Come mamma di prole numerosa conosco a menadito gli autori per l’infanzia, e non vi nascondo che il mio sogno segreto sia quello di entrare a far parte di questa olimpica categoria. Una delle mie, anzi della nostre, firme preferite è senz’altro quella di Roberto Piumini, varesino di adozione e per questo per me ancora più caro. Di questa deliziosa penna notissima a bambini e ragazzi oggi vi presento un libro un po’ datato, pubblicato nel 1987, e che ha fatto sognare già un paio di generazioni di giovani lettori: Lo Stralisco.
Non è propriamente un libro per l’infanzia. È piuttosto un romanzo breve, o meglio ancora un ampio racconto destinato agli adolescenti, pubblico al quale Piumini, vincitore di una delle prime edizioni del premio Chiara nel 1991, ha indirizzato parecchia della sua vasta produzione.
La vicenda narrata ha come protagonista un pittore paesaggista, Sakumat, a cui un burban – una figura di governatore importante – affida un compito molto delicato: affrescare gli interni delle tre stanze del palazzo dove alloggia suo figlio. Fra il bambino Madurer, affetto da una malattia incurabile per cui gli è vietato esporsi alla luce del sole e il pittore si instaurerà un’amicizia intensa nella quale si affiancherà, gentilmente, il padre.
Il bambino, la cui fantasia fervida suggerisce i soggetti della raffigurazione, si fa dipingere dall’amico pittore il mondo che ha conosciuto solamente nelle pagine dei suoi libri: pascoli, prati, mari, montagne, pianure, boschi di cedri, farfalle, uccelli variopinti e ancora mille animali diversi.
Madurer vive questo suo mondo per la prima volta attraverso i colori della pittura e sceglie da sé, in un sommo impeto di ispirazione, le tinte del prato che sarà per lui il luogo del dolce, definitivo riposo.
È un libro struggente, Lo Stralisco, dove un’amicizia singolare illumina una piccola vita larvale e le suggerisce il suo significato. Ed è attuale più che mai il suo insegnamento: dove l’esistenza parrebbe esprimersi con dei grossi limiti, con la preclusione della normalità di poter vedere, sentire, toccare e respirare, un sentimento di dedizione da una parte, e di discenza muta dall’altra sublimano la crisalide e preparano il terreno alla felicità ultraterrena.
Attraverso le pagine scorrevolissime e ad un tempo intense di Piumini, per mezzo della sua sapiente cesellatura dove le parole sono luminose ed evocano tavolozze cangianti il lettore è accompagnato in una dimensione sospesa. Tante sono le metafore indimenticabili del libro: il tempo che si fa pennello di luci sempre più soffuse; la morte vista come un prato che si addormenta di una stanchezza felice; il risveglio nel giardino gioioso e paradisiaco – topos etimologico tanto caro alla letteratura classica; la vita stessa attraverso il gioco comune dell’ispirazione e della pittura.
È un libro incantevole e senza tempo, Lo Stralisco, che sa commuovere lettori di ogni età e disposizione intellettuale e che non finirebbe mai di ricominciare a leggere.
Pingback: Notizie dai blog su Roberto Piumini, E poi? E poi? E poi?
Pingback: Notizie dai blog su Roberto Piumini a Scivolanda 8, 9 e 10 aprile 2010