Magia Rossa, Manfredi

Scritto da Elfo alle 05:55 del 26 Maggio 2009

Magia rossa – Gianfranco ManfrediCon questo articolo torno al connubio Gargoyle Books/Gianfranco Manfredi, un’alleanza che mi aveva già colpita molto con Ho freddo e che mantiene le promesse con la riedizione di Magia Rossa, che l’autore aveva già dato alle stampe con Feltrinelli nel Maggio del 1983.

Se per i fanatici del fantasy classico la magia rossa è ciò che delinea la neutralità dell’incantesimo, laddove magia nera e bianca sono agli opposti del male e del bene, qui invece il rosso è il colore della lotta comunista o, per meglio dire, operaia.

I fatti si svolgono a Milano, città industriale per eccellenza; qui i tre protagonisti sembrano, in un primo tempo, essere parte di un triangolo sentimentale senza troppi guizzi: lui è Mario, consulente del Museo di Scienza e Tecnica, lei è Marisa e fa l’attrice, l’altro è il giornalista Alberto.

Il menage della coppia viene sconvolto dall’interesse morboso che un articolo di Alberto sulle gesta di un sedicente mago vissuto nella seconda metà dell’Ottocento scatena in Mario. La ricerca sul misterioso Tommaso Reiner, un uomo in grado di dominare le macchine industriali con la sola forza del pensiero, è in un primo momento condivisa. Poi, però, a causa di avvenimenti sempre più cupi e inspiegabili, Alberto tenta di abbandonare e cerca di trarre in salvo Marisa, di cui è sinceramente innamorato. Ma è troppo tardi: il mago, folle e inarrestabile, ha trovato il modo di proseguire la sua esistenza terrena ed è pronto a spazzare via tutto ciò che gli si opporrà come ostacolo.

Il talento di Manfredi sta, in questa particolare occasione, nel far respirare ai lettori un’atmosfera tutta speciale: la Milano a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, ma anche le pennellate Ottocentesche che presentano i tempi difficili della rivoluzione operaia, con le dure repressioni del movimento socialista nel Maggio del 1868. Su questo sfondo volutamente appesantito, aleggia lo spirito inquieto di Rainer, figura misteriosa legata alla massoneria: pazzo completo, ubriacato da poteri sovrumani ma anche essere umano alla continua ricerca dell’eternità.

Davanti a lui i tre protagonisti sono sia atterriti che affascinati: Mario in particolare – descritto come uomo ombroso e malinconico – viene attratto nell’orbita di questo spirito maligno senza potersi opporre.

Lo stile di Manfredi, pulito ma non semplicistico, si arricchisce di toni visionari ma è capace di imitare anche i modi di scrivere ottocenteschi negli stralci di corrispondenza e nei diari di coloro che avevano conosciuto Rainer, donandoci così maggiore facilità nel compiere con la mente i balzi temporali necessari a seguire debitamente la vicenda.
Una parola va spesa inoltre per l’edizione come sempre molto curata: la sovra-copertina con l’illustrazione di una fotografia di Milano data alle fiamme rende quasi a colpo d’occhio ciò che sarà lo spirito del romanzo.

La casa editrice ha rinnovato quasi totalmente il sito internet, quindi se volete avere qualche notizia in più potete collegarvi al link Gargoyle Books.

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l'autore di questo articolo è Elfo. Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;) (Scrivi all'autore).

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1 Commento to “Magia Rossa, Manfredi”

  1. tomtraubert il 26 Maggio 2009 alle 10:41 ha scritto:

    Interessante. Manfredi è uno bravo, per chi non lo sapesse inizia come cantautore arrabbiato negli anni ‘70 (con titoli come “Zombies di tutto il mondo unitevi”!), per poi progressivamente dedicarsi sempre di più alla scrittura, anche come sceneggiatore di fumetti (è suo Magico Vento edito da Bonelli). Di suo ho letto Ultimi Vampiri, uscito sempre per Feltrinelli qualche anno dopo di questo, ed era carino in effetti.

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