Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Stevenson

Scritto da: il 02.02.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Uno dei temi più affascinanti che riguardano la psiche umana è senza dubbio quello del Doppio, l’Altro che – secondo molti scrittori, psicologi e filosofi – si nasconderebbe in ognuno di noi. Nel 1886 Robert Luis Stevenson ci regala un testo di chiara matrice fantastica, che ha avuto il merito di fissare l’archetipo della doppia personalità e i cui personaggi sono entrati a far parte del nostro substrato culturale: Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, che io ho letto nella versione tascabile edita dalla Newton Compton.

La storia si svolge in un imprecisato anno del XIX secolo a Londra; l’avvocato Utterson si trova a fare da testimone ad una serie di fatti misteriosi che coinvolgono un certo signor Hyde (si noti che in inglese questo nome suona come il verbo to hide, cioè “nascondere”), il quale sembra essere ospite di un amico comune: il rispettabile dottor Henry Jekyll. Fin qui non vi sarebbe nulla di strano se Hyde non ispirasse disgusto e terrore in chiunque abbia modo anche solo di intravederlo.

Per di più le sue azioni, fin dal principio prive di morale, sembrano scivolare verso il misfatto a velocità precipitosa. Utterson si insospettisce ancora di più quando diviene custode del testamento di Jekyll, il quale designa Hyde suo erede universale in caso di morte o sparizione prematura. Nessuno dei gentiluomini che circondano l’avvocato ed il dottore, né i domestici che vivono con Jekyll riescono a dare informazioni precise sull’identità del misterioso Hyde.

Questi, dal canto suo, sembra riuscire a volatilizzarsi per giorni e giorni per poi riapparire quasi magicamente; Jekyll intanto sembra sempre più gracile, insicuro e terrorizzato. La vicenda si complica quando cominciano a verificarsi degli omicidi i cui indizi principali portano ad Hyde.

Utterson non capisce perché Jekyll difenda un criminale e lo tenga addirittura nella sua casa, ma la situazione precipita in fretta: il buon dottore presto scompare e dopo diversi giorni di ricerche l’avvocato irrompe nel suo studio dove trova anche Hyde, che si è suicidato con l’acido. Solo in una confessione scritta, l’orrore verrà a galla: Hyde non è che l’alter ego di Jekyll, il quale è riuscito a separare chimicamente le due parti della psiche umana, creando però un mostro che ha finito per fagocitarlo.

L’espediente di Stevenson di creare un punto di vista limitato come quello dell’avvocato Utterson è stato, secondo me, un colpo di genio: in questo modo, infatti, l’autore riesce a mantenere il senso di suspence dalla prima all’ultima pagina. I personaggi sono delineati con pennellate precise, non ci sono sbavature e l’ambiguità del dottor Jekyll, che pure dovrebbe essere un personaggio totalmente positivo e si rivela il cuore del mostro, è davvero ammirevole.

Jekyll è infatti mostruoso ben più di Hyde nella sua determinazione di voler separare ciò che Dio ha voluto fosse un tutt’uno. Come Faust, come Frankenstein, egli ha anteposto la conoscenza alle leggi di natura e ne è rimasto vittima.

I personaggi secondari, Utterson a parte, sono forse un po’ sacrificati alla grandezza narrativa dei “due” protagonisti. La scelta di non descrivere mai bene il signor Hyde, se non attraverso i sentimenti di disgusto che egli provoca in chi entra in contatto con lui, è davvero azzeccata.

L’ambientazione è ben definita, sia nei particolari riguardanti la città sia negli ambienti ristretti, come ad esempio, il laboratorio del dottore: tuttavia essa serve soltanto come cornice ad una storia che potrebbe essere inserita ovunque, dato che si svolge con maggior peso nella sfera mentale dei personaggi, i quali vengono divorati con sempre maggiore famelicità dalla tensione che circonda l’ignoto.

Da riscoprire, dunque, per chiunque voglio confrontarsi con un classico che non ha nulla di “vecchio” e può far riflettere molto su temi assoluti come il Bene, il Male…e quel che c’è tra di essi.

