L’Uccello del Sole, Smith

Scritto da: il 17.08.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Per molti anni, sbagliando, ho considerato Wilbur Smith solo come un autore di quelli che chiamo “best seller da supermercato”,  che si trovano anche nel reparto libri in sconto dell’Ipercoop senza brillare per particolare qualità del testo. Devo dire che la lettura del romanzo L’uccello del sole, edito dalla TEA (e trovato, questo sì, all’Ipercoop) mi ha fatto finalmente cambiare idea.

La storia si ambienta in Botswana e si dipana su due livelli. L’archeologo Ben Kazin si trova nello stato africano per seguire le ricerche della mitica città di Opet per conto del miliardario, mecenate ed amico Louren Sturvesant. Aiutato dalla brillante studiosa Sally, di cui si innamora, Ben si avvicina alla scoperta della sua vita: i resti della città, dai quali si evincono le vicende che l’hanno portata all’ascesa e alla distruzione, inesorabilmente legate al destino del re Lannon Hycanus, del grande sacerdote Huy Ben Amon e della bellissima sacerdotessa Tanith.

Immediatamente il lettore viene portato a ricollegare gli avvenimenti del presente con le vestigia del passato, la cui trama si svela nella seconda parte del libro in una sorta di “romanzo ombra” in cui si muovono coloro che sembrano le incarnazioni precedenti dei protagonisti. Il triangolo amoroso è funzionale ad approfondire la psicologia dei personaggi ed è motore di una serie di intrighi e misteri che tengono il lettore incollato alle pagine.

Il rapporto di amicizia e rivalità tra i due personaggi principali Ben – gobbo, intelligente e sensibile – e Louren (bellissimo, ricchissimo, ma arrogante ed impulsivo) è anch’esso un punto di forza del romanzo per quanto riguarda lo sviluppo  della trama perché conferisce al testo una inaspettata profondità e serve a rendere poetica e struggente anche l’eco che se ne ha nel passato, quando il re ed il Grande Sacerdote arrivano quasi ad odiarsi per l’amore di una donna seppur meritevole come Tanith.

Lo stile  è scorrevole quanto basta, le descrizioni sono vivide specie  quando si parla dei paesaggi africani di cui da anni Smith si è fatto cantore ed anche i particolari fantasiosi e storici hanno spesso aspetti molto accattivanti. In poche parole, L’uccello del Sole è un romanzo molto godibile per chiunque ami l’avventura e non disdegni l’idea di calarsi per qualche ora in un mondo ed un tempo lontanissimi ed affascinanti.

Decisamente consigliato per questi torridi pomeriggi, insieme ad una bibita fresca.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Lo lessi un po’ di tempo fa, e mi lasciò la sensazione di incompiuto e indefinito, termina senza una vera fine ma senza un vero finale aperto. Sicuramente una lettura estiva, ma non tra le migliori che mi siano capitate a tiro :)

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Lo lessi un po’ di tempo fa, e mi lasciò la sensazione di incompiuto e indefinito, termina senza una vera fine ma senza un vero finale aperto. Sicuramente una lettura estiva, ma non tra le migliori che mi siano capitate a tiro :)

  • Carlo Lo Re

    Bentornati, carissimi … Mi siete mancati …

  • Carlo Lo Re

    Bentornati, carissimi … Mi siete mancati …

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Grazie, Carlo, avevamo bisogno di ricaricarci un po’ :)

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