I libri di Stephen King sono come le ciliegie: uno tira l’altro. Così, appena chiuso “Christine” mi è venuta una voglia insopprimibile di rispolverare un’altra delle vecchie glorie che hanno contribuito al successo del “re” ed ho scelto L’incendiaria, nella vecchia edizione di Mondadori.
La protagonista, Charlie McGee, è una bella bambina di otto anni che dietro il visino d’angelo nasconde la terrificante capacità di poter accendere il fuoco col pensiero. Fin dall’inizio del libro la troviamo in fuga col padre da una misteriosa organizzazione denominata “La Bottega” che vuole condurre esperimenti su di lei, dopo averle ucciso la madre.
La bimba è il frutto dell’amore tra due persone su cui la stessa organizzazione aveva sperimentato un farmaco per lo sviluppo dei poteri extrasensoriali e infatti Andy ha la facoltà di spingere le persone a fare ciò che desidera, seppure a prezzo di atroci dolori.
Quando “La Bottega” li cattura, Charlie si troverà ad affrontare da sola sia degli uomini senza scrupoli, come il nativo americano Rainbird che cerca di irretirla sfruttando il suo buon cuore, sia il proprio mostro interno: il desiderio di bruciare tutto e il piacere che la avvolge quando lo fa.
Nel libro si possono rintracciare horror, azione e persino un pizzico del “romanzo di formazione”, sebbene nel più puro stile di King. Il percorso di Charlie tra l’infanzia e l’adolescenza è un cammino di sofferenza sia per quanto riguarda l’aspetto psicologico (la perdita dei genitori e il tradimento di Rainbird) sia dal punto di vista del fenomeno paranormale. Il potere insito in Charlie sembra avere una vita propria e terrorizza la ragazzina perché, oltre ad essere fuori controllo, la lusinga. Al di là della lotta per la propria vita e per quella di suo padre, la bambina deve affrontare il proprio demone interno ed è proprio quello il nemico più insidioso.
La vena narrativa di King, davvero inesauribile, si manifesta al suo meglio nella caratterizzazione dell’antagonista Rainbird, un astuto assassino che si spaccia per uomo delle pulizie pur di conquistare l’affetto e la fiducia di Charlie e poi tentare di ucciderla sadicamente. La sua mente disturbata è però capace di partorire un inganno molto fine, e di far leva sui sentimenti più umani della sua vittima. Un gioco mortalmente affascinante, se si considera che Charlie non è certo indifesa.
Lo stile come al solito intenso, pulito e diretto si rivela perfettamente funzionale alla storia, ma questa non è una sorpresa: con le sue descrizioni King è capace di creare nella mente del lettore immagini così nitide da sembrare cinematografiche ed è forse per questo che Hollywood ha omaggiato questo autore con decine e decine di trasposizioni. Anche “L’incendiaria” ha la sua: si tratta di “Fenomeni Paranormali Incontrollabili”, con una deliziosa Drew Barrymore nei panni della piccola protagonista.
Letto un’estate di tanti anni fa (davvero un’altra vita) L’incendiaria è forse un King “minore” ma nondimeno una lettura fulminante. Ci sono ben poche certezze nella vita ma zio Steve è una di queste!
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