  • Only

    Una vera chicca della letteratura fantastica! ^^

  • Only

    Una vera chicca della letteratura fantastica! ^^

  • tomtraubert

    Capolavoro assoluto che travalica ampiamente i (supposti) confini della letteratura cosiddetta “di genere”. Stevenson era un genio.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    Sì, è senz’altro un romanzo fondamentale e non il solo in cui R.L. Stevenson tratta il tema del doppio (vedi il Master di Ballatrae di tre anni più tardi) tema, peraltro, non nuovo nella letteratura: già qualche decennio prima l’aveva trattato in un suo lungo racconto – William Wilson – E.A. Poe. Il tema, in senso lato, era già cominciato sin dalla Letteratura classica con l’apparizione e la trattazione, in commedie o altri scritti – dei gemelli. Alla fine dell’800 molti scrittori di nazionalità varia lo trattarono. Che cosa c’era di nuovo? La sensazione sempre più forte che oltre a ciò che era materialmente visibile nell’uomo ci fosse una recondita parte oscura. A ciò aveva già iniziato a studiare un certo Freud in una maniera più o meno scientifica. Ma i suoi lavori più significativi usciranno col nuovo secolo. Per quanto riguarda il tema in oggetto, un suo collaboratore – Otto Rank darà nel ’25 (ma l’aveva già scritto nel 1914) un notevolissimo contributo con un volumetto smilzo ma densissimo intitolato né più né meno “Il Doppio” che la Newton Compton pubblicò parecchi anni fa.
    Credo, tuttavia, che sarebbe forse un errore associare questi studi al personaggio di Hyde; parlando di lui, Stevenson disse che in questo suo personaggio erano rappresentati gli istinti più primitivi, il che più che a inconsci vari, fa sinceramente più pensare all’influsso – di cui si sta ancora risentendo – di un saggio comparso 27 anni prima del “Jekyll” ossia nel 1859: L’origine delle specie di un certo Charles Darwin, un riservato naturalista britannico di mezza età. Quando il suo saggio uscì, andò a ruba e in due giorni fu esaurito.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    Sì, è senz’altro un romanzo fondamentale e non il solo in cui R.L. Stevenson tratta il tema del doppio (vedi il Master di Ballatrae di tre anni più tardi) tema, peraltro, non nuovo nella letteratura: già qualche decennio prima l’aveva trattato in un suo lungo racconto – William Wilson – E.A. Poe. Il tema, in senso lato, era già cominciato sin dalla Letteratura classica con l’apparizione e la trattazione, in commedie o altri scritti – dei gemelli. Alla fine dell’800 molti scrittori di nazionalità varia lo trattarono. Che cosa c’era di nuovo? La sensazione sempre più forte che oltre a ciò che era materialmente visibile nell’uomo ci fosse una recondita parte oscura. A ciò aveva già iniziato a studiare un certo Freud in una maniera più o meno scientifica. Ma i suoi lavori più significativi usciranno col nuovo secolo. Per quanto riguarda il tema in oggetto, un suo collaboratore – Otto Rank darà nel ’25 (ma l’aveva già scritto nel 1914) un notevolissimo contributo con un volumetto smilzo ma densissimo intitolato né più né meno “Il Doppio” che la Newton Compton pubblicò parecchi anni fa.
    Credo, tuttavia, che sarebbe forse un errore associare questi studi al personaggio di Hyde; parlando di lui, Stevenson disse che in questo suo personaggio erano rappresentati gli istinti più primitivi, il che più che a inconsci vari, fa sinceramente più pensare all’influsso – di cui si sta ancora risentendo – di un saggio comparso 27 anni prima del “Jekyll” ossia nel 1859: L’origine delle specie di un certo Charles Darwin, un riservato naturalista britannico di mezza età. Quando il suo saggio uscì, andò a ruba e in due giorni fu esaurito.

  • http://liblog.blogdo.net Elfo

    Molto interessante Sfranz! Grazie per l’approfondimento! ^_^

  • http://liblog.blogdo.net Elfo

    Molto interessante Sfranz! Grazie per l’approfondimento! ^_^

  • Sfranz

    Adesso che ci penso, non ho tempo di controllare (devo andare a fare gli scrutini del I quadrimestre) ma il saggio di Rank è stato pubblicato da Sugarco, non come erroneamente ho scritto e me ne scuso, da Newton Compton!

  • Sfranz

    Adesso che ci penso, non ho tempo di controllare (devo andare a fare gli scrutini del I quadrimestre) ma il saggio di Rank è stato pubblicato da Sugarco, non come erroneamente ho scritto e me ne scuso, da Newton Compton!

  • Francesco

    ma come cazzo te ne esci only!!!!!! bha…

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