L’entrata di Cristo a Bruxelles, Nothomb

Scritto da: il 02.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

L'entrata di Cristo a Bruxelles - Amélie NothombAgli appassionati italiani della Nothomb la Voland ha fatto un regalo: lo splendido volume cartonato L’entrata di Cristo a Bruxelles. Il libro contiene due novelle pubblicate in Francia su una rivista, L’entrata di Cristo a Bruxelles e Senza nome. Il primo, per inciso, è anche il titolo dell’opera in copertina, un dipinto di James Ensor citato all’interno del racconto.

Sono due storie brevi di carattere apparentemente diverso tra loro: la prima rievoca gli schemi di antiche tragedie e commedie per rivisitarle in forma favolistica, il secondo è il capovolgimento dello schema, anch’esso non proprio moderno, della ricerca avventurosa della dama.

Hanno però ambedue la capacità di sfruttare generi consolidati per interpretarli nella maniera tagliente cui la Nothomb ci ha abituati; se L’entrata di Cristo a Bruxelles ricorda per tema le tragedie greche e per svolgimento i canoni della commedia plautina, con tanto di equivoci e agnizioni, l’interpretazione è però quasi parodistica, per la consapevolezza con cui viene vissuta la trama, sia dal protagonista sia dal lettore.

Senza nome può essere confrontato ai miti nordici, alle fiabe russe e persino a Miyazaki con la sua Città incantata: l’essere spirituale misterioso che si appropria del nome è una delle leggende più radicate. Anche qui l’autrice gioca con la tradizione, utilizzando un’apparenza razionale per giustificare il suo personaggio.

La Nothomb si conferma abilissima nel giocare con i vecchi topoi della classicità greca ed europea, rimaneggiarli anche in chiave grottesca, rivitalizzarli e ammodernarli. Con una scrittura che è sempre diretta, termini quotidiani ma non sciatti, uno stile in alcuni punti distaccato.

Il volumetto è carino e non potevo lasciarmelo sfuggire, dato che ho l’intera bibliografia di Amélie Nothomb; ho trovato l’allineamento a bandiera un po’ fastidioso, mentre ho apprezzato il corpo del testo con il carattere abbastanza visibile, che lo rende facilmente leggibile. Nel complesso un’ottima lettura, senza impegno.

Inauguro oggi con L’entrata di Cristo a Bruxelles la partnership, per cui se avete voglia di comprarlo, potete farlo qui.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple