Lo zio Silas, Le Fanu

Scritto da: il 02.09.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Lo zio Silas – Le FanuJoseph Sheridan Le Fanu, scrittore irlandese del diciannovesimo secolo, è conosciuto in Italia soprattutto per i suoi racconti brevi sul sovrannaturale: parliamo di Tè verde e Carmilla, per citare due dei più conosciuti e ripubblicati, anche in diverse raccolte di autori vari.

Eppure Le Fanu, cosa poco nota da noi, era artefice anche di un romanzo lungo, Lo zio Silas, per qualche motivo inspiegabile inedito in Italia fino a quando la Gargoyle books, mantenendo la promessa che fece agli amanti del genere horror di dare alle stampe opere mai arrivate in Italia, non l’ha pubblicato nel 2008, permettendoci tra l’altro di godere di una buona traduzione a opera di Annarita Guarneri.

Lo zio Silas è una classicissima storia dell’ottocento, che non si discosta dai cliché del genere gotico: c’è la fanciulla in difficoltà in un grande maniero desolato, c’è un bel po’ di suspense, molto mistero e non manca l’elemento horror. Lettura scontata quindi? Affatto, direi piuttosto un piacevolissimo salto nel passato in anni di tanta – e a volte pessima – letteratura orrorifica moderna.

La giovane Maud è l’unica figlia di un ricco possidente un po’ eccentrico che, dotato di uno spirito religioso così peculiare da essere al limite con la blasfemia, fa vivere entrambi come dei reclusi. L’unico contatto della ragazza con il mondo esterno è la mondana Lady Knolls, una cugina che rappresenta il riferimento femminile nella vita della fanciulla, orfana di madre.

Alla morte prematura del padre il sorprendente testamento nomina tutore della ragazza non Lady Knolls, come entrambe si aspettavano e speravano, ma il proprio fratello Silas. L’uomo, sconosciuto alla nipote, era stato allontanato anni prima dalla famiglia perché dedito a una vita dissoluta ed equivoca e questo rende inspiegabile a tutti, Maud per prima, la volontà del genitore.

Ma erano anni in cui le ragazze di buona famiglia non avevano altra scelta che obbedire quindi Maud si trasferisce in casa dello zio, un uomo che vive così isolato da costringere la ragazza a una reclusione ancora peggiore di quella a cui era abituata. Lì apprende notizie sul passato oscuro del parente, circolano dicerie che la disgrazia che capitò in casa sua, in cui un uomo morì, forse fu omicidio….

A poco a poco Maud, influenzata dall’atmosfera cupa della casa e intimidita dalla personalità ancora forte di Silas, comincia a temere per la propria incolumità. E se le dicerie sull’uomo fossero vere? E se lo zio, nonostante sia ormai un vecchio malato schiavo delle droghe che inizialmente servivano per curarlo, non fosse cambiato di una virgola? La cosa certa è che l’uomo sembra versare in pessime condizioni economiche e che se Maud dovesse morire senza eredi, sarà lui quale parente più prossimo a entrare in possesso di tutte le ricchezze della ragazza…

Lo zio Silas è un romanzo ricco di tensione e a tratti agghiacciante, che pecca di alcune frivolezze alla Ann Radcliffe che fanno sorridere, ma lo stesso non tolgono verve al racconto.
Esso si mantiene sapientemente in bilico tra thriller e l’horror, senza mai protendere davvero per una delle due parti.

Da leggere assolutamente se non vi facevate sfuggire nessuna delle storie horror che la Newton&Compton pubblicava con grande successo negli anni 90 nella sua collana 1000 lire (alzi la mano chi non ne ha almeno uno in casa!).

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