Letture estive I – Un posto nel mondo, Volo

Scritto da: il 21.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @centolibri.itD’estate, complice il sole giaguaro e la stanchezza accumulata, molti, me compresa, si concedono letture più leggere, sconfinando nel frivolo. E mi chiedo perché non dovremmo, in fondo leggere non è un dovere, ed alternare estrema serietà al puro svago non fa male a nessuno.

Una lettura disimpegnata ma non per questo meno gradevole potrebbe essere Un posto nel mondo, di quel Fabio Volo che un po’ tutti conoscete sia attraverso la tv che la radio. Per fortuna non il solito personaggio famoso che non riesce a scrivere due righe in croce. Non il prossimo Proust, ma un intrattenitore di discreta bravura.

Volo ha il pregio di affrontare i temi della sua generazione, quindi di parlare di ciò che conosce. Sono in fondo temi che attraversano i tempi moderni, stabilità e alea, relazioni, progetti, e quel tanto di insicurezza cui siamo abituati. Particolarmente riuscita la metafora iniziale che paragona la vita al tram, e che rende in sintesi l’idea di incasellamento della realtà moderna.

Attraverso il protagonista e gli altri personaggi Volo dà voce ad una inquietudine diffusa, alla sensazione di insoddisfazione costante dei trentenni adolescenti italiani. Non ai bamboccioni ministeriali, ma a quelli che non sanno più perché devono tirare la carretta anche se la carretta si muove da sola.

Michele, voce narrante, è la rappresentazione del tipo umano più diffuso, incastrato in un quotidiano tranquillizzante, in una stabilità che da un lato placa le ansie e dall’altro alimenta le frustrazioni. Finché non decide di compiere il viaggio che, da molto lontano, lo porterà all’interno di sé, per riemergere differente alla sua vita.

Il romanzo presenta molti difetti della narrazione in prima persona che tanto va di moda, quindi eccessi di descrizione sentimentale e grandi monologhi, ma con una lingua semplice e condivisa. Forse un po’ stereotipata a tratti, ed eccessiva nei dialoghi quando pretende di fare filosofia, ma per il resto liscia e piana.

Una lettura leggera di qualche ora per lasciarsi andare e guardare ai propri sogni. Senza la pretesa di cambiare il mondo o arrivare a riflessioni esistenziali.

  • francesco

    che brutto libro. che pessimo scrittore.

  • francesco

    che brutto libro. che pessimo scrittore.

  • http://www.1orizzontale.tk/ Gianni

    A me è piaciuto. Mi piace come Fabio Volo scrive, più che altro perchè ciò che scrive può applicarsi al ragazzo medio. Perla di cose che tutti proviamo o abbiamo provato, in un modo molto chiaro e giovanile.

  • http://www.1orizzontale.tk/ Gianni

    A me è piaciuto. Mi piace come Fabio Volo scrive, più che altro perchè ciò che scrive può applicarsi al ragazzo medio. Perla di cose che tutti proviamo o abbiamo provato, in un modo molto chiaro e giovanile.

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