Lontano da qui, Meli

Scritto da: il 30.03.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

lontano da qui - Giulia MeliCi sono certi romanzi che si accoccolano dentro di te; si adattano al momento che stai vivendo, toccano alcune corde che speravi fossero ben nascoste e – in qualche modo – ti danno una mano.

Lontano da qui di Giulia Meli (Las Vegas Edizioni) mi è arrivato per posta questa mattina ed ho appena terminato di leggerlo. Sono circa le 17.00, se qualcuno se lo stesse chiedendo.

La protagonista si chiama Ale (come me!) ed ha scelto di rompere con la sua vecchia vita per isolarsi in un casolare in campagna, insieme ai suoi cani e ai suoi cavalli. Solo così le sembra di poter andare avanti, solo così riesce a trascinare i suoi giorni sentendosi al sicuro. Si è chiusa in se stessa per superare un grosso trauma che non viene subito spiegato e pensa così di riuscire a riprendere il controllo.

Il passato però torna a bussare alla sua porta (nemmeno tanto metaforicamente!) nei panni della sua vecchia amica Elena, bisognosa di sostegno dopo una delusione amorosa. Elena si porta dietro molti ricordi ed un’ondata di novità rappresentate anche da Tommaso, il loro ex istruttore di equitazione, il quale non sembra mosso solamente dalla curiosità nei confronti di Ale. La ragazza però dovrà combattere contro un nemico interiore potente e terribile e la vittoria in questa lotta non è scontata come nei libri fantasy.

Ciò che mi ha colpita di più in Lontano da qui è il canto della solitudine che attraversa tutto il testo. L’isolamento che può essere salvifico, ma anche trappola. Chi non si è mai sentito solo, benché a volte circondato da tante persone? La riflessione sulle potenzialità e sui pericoli della solitudine non abbandona mai la protagonista, che nel suo “eremo” sembra aver trovato la pace e l’equilibrio, ma lascia sempre intuire come, al di sotto della superficie, l’animo umano non possa raggiungere la vera felicità senza gli altri. È allora che la solitudine diventa rassegnazione e si fa pericolosa. Il ritiro in un casolare solitario non è forse anche una punizione inflitta a se stessi?

I piccoli passi che Ale muove ogni giorno per uscire dalla prigione in cui si è volontariamente condannata sono parte del percorso di tanti di noi quando siamo reduci da una brutta delusione e tendiamo ad escludere il prossimo, che potrebbe ferirci, senza capire che così facciamo a noi stessi ancora più male.

Per renderci ancora più chiaro il concetto, la Meli inserisce i personaggi di Elena e del vicino di “casolare” Max, che si innamorano in un batter d’occhio, nonostante siano entrambi reduci da esperienze pesanti con altre persone: loro sono il modo dell’autrice di suggerirci che la felicità è a portata di mano, se non ci si chiude al mondo, perché esso sa sempre come sorprenderci.

Lo stile è semplice, diretto, mai appesantito da troppi fronzoli e nello stesso tempo offre descrizioni molto evocative, specie riguardo ai paesaggi ed ai colori della natura. La natura, appunto, sembra un altro dei protagonisti, sia per la delicatezza e la precisione con cui viene pennellato l’ambiente sia per come sono messi in risalto gli animali – in questo caso cani e cavalli – che assumono quasi ruoli di personaggi veri e propri.

Lontano da qui è un libro adatto a chi sta attraversando, o ha attraversato, un momento di difficoltà: ci ricorda che è inutile recriminare sugli errori del passato, che possiamo scappare da tutto, ma non da noi stessi e che nelle più piccole cose del presente è nascosto il segreto per guardare al domani con occhi nuovi.

  • Only

    Interessante! credo proprio che te lo chiederò in prestito…

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  • http://www.andreamalabaila.it Andrea

    Non si prestano i libri ;-)

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  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Si che si prestano. Perchè una volta letto uno, il lettore può pensare “Ma guarda come lavora bene questa casa editrice!” e cercare gli altri. :)

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