Letture estive II – Le donne sono diverse, De Crescenzo

Scritto da: il 22.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @CentolibriTempo di riletture anche, l’estate. Tempo di ritrovare quei libri che magari avevamo dimenticato o che sul momento non ci avevano lasciato grandi impressioni. Come questo di Luciano De Crescenzo, autore che ho molto amato in gioventù, Le donne sono diverse, reinterpretazione libera delle Heroides di Ovidio.

Heroides è una raccolta di ventuno lettere che Ovidio immagina scritte dalle donne della mitologia ai loro uomini, spesso in fuga. Perché se c’è una caratteristica che accomuna queste donne è l’essere sedotte, usate o amate, ma sempre abbandonate.

Teseo sarebbe perduto senza Arianna, eppure la abbandona alla prima occasione sull’isola di Nasso. Questa parte del mito, spesso ignorata, ci lascia in eredità il famoso detto “piantare in Nasso” (che molti ritengono sia piantare in asso, sbagliando sia filologicamente sia concettualmente: che senso ha piantare in asso?), riferito proprio all’abbandono subìto senza nessun preavviso.

Medea, Saffo, Faone, Didone condividono lo stesso destino di donne, reagendo in modi differenti ma molto spesso sulla stessa falsariga. Nei miti scritti da uomini per uomini De Crescenzo riprende l’opera di Ovidio, ridando dignità e voce ai ruoli trascurati. Scherzandoci su.

In realtà molte eroine nemmeno le ricordavo, nonostante I miti greci di Graves mi abbia accompagnata spesso nella mia adolescenza. Né ricordavo che Paride, proprio lui, abbandona Enone prima di incontrare Elena. E si ipotizza che il suicidio di Saffo sia dovuto non ad una donna ma ad un uomo.

A dare l’impronta “estiva” al tutto è la capacità narrativa dell’autore, ironico e incline alla battuta, che rende moderna e alla portata di tutti una pagina di letteratura antica di grande rilevanza, sia per le innovazioni nel canone mitologico sia per la riscrittura di alcuni miti con un approccio che potremmo definire “psicologico”.

Ed alla fine non si può che concordare con il titolo: le donne sono diverse.

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