sviluppo della trama, e il cui ruolo si chiarisce solo al termine del romanzo.
Lo scioglimento infine ha il sapore del sogno o dell’illusione, quella sensazione di avvenimento da dormiveglia, che lascia una patina di sospensione e incertezza aggiuntiva, velando invece di svelare.
La scrittura è sintetica, diretta, rapida, benché alcune volte, data la corposa quantità di informazioni, sia necessario rallentare un po’ il passo della lettura, specie per chi non è particolarmente incline a questi temi o non ne abbia conoscenza.
Nell’insieme un libro intrigante, da leggere, come ho fatto io, in una giornata uggiosa, con una coperta addosso e il proprio animale da accarezzare. In questo caso, meglio se gatto.
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