L’eleganza del riccio, Barbery

Scritto da: il 09.03.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

L'eleganza del riccioTra i film in uscita nel mese di gennaio c’era Il riccio, tratto dal bestseller della francese Muriel Barbery. Il trailer sembrava accattivante ed ero decisa ad andare al cinema, ma non prima di aver letto il romanzo, così mi sono affrettata a tirare fuori dallo scaffale L’eleganza del riccio (Edizioni e/o) e mi sono immersa nella lettura, incentivata anche dall’enorme risonanza che mi parlava di un successo congiunto di pubblico e critica.

Effettivamente, né pubblico né critica si sono sbagliati: il libro si gioca tutto sulla contrapposizione tra la raffinatezza delle piccole cose e la barbara quotidianità, presentandoci un intreccio semplice, ma allo stesso tempo toccante.

Il tutto si svolge in un ambiente assai ristretto: un condominio in uno dei quartieri più rinomati di Parigi. In questo microcosmo si muove Renée, la portinaia, la quale, dietro un’apparenza dimessa e ben al di sotto della mediocrità, nasconde una vastissima cultura ed un animo fine e sensibile. La donna, mantenendo una sorta di “incognito”, recita il ruolo della persona ignorante e priva di ambizioni e da questo nascondiglio morale può osservare lo scorrere della vita dei condomini, per la maggior parte vacui rappresentanti dell’alta borghesia alle prese con le piccole e grandi ipocrisie di ogni giorno. L’unica a distinguersi sembra essere Paloma, la figlia dodicenne di un ministro, dotata di un’intelligenza geniale, ma per questo già disillusa dalla vita e decisa a porvi fine il giorno del suo tredicesimo compleanno.

Nei diari di queste due particolari personalità, che appaiono a capitoli alternati, si possono leggere riflessioni a volte serie, a volte malinconiche, altre volte grottesche o divertenti sulla vita e su tutto ciò che ne fa parte ed in particolare sui concetti del Bello, dell’Arte, della raffinatezza e dei loro contrari, spesso rappresentati da personaggi che gravitano attorno alle protagoniste: amici, parenti, incontri occasionali. I giorni sembrano susseguirsi tutti simili, finché nel condominio non arriva monsieur Ozu, un ricco giapponese che riuscirà a capire la vera essenza di Renée e metterla in connessione con la piccola Paloma, tirando fuori il meglio dell’una e dell’altra.

Scritto con uno stile garbato, misurato e scorrevole, L’eleganza del riccio appare ad una lettura superficiale come un insieme di piccole perle che vanno a formare una collana preziosa. I concetti espressi non sono sempre immediati, ma alla fine si amalgamano in riflessioni profonde, non banali, che spesso strappano il sorriso. Tali riflessioni riguardano temi universali e sono quindi sempre degne di grande interesse, nonostante talvolta qualche dissertazione della protagonista sul piano filosofico rallenti un po’ il ritmo.

In realtà si tratta di un difetto trascurabile in un libro che si legge con piacere per via dell’originalità dei personaggi, per la squisitezza delle descrizioni e la delicatezza con cui ogni termine sembra volersi far assaporare sulla lingua. Non potendo considerare il testo in lingua originale non saprei giudicare il lavoro di traduzione, tuttavia mi sento di affermare come le pagine scivolino via una dietro l’altra con grande scioltezza, nonostante il registro si mantenga quasi sempre elevato.

Una nota che mi ha colpito, come orientalista, è l’attenzione ed il rispetto con cui viene trattata la cultura giapponese, qui vista come esempio di eleganza pur nella sua semplicità: monsieur Ozu è infatti il personaggio che racchiude in sé le migliori qualità e ne è un po’ l’incarnazione.

Emblematici e ben pennellati sono anche i personaggi secondari, come Manuela, la donna delle pulizie, l’unica vera amica di Renée, che pur nella sua umiltà è molto più signorile delle inquiline del condominio, tanto ricche quanto superficiali ed arroganti. Tra queste anche la madre e la sorella di Paloma, che sanno vivere praticamente solo di luoghi comuni.

In conclusione, credo che andrò a vedere il film ben motivata: grazie al libro so già in partenza che troverò una storia delicata, emozionante ed accattivante ed è un peccato che nelle sale non servano un buon tè verde per poterlo gustare durante la visione.

  • Sfranz

    Lo sto leggendo anch’io, sull’onda di giudizi entusiasti di amici e parenti. Lo sto leggendo lentamente (come una tartaruga che accompagna per l’antenna una lumaca). Sospendo il giudizio e forse mi limiterò ad analizzarlo. Buone riflessioni ma… Quando lo finirò, dirò.

  • Sfranz

    Lo sto leggendo anch’io, sull’onda di giudizi entusiasti di amici e parenti. Lo sto leggendo lentamente (come una tartaruga che accompagna per l’antenna una lumaca). Sospendo il giudizio e forse mi limiterò ad analizzarlo. Buone riflessioni ma… Quando lo finirò, dirò.

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